Notizie dalla Stampa – L’Arena Mercoledì 14 dicembre 2005


 

 

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L’Arena

 

Mercoledì

14 dicembre 2005

 

provincia pag. 25

Sovvenzioni per chi installa a casa l’antenna parabolica da computer
che sostituisce le linee telefoniche inadeguate

Ma c’è il rimedio, il padellone

Il sistema è stato studiato da un professore italiano
che insegna in California, potrà servire nella Bassa e sui Lessini

 

 

 

 

 

 

 

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Sono di un italiano, Mario Gerla, docente di Computer Science alla Ucla (University of California a Los Angeles), le ricerche più avanzate nell’area delle comunicazioni wireless (senza cavi). Sta lavorando su due sistemi importanti: le reti ad hoc e quelle mesh: le prime da impiegare in ambienti privi di infrastrutture, come un campo di battaglia, una zona disastrata o una zona remota (giungla, deserto). Le reti mesh sono invece reti wireless per ambienti urbani che vengono installate in parallelo a una esistente struttura cablata o meno (per esempio la rete di telefonia cellulare). Le reti mesh, note anche come multihop, consentono di estendere l’accesso alla banda larga attraverso network wireless. All’interno di questi network decentralizzati, ogni utente rappresenta un nodo della rete, in grado di ricevere, (nella funzione di client), ma al tempo stesso di ritrasmettere (quindi di fungere da ripetitore), pacchetti di dati. In questo modo, si realizza una sorta di sistema peer-to-peer (da equivalenti) che, facendo rimbalzare il segnale su uno o più nodi intermedi (il cosiddetto multi-hopping), permette la connessione fra due nodi altrimenti fuori portata fra loro. In questa maniera anche chi non fosse raggiungibile dall’antenna principale, posta per esempio al centro del paese, può appoggiarsi per il collegamento a un altro utente vicino, il cui apparecchio funziona a sua volta da ponte radio verso l’antenna. Grazie a software che permettono ai pacchetti di dati in trasmissione di trovare fra le varie combinazioni possibili di nodi del network la strada migliore (la più breve o la meno congestionata), la tecnologia mesh è definita anche come il modello Internet reso wireless.
Mario Gerla, che ha conseguito la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano e il dottorato in ingegneria all’Ucla, ha sviluppato da anni il suo interesse nella progettazione e nel controllo di sistemi di comunicazione computerizzata distribuiti e di network di computer ad alta velocità (B-Isdn e optical networks). Attualmente, sta seguendo i lavori del Wam (Wireless adapting mobility) Lab, un centro ricerche nato in seno al dipartimento di Computer Science dell’Ucla che si occupa di progetti di ricerca nell’area delle comunicazioni wireless.
In particolare ha potuto collaborare a ricerche importanti in campo militare come direttore del MinuteMan, un progetto del dipartimento della Difesa americano nel campo della robotica per la messa a punto di veicoli autonomi che svolgano funzioni di esplorazione e assicurino continuità di comunicazioni in teatro bellico. Non è una novità, come del resto la stessa rete Internet, che le innovazioni tecnologiche più ardite e avanzate nascano in ambiente sviluppato per la ricerca militare e solo successivamente siano messe a disposizione anche in ambito civile.
Nel progetto MinuteMan, per esempio, sono stati ideati e realizzati dei robot che si muovono sul terreno o volano per svolgere funzioni di esplorazione e di mantenimento delle comunicazioni. Le applicazioni civili sono ancora in fase embrionale, ma si intuisce l’utilità di poter disporre di una rete efficiente di comunicazione anche in ambienti sconvolti da disastri naturali come terremoti o inondazioni. (v.z.)

 

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