Notizie dalla Stampa – L’Arena Mercoledì 14 dicembre 2005


“Qui la rete non prende”

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L’Arena

 

Mercoledì

14 dicembre 2005

 

provincia pag. 25

Su 98 Comuni 41 sono senza collegamenti veloci Adsl,
penalizzati affari e

contatti

Qui la rete non prende

Internet funziona poco, protesta mezza provincia

 





 

Sono 41 su 98 i Comuni veronesi non coperti dal servizio di comunicazioni a banda larga (Adsl), ma sono ben di più quelli parzialmente coperti, dove per esempio il servizio è fruibile da utenti di alcune vie e non da altri. Ma ci sono due importanti novità: una tecnologica e l’altra normativa. La tecnologia wi-fi, cioè il sistema di trasmissione senza fili è ormai prodotto su scala industriale e i costi si sono abbattuti. Inoltre un decreto del ministero delle Comunicazioni ha liberalizzato dallo scorso ottobre l’utilizzo di questa tecnologia e il ministro Landolfi ha potuto dichiarare: «Da oggi è possibile coprire il resto del territorio e offrire servizi di collegamento ad abitazioni e uffici che ne erano sprovvisti. Operatori e provider potranno competere meglio nel mercato di internet e della banda larga, superando alcuni degli ostacoli presenti nell’ultimo miglio attraverso le nuove tecnologie senza fili. Il decreto creerà le condizioni per la nascita di nuove attività nei territori che soffrono maggiormente, ma anche nel resto del Paese».
In Italia sono 11 milioni gli abitanti raggiunti solo parzialmente dagli accessi alla banda larga e vivono nei piccoli Comuni o nelle Comunità montane dove invece maggiore sarebbe il bisogno di collegamenti veloci e sicuri. Proprio sulla scorta di queste considerazioni il consigliere provinciale Luciano Marcazzan (lista Franchetto), ha presentato a nome dell’Unione di centrosinistra una proposta accolta dal Consiglio provinciale di stanziare 50mila euro per l’estensione della rete a banda larga, cifra destinata ai Comuni in base a criteri in via di definizione, ma saranno certamente Comuni montani e della Bassa.
«La cifra non è alta», precisa Marcazzan, «ma occorre considerare che i costi per questo tipo di collegamento sono molto bassi, un decimo rispetto all’Adsl via cavo, pur garantendo comunque prestazioni similari».
Piuttosto il problema, in questo momento di avvio della novità, è quello di non incappare in operatori o prodotti non adeguati alle esigenze.
Importanti società a livello nazionale stanno già sottoponendo la nuova soluzione tecnologica ai Comuni e anche nel Veronese si sono presentati tecnici e operatori di wi-fi.
«È importante che i Comuni si muovano per contattare operatori e garantire che i servizi proposti ai cittadini siano paragonabili all’Adsl tradizionale, si tratta infatti di un mercato libero, dove più alto è il rischio di sottoscrivere contratti per servizi non adeguati alle proprie aspettative», avverte Marcazzan. Nei contratti che verranno sottoposti alla clientela bisognerà che sia ben evidente che il collegamento funzioni sia in entrata (scarico di dati) sia in uscita (invio di dati) e che sia garantito un accesso minimo alla rete di almeno 500 kilobyte. Il prezzo del kit offerto varia in base all’operatore (circa 180 euro) e si tratta di una piccola antenna da collocare sul tetto o sulla facciata della propria abitazione. L’installazione è gratuita e può essere fatta anche in assenza di una linea telefonica fissa, ma è richiesto il pagamento di un canone fra i 30 e i 40 euro mensili, che dà comunque diritto al collegamento 24 ore su 24.
Si colloca sempre nell’ambito delle comunicazioni, anche se non strettamente dell’Adsl, la firma posta lo scorso luglio dall’assessore regionale agli enti locali Stefano Valdegamberi nell’atto integrativo dell’accordo di programma quadro in materia di e-Government e società dell’informazione fra Regione Veneto e il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (Cnipa) nonché il ministero dell’Economia e delle Finanze. Nell’atto sono previsti tre interventi: lo sviluppo della banda larga nel Veneto, il sistema informativo territoriale della Lessinia e la rete a banda larga della pedemontana del Grappa e dell’Asolano. In tutto quasi 5 milioni di euro previsti (di cui 1,5 destinati alla Lessinia) per diffondere l’informatizzazione nel Veneto, accrescere lo scambio informativo, ridurre le differenze di diffusione delle tecnologie in tutto il territorio, con particolare riguardo alle realtà montane e della bassa pianura.
Vittorio Zambaldo

 

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