Cenni Storici – XX Secolo


 

Montorio – Dalle origini ad oggi

 

 

a cura di Gabriele Alloro

 

 
All'inizio di ottobre del 1921 viene inaugurato il monumento ai Caduti del primo grande conflitto mondiale, che costa la vita a 56 Montoriesi. Anche questa realizzazione implica la demolizione del muro di cinta opposto al Municipio: la piazza si ingrandisce e, per ricordare la grande vittoria sull'esercito austro-ungarico, diventa Piazza Vittorio Veneto. L'attuale nome di Piazzale Buccari le viene assegnato all'inizio degli anni ' 30 a seguito di una revisione generale della toponomastica cittadina.

 

 

Inaugurazione tram elettrico, 2 maggio 1926Monumento ai Caduti

Il 2 maggio 1926 è una data memorabile per il nostro paese, che i più anziani ricordano ancora con una certa commozione: poco dopo le ore 10 nella piazza antistante il Municipio pavesata a festa e gremita di gente, transita per la prima volta il tram elettrico che collega Montorio con la città di Verona.

All'inizio del 1927 Montorio cessa di essere Comune autonomo e passa sotto l'amministrazione della città di Verona.

Anche la Seconda Guerra Mondiale lascia il segno nel nostro paese. Sul monumento ai Caduti vengono aggiunti altri 66 nomi, ma purtroppo non finisce qui. Il 26 aprile 1945, poche ore prima dell'arrivo delle truppe alleate, in seguito al ferimento di un soldato tedesco avvenuto nei pressi del ponte dell'Olmo ad opera di un ignoto incosciente, un gruppo di soldati delle SS inizia un'azione di rappresaglia sparando all'impazzata e rastrellando ostaggi per le strade del paese. I prigionieri vengono condotti al vicino presidio della Wehrmacht , situato in via Segheria, e quindi fucilati. A ricordo di quella strage viene in seguito eretto un monumento all'incrocio di via Segheria con via Lanificio, in coincidenza col luogo dell'esecuzione, recante i nomi delle 13 vittime innocenti di quell'infausta giornata.

Monumento ai Caduti Civili del 26 aprile 1945
Dal dopoguerra ad oggi sia l'aspetto paesaggistico di Montorio che la sua economia subiscono grandi e nello stesso tempo repentini mutamenti che lo vedono via via trasformarsi da paesotto agro-industriale a periferia residenziale d'élite.

 

 

Negli anni '50, grazie alla legge Fanfani, vengono costruite numerose case popolari per le famiglie che non si possono permettere una loro dimora e per evitare lo sfollamento del paese, ma soprattutto per togliere da malsane baracche interi gruppi famigliari che vivono in condizioni alquanto disagiate.

Una dopo l'altra le industrie, vanto del paese, cessano la loro attività o si trasferiscono in aree più favorevoli. Solo alla fine degli anni '60, per frenare questo fenomeno e per creare nuovi posti di lavoro, viene impiantata a nord del paese una zona artigianale.

Nell'ottobre 1965 si inaugura la nuova chiesa parrocchiale con la conseguente chiusura al culto dell'antica Pieve di S. Maria Assunta consacrata, come riporta una lapide situata al suo interno, nell'anno 1128 da Bernardo Vescovo di Verona.

Antica PieveParrocchiale

Negli anni 1967/68 vengono lottizzate parti delle praterie Albertini e Mantovanelli a Sud del paese. E' in questo periodo che Montorio muta completamente d'aspetto: in breve tempo si assiste alla chiusura totale delle antiche piccole e grandi industrie, che ha il suo culmine alla fine degli anni '70 con il fallimento del grande complesso della SAPEL, e alla sistematica lottizzazione di antichissime aree agricole (broli) senza riguardi nei confronti dell'aspetto storico-paesaggistico della zona. I vecchi mulini, dopo ristrutturazioni non sempre appropriate che ne alterano pesantemente la fisionomia, diventano case di abitazione o vengono addirittura, in qualche caso, abbattuti! I corsi d'acqua, che hanno sempre caratterizzato il paese tanto da farlo assomigliare ad una piccola Venezia, vengono in più occasioni scambiati per discariche a cielo aperto.

Comitato Fossi MontorioNell'ultimo decennio, però, il seme della buona coscienza ha dato i suoi frutti. Molta gente si è resa conto della bellezza del paesaggio, grazie anche alle serate culturali e alle passeggiate organizzate dal locale Comitato Fossi Montorio"Comitato per la pulizia dei fossi, la tutela dell'ambiente e della salute" che durante gli anni '80 tanto ha lottato e tanto ha ottenuto per una Montorio più verde, più vivibile e meno inquinata.

Chi scrive, spera che le giovani e future generazioni e le autorità che amministrano il territorio, leggendo queste righe si rendano conto che Montorio con le sue acque, i suoi monumenti e la sua storia è un patrimonio di inestimabile valore che va difeso, mantenuto e rispettato perché continui ad essere quella tranquilla oasi fresca e felice tanto decantata dai poeti del Rinascimento.

Un ringraziamento particolare a mio padre Luigi Alloro
e all'amico prof. Marco Pasa per la consulenza prestata
ed il materiale fornito.

 
 
 
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