“Film per la Mente” all’Arcimontorio


 

 

Irina Palm – Il Talento Di Una Donna Inglese

Trama :

Londra. Maggie, una vedova quasi cinquantenne, ha un disperato bisogno di soldi. Il suo nipotino Olly è in fin di vita e deve essere sottoposto con urgenza a cure costosissime in Australia, ma né lei né suo figlio Tom hanno abbastanza denaro per permettersi il viaggio e il soggiorno. Nessuno è disposto a dare lavoro ad una donna della sua età, così Maggie, in un momento di estrema disperazione, si presenta dal proprietario di ‘Sexy World’, un sexy shop di Soho, che è in cerca di un’intrattenitrice per il suo locale. L’uomo, sulle prime imbarazzato e poco propenso a darle il lavoro, decide di offrirle una chance e Maggie diventa così l’affascinante Irina Palm…

Note : IN CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007).

            DAVID DI DONATELLO 2008 COME MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA.
            NASTRO D’ARGENTO 2008 COME MIGLIOR FILM EUROPEO.
 

CAST

Maggie/Irina Palm : Marianne Faithfull
Miki : Miki Manojlovic
Tom : Kevin Bishop
Jane : Jenny Agutter
Julia Meg Wynn-Owen : Meg wynn Owen
Edith : Flip Webster
Franck : Tim Plester
Medico : Jules Werner
Signora anziana : Ann Queensberry

CREDITS

Sceneggiatura : Philippe Blasband
Scenografia : Veronique sacrez Shore
Montaggio : Ludo Troch
Fotografia : Christophe beaucarne Kohout
Costumi : Anushia Nieradzik 

 

Recensione 1 :

Cuore di nonna. E quello di Maggie lo è nell’accezione più pura, sintesi di amore e coraggio. Il quadretto ritrae la periferia londinese, il cui grigiore si fa nero alla scoperta della rara malattia che ha colpito il nipotino Olly: solo le cure di specialisti in Australia possono tentare di salvarlo. I genitori sono giovani, poveri e disoccupati. Il conto è in rosso e il viaggio una chimera. E anche nonna Maggie (un’immensa Marianne Faithfull) non naviga nell’oro: sopravvive della pensione del marito defunto, e per di più è senza “working skills”, cioè non sa fare proprio nulla. Ad eccezione del tè. E, pensando appunto di servire la bevanda più popolare d’Inghilterra, si candida all’annuncio “cercasi hostess” di un locale di Soho. Ma la novella Alice formato Senior, capisce subito che il suo Wonderland è un Sexyland e che il lavoro offerto, benché “manuale”, nulla ha che fare con la preparazione del tè. Vorrebbe scappare ma quel cuore di nonna pulsa più forte e Maggie, convinta dalla cospicua e necessaria somma di denaro, diventa Irina Palm. Film dal soggetto originale (in ogni senso), la commedia “politically uncorrect” del belga Sam Garbarski correva il rischio di facili cadute e ammiccamenti al grottesco, invece evitati sul rigore dello stile medio, a tratti – purtroppo – appiattito sul televisivo. Su tutto brilla la stella Faithfull: l’icona del carisma è magistrale in una donna che è la sua antitesi.

Copyright © Cinematografo 2007.

 

Recensione 2 :

Con le mani tu puoi, dire di si…; le tue mani così, all’improvviso

 

Maggie è una vedova di circa cinquant’anni, trascorre una vita semplice alla periferia di Londra ed è affezionatissima al suo nipotino. Quest’ultimo, ricoverato in ospedale per una rara malattia genetica, sta peggiorando giorno dopo giorno e l’unica cura sperimentale a disposizione può essere ottenuta gratuitamente solo in Australia, con spese di spostamento, vitto e alloggio a carico della famiglia (gravata, però, da difficoltà finanziarie). Sarà proprio l’inaspettata determinazione di Maggie a garantire una possibilità di salvezza al nipote, prendendo al volo il posto vacante di “hostess” in un peep show della capitale inglese; attività non priva di situazioni imbarazzanti – in un luogo un tempo considerato moralmente inaccessibile – ma che farà emergere, alla pari di un talentuoso portiere della Premier League, le virtù delle sue mani “dorate” e il suo senso della posizione, oltre a conferirle un soprannome ad hoc: Irina Palm.

“Le donne sono magiche” (Francois Truffaut)

Dopo il brillante esordio con Le Tango des RashevskiIn (2004), Sam Garbarski conferma le sue capacità di regista con questo film lieve e sottile, ma profondamente radicato nella disperazione e nel dramma filosofico (“Se vuoi, puoi” scriveva Immanuel Kant). Irina Palm – in concorso all’ultimo Festival di Berlino e accompagnato da sinceri applausi – è una commedia decadente che sfuma sul filone drammatico senza però gravare lo spettatore di facili conclusioni o patetici eventi. L’affascinante personaggio di Maggie è reso verosimile e curioso dalla bravissima Marianne Faithfull, cantante, attrice, scrittrice, icona del rock e della trasgressione durante gli anni Sessanta non solo grazie alla sua lunga relazione con Mick Jagger, ma anche per il suo carattere stravagante e sopra le righe. La tranquilla e bucolica periferia del mondo (in questo caso quella londinese) vive nel silenzio drammi familiari simili, soffrendo nell’intimità piccoli eventi drammatici che implodono senza far notizia, ma che vengono vissuti e metabolizzati quasi segretamente da chi li sostiene: nessuno sospetta di persone comuni, gente normale che si rimbocca le maniche e prova a cambiare le cose, nemmeno quando Maggie tutte le mattine sbuca dal gate della metro di Oxford Circus, attraversa la strada e, invece di virare per un respiro di verde ad Hyde Park, di li a un passo, si getta dietro la schiena pudore e vergogna ed entra da Sexy World. La nebbia si dirada dopo l’alba, la capitale incalza i suoi ritmi metropolitani, una signora passeggia (apparentemente) tranquilla fra la gente riflettendo sulla vita e tirando le somme; chi non conosce Sally diVasco Rossi corra all’istante ad ascoltarla ponendo attenzione al testo.

“[…] But the memory remains”

Molti ricorderanno Marianne Faithfull alla fine degli anni Novanta, vestita in frac rosso col cappello e un carillon a manovella mentre canta la melodica nenia di The Memory Remains dei Metallica. Già, quel famoso “ra ra na ra, ra ra ra…” che entra in testa come un flash subliminale è opera sua, sposando così coerentemente la causa di una vita vissuta intensamente, della musica forte ed energica, l’amore di sempre, tarlo incessante per molti appassionati: il rock.

Riportando infatti una frase recente di Marianne Faithfull (in totale contraddizione concettuale col suo cognome) ci viene da riflettere sul concetto di fede, credo e totale sodalizio con noi stessi e il nostro corpo. “…Se i preti ascoltassero un po’ più di rock prima di pregare…”, ha detto l’istrionica artista inglese, e questo suggerisce l’idea che anche la musica, a volte, come Irina Palm, potrebbe dare una mano… al prossimo.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.