Esondazione Progno 1934 – Gazzettino


 

GAZZETTINO 26 Agosto 1934
 
DA MONTORIO I DANNI DEL NUBIFRAGIO

 

Il violentissimo nubifragio scatenatosi domenica sera ha prodotto gravi danni; una furia di acque come quelle scatenatasi sabato; solo nel 1926 si ebbero dei danni che sono paragonabili a quelli odierni.
Nel rione Ponte Florio l'acqua ha sommerso diversi campi. Alle ore 1 dopo mezzanotte i pochi abitanti che ancora si trovavano negli esercizi pubblici, specialmente in quello al Ponte dell'Olmo, udirono un sordo rumore,segno che il torrente Squaranto ora colmo di acqua.
Poco dopo l'onda arrivò con fracasso,portando legnami, alberi ed altro. Pochi minuti dopo,il muretto di cinta fra il ponte e la chiesetta di S. Giuseppe,si ruppe e l'acqua cominciò a riversarsi per la strada,in quel punto in forte pendenza, e ad invadere lo case che sorgono ai lati.
La violenza delle acque ruppe la strada che va dal ponte dell'Olmo all'Asilo Infantile; in brevissimo tempo, circa una cinquantina di metri vennero travolti e tutto il materiale portato nei prati adiacenti.
Gli argini del torrente vennero rotti anche più a valle e precisamente dove terminano le case operaie del Lanificio Rossi ed anche in questo punto,venne fatta una enorme breccia ed il materiale trasportato negli orti a fianco delle case, tutto distruggendo ed inghiaiando. Serio pericolo corse la casa colonica, che venne in tempo fatta sgomberare, abitata da certo Giuseppe Franchini; la Piazza Buccari venne completamente allagata, tanto che il tram dovette fermarsi prima del capolinea;i sotterranei dell'ex residenza municipale completamente allagati e molte altre cantine piene di acqua.

I danni maggiori si ebbero a lamentare nei negozi di generi alimentari dei Fratelli Fraccaroli in Ponte Trive1lin, nello stabilimento Fratelli Dal Santo, al Molino Fratelli Zanetti, come pure al negozio generi a1imentari dello stesso: il deposito legnami della ditta Giarola e Venturi ebbe asportato diverso legname e allagati e resi inservibili i macchinari ed i locali di abitazione; la rivendita di combustibile Giuseppe Zamboni ebbe la asportazione di circa una settantina di quintali fu legna; e moltissime altre famiglie ebbero le case invase dalle acque che arrecarono non lievi danni.
In un terzo punto l'acqua del torrente superò gli argini e precisamente al Ponte Verde ove, dopo aver divélto i parapetti del ponte,si riversò impetuosa per la strada; il piazzale antistante alla chiesa fu invaso dalla furia delle acque le quali scavarono profonde buche per riversarsi poi nello Squarà.
Danni notevoli ebbero a subire le campagne alla destra
del torrente.=
Sul posto accorsero le autorità locali,le quali provvidero a far sgomberare le case che presentavano pericolo e si prodigarono affinché nessun incidente avesse a verificarsi alle persone.
Anche i fascisti e i militi locali coadiuvarono le autorità.
I danni sono rilevanti.

 

 

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