Sapel: sciopero ad oltranza



Ingresso dello Stabilimento SAPEL di MontorioCondizioni insalubri, ritmi insostenibili e salario da fame. Interrogaizone al Ministro

 

Camera dei deputati – Atti parlamentari – V Legislatura

 

Seduta del 10 agosto 1970.

 

Baldani Guerra e Guerrini Giorgio presentano una interrogazione a risposta scritta al Ministro delle partecipazioni statali Piccoli sulle condizioni dei lavoratori nello stabilimento SAPEL di Montorio.

 

BALDANI GUERRA E GUERRINI GIORGIO. – Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e delle partecipazioni statali. – Per sapere – premesso che:


a) i lavoratori dipendenti dello stabilimento SAPEL di Montorio Veronese (Verona) appartenente al gruppo Lanerossi dell’IRI sono costretti a lavorare in condizioni di ambiente insalubre e a ritmi lavorativi che superano ogni limite di sopportazione;


b) che alla maggioranza dei 130 dipendenti viene dato un salario quasi da fame;


c) che in seguito a tali dure condizioni i lavoratori hanno proclamato uno sciopero ad oltranza al fine di ottenere migliori condizioni di vita – se siano informati della grave situazione che preoccupa non solo i lavoratori, ma tutta la popolazione montoriese e quale concreta azione intendano svolgere per risolvere in senso positivo le giuste rivendicazioni poste al centro dalla rivendicazione sindacale. (4-11094)

 

RISPOSTA. – La vertenza sindacale sorta presso lo stabilimento della SAPEL di Verona si è conclusa – grazie anche ad un intervento del prefetto – con un accordo che. prevede un aumento della paga oraria nella misura di lire 50 e la corresponsione di lire 10 mila a ciascun lavoratore a titolo di indennità una tantum.
La vertenza si era aperta nel mese di febbraio, quando la commissione interna aveva avanzato una richiesta di aumento di 100 lire l’ora, richiesta basata su una asserita diversità di trattamento esistente fra le condizioni applicate in aziende similari della provincia di Vicenza (centro conciario di Arzignano) e quelle in vigore presso la SAPEL. Nel corso delle discussioni svoltesi alla presenza del prefetto di Verona fu invece chiarito che tale differenza si concretava in sole 29 lire orarie, cifra assai più bassa di quella inizialmente indicata dai rappresentanti dei lavoratori. No¬nostante ciò, questi ultimi ritennero di mantenere ferma la loro richiesta di lire 100 l’ora, fino a quando l’arbitrato del prefetto non pose fine alla questione nei termini sopra indicati e ritenuti soddisfacenti dagli stessi lavoratori.
In relazione agli altri rilievi sollevati nel l’interrogazione, si aggiunge che il rapporto di lavoro dei dipendenti della SAPEL (la società ha un organico di 200 persone, di cui 2 dirigenti, 29 impiegati e intermedi e 265 operai) è regolato dal contratto collettivo per gli addetti all’industria conciaria in vigore dal 7 marzo 1968.
I minimi retributivi previsti dal suddetto contratto non solo sono integralmente applicati, come è emerso da una verifica effettuata dal locale ispettorato del lavoro, ma, anzi, in virtù di una serie di accordi aziendali stipulati con la commissione interna, essi risultano aumentati, in media, di 56,41 lire l’ora. Numerosi lavoratori, inoltre, sono classificati in categorie superiori a quelle previste dalle norme contrattuali.


Il Ministro delle partecipazioni statali PICCOLI.

 

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