La guerra anti-writers – A Verona multe da 500 euro 1


writers_montorio_2015_mosNon tutti i graffiti sui muri hanno lo stesso prezzo. La banca dati delle firme dei graffitari

La guerra anti-writers, in nome del decoro urbano, passa attraverso centinaia di ordinanze comunali e le sanzioni variano da città a città. Si passa dai 300 ai 500 euro di multa, per arrivare fino alla reclusione o alla condanna a svolgere lavori socialmente utili. L’ondata anti-graffittari ha preso corpo dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza nazionale: d’ora in poi chi imbratta palazzi, treni o autobus rischia il carcere da uno a sei mesi o una multa da 300 a mille euro; sanzione che aumenta se il graffito compare sopra monumenti o in aree di interesse artistico (in questo caso la reclusione arriva fino a un anno e le multe vanno da mille a 3 mila euro). Le nuove norme inoltre vanno a colpire direttamente la “fonte”, ossia le bombolette spray: chi vende quelle contenenti vernici non biodegradabili ai minorenni rischia una sanzione fino a mille euro.

Sulla scia del provvedimento nazionale, ogni comune poi fa da sè.

A Roma oggi si rischia una multa da 300 a 500 euro. L’ordinanza comunale, in vigore da lunedì 8 febbraio, prevede l’obbligo per il graffittaro di ripulire entro 15 giorni la parete, pena un ulteriore addebito da parte del Comune alla fine dei lavori. Inoltre, così come Milano, anche la capitale ha deciso di costituirsi parte civile in tutti i processi contro i writers colti in flagranza di reato: “Da alcuni giorni – spiega il vicesindaco del capoluogo lombardo Riccardo De Corato – abbiamo riaperto il calendario delle udienze del 2010. Sono sei le presenze in programma come parte civile e già quattro i processi chiusi con le condanne dei responsabili”. Nel 2009 a Milano sono state inflitte 112 multe (da 100 a 500 euro), di cui ben 45 accertate dal Nucleo tutela decoro urbano (una task force di 18 agenti); sono 17 invece i writers denunciati dalla polizia locale, di cui 10 minorenni, perché sorpresi in flagranza di reato. Diversi gli esiti dei quattro processi conclusi: in una scuola in via Baravalle il ragazzo ha dovuto ripulire l’edificio per estinguere il reato; per aver imbrattato un muro del Duomo il responsabile ha dovuto pagare circa 4.500 euro; la parete dell’ippodromo di San Siro è costato agli imputati 1.104 euro; la Rotonda Besana circa 3mila euro.

Il 19 gennaio scorso, infine, il Tribunale dei minorenni di Milano ha chiesto per due giovani writers la possibilità di svolgere attività socialmente utili e di volontariato a favore del Comune per riparare il danno ed estinguere il reato.

A far discutere più di ogni sanzione, però, è la decisione di costituire una banca dati delle tags, cioè delle firme dei graffitari: la polizia di Milano attualmente ha già raccolto circa un centinaio di nomi e Roma potrebbe presto fare altrettanto. Grazie a queste informazioni è stato possibile attribuire a un noto writer milanese di “nome” Bros, anche senza la flagranza di reato, una decina di imbrattamenti dei quali dovrà rispondere – in un certo senso “retroattivamente” – durante il procedimento penale che oggi lo vede imputato. Uno strumento che mette letteralmente al muro i writers più accaniti, abituati a lasciare sempre la loro firma sulle pareti.

A Firenze, infine, la giunta ha scelto affidarsi alla chimica, investendo nell’utilizzo di gel e solventi capaci di dissolvere le vernici più ostinate e di laser per la rimozione delle tinte su marmi e graniti. Per impedire che la vernice entri in profondità anche l’Amsa di Milano ha varato un piano da 34 milioni per la pulizia e la protezione, tramite uno strato protettivo impermeabilizzante, di palazzi e mezzi pubblici.

La Giunta del Comune di Verona, con la Delibera n. 287 del 6 agosto 2008 ha elevato a 500,00 euro la sanzione prevista dall’articolo 16 del Regolamento di Polizia Urbana, applicabile sia se l’edificio deturpato sia di proprietà pubblica che privata.

Nel caso di momumenti storici o edifici di particolare pregio è prevista la possibilità di denunciare gli autori delle scritte.

L’articolo 16 del Regolamento di Polizia Urbana prevede infatti che è proibito danneggiare, deturpare, imbrattare con scritti, affissioni, disegni o macchie gli edifici pubblici o privati, i monumenti, i muri in genere, le panchine, le carreggiate, i marciapiedi, i parapetti dei ponti, gli alberi e qualsiasi altro manufatto.

Obbliga inoltre i proprietari o i locatari o gli utenti degli edifici, o chiunque altro abbia interesse alla cancellazione a provvedere tempestivamente, e comunque entro 48 ore dalla constatazione, alla eliminazione dei deturpamenti di cui al comma precedente.

Il ripristino dello stato originario potrà venir eseguito anche d’ufficio senza obbligo di preavviso.

Non solo sanzioni e punizioni. Il comune di Verona, con un concorso intende dare spazio alla creatività e all’espressione artistica dei giovani writers veronesi in spazi idonei, educando al pieno rispetto della proprietà altrui e del patrimonio storico-artistico-monumentale cittadino e, nel contempo, migliorando esteticamente i luoghi della città bisognosi di intervento.

Bando di concorso Writers Street Art “Coloriamo Verona 2015-2016


 

  

  

  

 


 


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