Pista ciclabile: tratti di palizzata spariti da anni! 1


Non solo pavimentazione da rifare. Anche palizzata da ripristinare

Pubblichiamo di seguito la lettera di Alejandro giunta in questi giorni in redazione.
 
Volevo fare presente che spesso nel Vs. sito si trovano aggiornamenti relativi allo stato della pista ciclabile che porta a Verona, ai lavori di manutenzione (mai definitivi!) ma non si fa mai un cenno, almeno non mi è parso di leggerli, in relazione ai tratti di palizzata spariti ormai da anni.
 
A causa spesso di incidenti automobilistici, lunghi tratti di palizzata è scomparsa e non è stata mai più ripristinata lasciando in vista soltanto i monconi dei pali sul lato della strada. 
 
Mi dispiace che quando si parla dello stato della pista non si consideri che anche la palizzata è parte integrante della stessa.
 
Speriamo che la Circoscrizione o il Comune ne tengano conto alla prossima manutenzione.
 
 


Ricordiamo che lo stesso problema riguarda anche il tratto di pista ciclabile tra Montorio e Mizzole.

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Un commento su “Pista ciclabile: tratti di palizzata spariti da anni!

  • Bepo Merlin

    Ormai più che una pista ciclabile possiamo definirla una pista e basta, come quelle che attraversano luoghi impervi. Denuncio da anni le carenze strutturali e la mancanza di manutenzione. Qualcosa, di tanto in tanto, viene fatto, la pista resta sempre una specie di “non luogo”. Oltre all’eterno problema delle passerelle, che dovrebbero essere ricostruite con criteri e materiali diversi da quelli attuali (basta andare a vedere nella vicina San Martino B.A.) c’è da segnalare il pessimo stato del manto d’asfalto. Lateralmente la gramigna ha invaso la carreggiata, riducendola, in alcuni punti, ad un viottolo sconnesso e pieno di crepe. Per non parlare dell’albero al di là della rete di recinzione del vigneto, poco dopo il ponticello di fronte all’ingresso di Via Colombare, le cui fronde danno un’ombra molto gradita d’estate, ma le cui radici emergono dall’asfalto prepotentemente e pericolosamente, rendendo difficile il passaggio a ciclisti, pedoni e carrozzelle varie. Della staccionata di recinzione, diventata ormai una specie di antica rovina, con tracce dell’antico splendore, ha già giustamente parlato Alejandro. Aggiungo e finisco, ma solo per non annoiare i lettori, l’annosa questione della lunga e larga passerella di Ponte Florio, dal ponte fino alla fermata dell’autobus, che quando piove diventa una piscina limacciosa e scivolosa e quando nevica o fa tanto freddo, si trasforma in palaghiaccio.