APERO’: quando l’Ape è bene comune


Gli insetti sono indispensabili per l’equilibrio dell’ecosistema, in particolare le Api (Apis Mellifera) che sono essenziali per la nostra esistenza esercitando un ruolo di instancabili e insostituibili impollinatori.

Ogni volta che mangiamo una ciliegia, una albicocca, una pesca oppure un pomodoro, dovremmo ricordarci che il fiore di queste piante frutticole e orticole è stato impollinato dall’infaticabile lavoro delle api che ne ha consentito la trasformazione in un frutto indispensabile per la nostra alimentazione e sopravvivenza. Nonostante la sua importanza oggi questo insetto è minacciato dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dall’uomo che fa uso eccessivo di prodotti chimici.

Proprio per questo l’ONU ha indetto, nell’anno 2018, la prima Giornata mondiale delle api e della biodiversità che si è celebrata lo scorso 20 maggio. In questa occasione la FAO ha esortato Paesi e singoli individui a fare di più per proteggere le api e gli altri impollinatori responsabili diventando responsabilmente custodi della terra e non esclusivamente fruitori dei prodotti che ci offre. Per fortuna su questo fronte c’è qualcuno che si sta impegnando concretamente dimostrando che la redditività può essere conciliata con la sostenibilità ambientale. Una di queste persone è Laura Tinazzi con la sua Azienda Agricola Fondo Prognoi a Montorio.

Anche Montorio ha voluto ricordare, con il progetto di educazione ambientale APERÓ, l’importante ruolo che svolge l’insetto giallo-nero nell’ambiente. L’niziativa ideata e promossa dalla nostra associazione insieme all’Azienda Agricola Fondo Prognoi eha goduto del patrocinio della 8^ Circoscrizione.

Bambini e genitori si sono ritrovati sabato scorso nel “sancta sanctorum” della biodiversità montoriese: il Fondo Prognoi, la bella e soleggiata giornata ha contribuito a rendere l’evento se possibile ancora più “green”.

Laura e Giovanni hanno spiegato, accompagnati dalle numerose curiose domande dei presenti l’ape domestica (spettacolari quelle dei bambini: “ma l’ape di notte dorme?”, “le api si pungono tra loro?”), la quale  costituisce una società matriarcale formata da numerosi individui appartenenti a tre caste di api: la regina, l’operaia ed il fuco

Di norma in un alveare vivono una regina, unica femmina fertile, 40 000 – 100 000 operaie, femmine sterili destinate al mantenimento ed alla difesa della colonia, e, da 500 a 2000 maschi (detti anche fuchi), questi ultimi destinati esclusivamente alla riproduzione. 

La regina, straordinariamente prolifica, ha il compito di deporre le uova e di assicurare la coesione della colonia a differenza delle operaie, essa è priva dell’apparato per la raccolta del polline

I maschi hanno soltanto il compito di fecondare le nuove regine; essi sono più grandi delle operaie ma più piccoli della regina e  sono incapaci di succhiare il nettare dai fiori e privi dell’aculeo. La vita media di un’operaia  è intorno ai 30 – 45 giorni; è più lunga se l’ape nasce in autunno e perciò destinata allo svernamento.

Le api si nutrono raccogliendo polline e nettare dai fiori. Nel periodo in cui il raccolto di nettare è abbondante, una regina arriva a deporre fino a 2000-3000 uova al giorno, attaccando ciascun uovo sul fondo di una cella.

La regina ha la facoltà di controllare il processo di fecondazione, abitualmente feconda tutte le uova, in modo che da esse nascano solo operaie. Solo in primavera non ne feconda un certo numero, in modo che nascano i maschi; questi sono destinati a vivere solo fino al giorno dell’accoppiamento. Nello stesso periodo la regina depone, nelle celle reali (più grandi), anche le uova destinate a formare altre regine.

Sono state illustrati gli “strumenti” usati in apicoltura tra cui, l’affumicatore, la tuta proteggi punture e l’arnia “top bar”, ovvero l’arnia naturale più diffusa al mondo conosciuta anche come “Kenyan top bar hive”, arnia orizzontale a cassa unica, chiusa da barre in legno che funzionano da tetto. Un’arnia rispettosa della biologia dell’ape, che qui riproduce il suo ambiente naturale, costruendo il suo favo, nonché generando e plasmando la cera: a differenza dell’apicoltura tradizionale, niente pertanto favo artificiale e fogli cerei. Nell’arnia “top bar”, inoltre, la pendenza delle pareti costringe le api a costruire il favo lontano da queste, ciò che ne facilita, senza quindi danni alla colonia, l’estrazione.

A seguire tutti ci siamo diretti nel punto di osservazione delle arnie e delle api dove sempre Laura e Giovanni hanno asportato le barre di legno dall’arnia mostrando i favi costruiti dalle api, partendo dall’alto e proseguendo il loro lavoro verso il basso. Abbiamo avuto la fortuna di vedere anche l’ape regina.

Dopo il “contatto” (quasi) diretto con le api bambini hanno potuto sperimentare il laboratorio di “smielatura” dei favi: ovvero con le sole manine hanno estratto il miele stingendo il favo. Una esperienza appiccicosa e dolce che ha entusiamato tutti i bimbi che ricorderanno la giornata con un vasetto di miele da loro estratto.

Una merenda a base di prodotti naturali ha infine chiuso la giornata con la gioia di una esperienza da portare nella valigia dei nostri ricordi.

Alberto Speciale

 

Lo spaccio aziendale di Fondo Prognoi

Aperò – Introduzione al mondo delle api con Laura e Giovanni. Il racconto di Valeria

La visita alle arnie

 

L’ape regina

 

La prova di smielatura

 

Gli assaggi ai vari tipi di miele

Il rinfresco finale con i prodotti di Fondo Pognoi

 

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