Inquinamento da biomasse: pubblicato bando 2018 rottamazione stufe


Il riscaldamento degli edifici in Italia è responsabile del 50% dell’inquinamento. E la prima fonte di smog è proprio la legna, la cui combustione, stando all’Arpa Lombardia, rappresenta fino al 45% del totale delle polveri fini Pm10 che ingabbiano il cielo del territorio. Negli ultimi anni in Italia c’è stato un vero e proprio boom di stufette alimentate a combustibili di origine vegetale per riscaldare gli edifici, soprattutto le case indipendenti. Il pellet ha un prezzo competitivo e possiede il volto nobile di materiale sostenibile perché di origine naturale. Tant’è che la Penisola è diventato il terzo importatore mondiale di pellet consumandone più di 3,5 milioni di tonnellate l’anno.

Ma gli scarti del legno vengono utilizzati perlopiù in impianti a basso rendimento energetico. Il risultato è che le stufette a legno sono diventate killer dell’aria pulita. Lo confermano diversi studi scientifici realizzati negli ultimi mesi. Secondo una ricerca condotta da Enea e il Ministero della Salute l’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento residenziale non sta portando i benefici sperati. Anzi, a causa delle emissioni di particolato (PM 2.5), la diffusione di questo combustibile sta incrementando l’inquinamento atmosferico e provoca seri danni alla salute. 

Con l’Accordo di Bacino padano, approvato dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 836/17 e sottoscritto il 9 Giugno 2017, sono state previsti le seguenti disposizioni relativamente a tali impianti:

divieto, a partire da dicembre 2017 di installare generatori con classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle e di continuare ad usare generatori di classe inferiore alle 2 stelle;

divieto, entro il 31 dicembre 2019, di installare generatori con classe di prestazione emissiva inferiore a 4 stelle e di continuare ad utilizzare generatori di classe inferiore alle 3 stelle;

obbligo di utilizzare, nei generatori a pellet di potenza termica nominale inferiore a 35 kW, pellet conforme alle caratteristiche previste dall’allegato X alla parte V del D.L.gs 152/06, purché certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un organismo di certificazione accreditato.

Una recente indagine comparativa delle caratteristiche emissive di varie tipologie di impianti di riscaldamento domestico, (realizzata per la CCIAAA di Milano, Monza-Brianza Lodi) ha messo in evidenza come le caratteristiche tecniche degli apparecchi nuovi a pellet siano significativamente influenti: nel caso di apparecchi di bassa gamma sono state misurate concentrazioni di PM10 più che doppie rispetto a quelle di alta gamma quando alimentati con pellet di categoria A1. La qualità del pellet influenza notevolmente le emissioni di PM delle stufe: i valori possono triplicare passando dalla classe A1 alla A2. Si rileva quindi necessario indirizzare le scelte dei consumatori verso gli impianti più avanzati dal punto di vista tecnologico e dei combustibili con le caratteristiche migliori.

Per arginare la fonte di inquinamento la Giunta regionale, nell’ambito degli interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare per le polveri PM10, PM2.5 e Benzo(a)pirene, in coerenza con gli impegni assunti con la sottoscrizione il 9 Giugno 2017 del “Nuovo Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano” ed in linea con quanto previsto dal vigente Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosferacon Deliberazione n. 859 del 15 giugno 2018 ha approvato un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a biomassa (legna, pellet), con apparecchi a a basse emissioni ed alta efficienza, con classificazione del generatore almeno 4 stelle (ai sensi dl D.M. n. 186/2017) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione.

Il bando prevede la concessione di contributi fino a 1.600 euro per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
Lo stesso bando concede contributi fino a 5.000 euro (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 31.07.2018.

 

Alberto Speciale

scarica la delibera di approvazione del bando (DGR 859_2018)
scarica il bando (allegato A alla DGR 859_2018)
scarica la tabella coi punteggi relativi al comune di installazione (allegato B alla DGR 859_2018)