La Banda Musicale di Montorio


 

La Banda Musicale di Montorio

 

Storia di una gloriosa istituzione

 

di Luigi Alloro

Un’istituzione che meriterebbe di essere ripristinata a Montorio è la banda musicale, vanto di molti paesi a noi vicini e punto di aggregazione per giovani amanti della musica.

Montorio non ha più una banda da parecchi anni, ma in passato ne ebbe una che stava al passo con i migliori complessi bandistici dell’intera provincia.
La prima notizia certa riguardante questa istituzione risale all’aprile 1883: sul giornale L’Adige una notizia da Montorio portava a conoscenza che la locale banda musicale aveva suonato ad una serata filodrammatica di beneficenza per l’Asilo. Tempo dopo, il 10 luglio 1883, nell’ampio cortile della Cereria Masotti (oggi villa Noris-Passigato) veniva consegnata alla giovane banda musicale locale, diretta dal maestro Enrico D’Aniello, la bandiera donata da alcune signore della Montorio bene. Essa consisteva in un drappo di seta finissima con i colori della bandiera italiana e al centro una lira o cetra ricamata in oro.

La_banda_di_Montorio_nel_1922

Il debutto davanti al grande pubblico avvenne il 29 luglio 1883, in occasione dell’inaugurazione del nuovo concerto di campane installato sul campanile dell’antica pieve: la banda tenne un grande concerto su una chiatta galleggiante posta in mezzo al laghetto Squarà. Il primo impegno fuori Montorio porta data 10.09.1883, quando i giovani bandisti diretti dal maestro D’Aniello tennero un concerto a Soave riscuotendo unanimi consensi e lodi per i rapidi progressi compiuti. Ma dopo soli due anni di successi a ripetizione, la banda, orgoglio del paese, fu abbandonata dal maestro e si sciolse.
Toccò all’immenso Gaetano Fraccaroli (160 cm di altezza per 140 kg di peso!), l’arduo compito di ricostituirla, dirigerla e presentarla, seppur ridotta nel numero, alla festa per l’Asilo Infantile del 9 agosto 1885, quando nel grande cortile del Cotonificio Turati (ex SAPEL) suonò fino a tarda sera assieme alla fanfara dell’I.C. Ginnastica Bentegodi. Alcuni giorni dopo, nel cortile della Canonica, fece gli onori di casa a padre Luigi Bonomi, ex curato a Montorio divenuto poi missionario, ritornato dall’Africa dopo una lunga prigionia nelle mani dei ribelli terminata con una rocambolesca fuga.
L’attività bandistica continuò poi sotto la direzione di Giovanbattista Fraccaroli, figlio di Gaetano, fino al 1897, anno in cui il maestro passò a dirigere la banda “Indipendenza” di San Michele Extra. Montorio rimase così per lunghi anni senza la sua banda musicale che si ricostituì solamente nel 1910 in occasione dei festeggiamenti per l’inaugurazione del capitello di via delle Logge quando, col nuovo nome di “Società Filarmonica”, tenne un bel concerto sotto la direzione del maestro Francesco Tancredi. Costui, però, non restò molto alla direzione della banda perché già alla festa per il ritorno dei soldati montoriesi dalla guerra di Libia, data alla Casa del Popolo il 6 ottobre 1912,  c’era un nuovo maestro: quel Giacomo Buriani, compositore, maestro di banda e di coro, che segnerà un’epoca nella storia della banda musicale del paese.
Con lo scoppio della Grande Guerra molti bandisti furono richiamati sotto le armi e l’attività della banda si fermò per poi riprendere soltanto alla fine del 1918.
Nel settembre 1919 il corpo bandistico montoriese era forte di quaranta suonatori, grazie al supporto di numerosi militari congedati. Un tale organico e gli impegni sempre più numerosi ed importanti, uniti alla necessità di procurare gli strumenti ai nuovi allievi, mettevano in crisi le finanze della banda tanto che, in occasione del decennale della sua ricostituzione, la Presidenza deliberava di lanciare una sottoscrizione alle famiglie del paese per poter ripianare il passivo e far fronte alle nuove necessità.
Il 22 agosto 1920 la banda eseguiva un eccezionale programma a Ponte Florio alla sagra patronale di San Rocco che replicava il 18 e 19 settembre nella piazza principale di Riva del Garda da poco divenuta italiana. Ormai la bravura della banda e del suo maestro era nota ben oltre i confini della Valsquaranto, mentre a Montorio era richiesta in ogni celebrazione pubblica: dalla Commemorazione Dantesca (15 settembre 1921) all’inaugurazione del Monumento ai Caduti (27 settembre 1921), ma nel clima politico arroventato di quegli anni fu anche definita dal periodico fascista veronese “Audacia” banda bolscevica perché composta in gran parte da socialisti e provocatori (Audacia, 6 agosto 1921).

Inaugurazione_tram_elettrico_2_maggio_1926

Nell’aprile 1922 il presidente della banda Virgilio Chesini annunciava per l’Ottava di Pasqua un favoloso concerto assieme alla Società Corale di Montorio; basti dare un’occhiata al programma, che comprendeva tra l’altro lo Stabat Mater di Rossini, la Sonata op. 26 di Beethoven, la sinfonia e coro dei Lombardi di Verdi, per rendersi conto del livello di preparazione raggiunto dai bandisti e coristi montoriesi in quegli anni sotto la direzione del maestro Buriani. Il binomio banda-coro continuò anche negli anni successivi fino a culminare nel “Gran Concertone” tenuto sulla piazza del Municipio di Montorio il pomeriggio del 19 aprile 1925, quando il maestro Buriani diresse un eccezionale complesso musicale formato dalla banda locale e da oltre 120 coristi delle società corali di Montorio, San Martino B.A. e Santa Lucia in un programma comprendente musiche di Boito, Verdi, Preite e altri; in quell’occasione il paese fu letteralmente invaso da gente proveniente dalla città e dai paesi vicini per assistere allo storico concerto. Il medesimo complesso si ripresentò il 2 maggio 1926 in occasione dei festeggiamenti per l’arrivo del tram elettrico alla presenza del Sindaco di Verona Raffaldi e del Commissario Prefettizio di Montorio Predassi. Le spese che dovette sostenere la ba nda in quei frenetici anni (strumenti, partiture musicali, trasferte) ne indebolirono nuovamente le finanze, tanto che il presidente Chesini, tramite il quotidiano L’Arena, si rivolse nuovamente alla cittadinanza di Montorio invitandola a sostenere questa gloriosa istituzione.
Il sodalizio con il maestro Buriani terminò nel 1938, quando questi fu chiamato a dirigere la banda cittadina. Al suo posto subentrò il giovane maestro Nino Gaioni.
Durante il secondo conflitto mondiale ci fu un ulteriore periodo di pausa, ma il desiderio di dimenticare le disgrazie della guerra fece ritornare presto i suonatori a ricomporre la banda, la quale, intitolata a Giuseppe Zanella, nel 1947 si dette un nuovo statuto sotto il quale apposero le firme il presidente Umberto Pagangriso, il vicepresidente Giuseppe Fiori e il maestro Luigi Bighignoli. La rinata banda dette prova del suo valore la sera del 15 agosto 1948 in occasione del 25° anniversario di sacerdozio del parroco don Augusto Vesentini, tenendo un concerto sulla piazza della chiesa dove faceva da sfondo lo Squarà illuminato alla veneziana. Contestualmente riprese anche la sua presenza nello scandire i vari avvenimenti del paese e dintorni.
Il 27 gennaio 1952, assieme al Gruppo Alpini, suonò a San Rocco di Piegara all’inaugurazione del nuovo servizio di autocorriere; fu presente con i suoi suonatori anche all’ingresso parrocchiale di don Leone Roina (1953), alla prima messa del montoriese don Remo Castegini (1955) e ad ogni 25 aprile, giorno della Liberazione.
Nel 1957 la banda musicale di Montorio si sciolse definitivamente. Alcuni tra i più appassionati suonatori non si rassegnarono e trovarono posto nelle vicine bande di S. Michele, Poiano e Grezzana. Gli strumenti musicali, proprietà del sodalizio, furono stipati in uno scantinato dell’asilo Regina Margherita dove furono ritrovati, gran parte in stato pietoso, circa venticinque anni dopo in occasione dello sgombero del locale, dopo la partenza delle suore dall’asilo avvenuta nel giugno del 1983.
 
La banda di Montorio a meta' degli anni '50

Nella foto qui sopra: la banda di Montorio ad una festa alpina di metà anni ’50.
Si riconoscono alle due estremità, in piedi, il presidente Umberto Pagangriso a sinistra ed il maestro Luigi Bighignoli a destra; in basso accosciati da sinistra verso destra: Gilberto Giordanelli, Mario Maggia, Piero Stefanelli, Antonio Pagangriso e Mario Zampieri; in seconda fila seduti, sempre da sinistra verso destra: (?), il bidello Danzi, Tenuti, Marino Danzi, Zanella, Poli e Giovanni Zanardi; in terza fila in piedi: Bertuzzi, Giovanni Pagangriso, “Ino” Finetto, Burro, Gelmino Lavagnoli e Giuseppe Dai Prè; in quarta fila: Malaffo, Vanio Maggia, Antonio Dusi, l’alfiere Silvino Pedrolli, Montolli, Gino Tumolo ed Emilio Zatachetto; in alto: Mario Tumolo e Danilo Zanella.

Mancano nella foto alcuni componenti della banda non presenti nell’occasione.

© Luigi Alloro, 2012 (citare l’autore e la fonte in caso di pubblicazione, anche parziale)

 

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