Biocidi Neonicotinoidi: la Regione Veneto li prevede ancora nei bollettini fitosanitari


 

Era il 2013 quando la Commissione europea mise il bando temporaneo ai tre pesticidi (biocidi) neonicotinoidi, imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, dopo la prima valutazione del mondo scientifico, raccolto dall’EFSA (European Food Safety Authority) che confermava la correlazione tra l’utilizzo di fitofarmaci neonicotinoidi ed il crollo della popolazione di api e insetti impollinatori.

Lo scorso 28 febbraio 2018, la stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare ne aveva confermato la pericolosità nel suo ultimo rapporto sull’ecotossicità dei neonicotinoidi aveva concluso che la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio sia per le api selvatiche che per quelle mellifere. Il 27 aprile 2018 l’Italia, assieme ad altri 15 paesi europei, ha deciso di votare a favore della proposta della Commissione Europea sul divieto dell’uso di neonicotinoidi, in particolare dei tre principi attivi imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam (qui articolo di Verona News).

Il divieto però sarà applicato dalla fine del 2018 a nulla rilevando che in data 17 dicembre 2013 l’EFSA nelle conclusioni del suo parere scientifico ha evidenziato che alcuni dei livelli guida per l’esposizione ammissibile ad acetamiprid e imidacloprid possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate a funzioni quali l’apprendimento e la memoria nell’essere umano.

Conseguentemente la Commissione europea ha adottato i regolamenti di esecuzione nn. 783, 784 e 785 del 2018 che prevedono il divieto di immissione sul mercato e di uso di sementi conciate contenenti le sostanze attive dei neonicotinoidi imidacloprid, clothianidin e thiamethoxan.

Desta ancor più preoccupazione l’evidenza che le vendite di pesticidi in Veneto continuano ad aumentare di anno in anno e i recenti dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel rapporto nazionale pesticidi nelle acque, dimostrano la presenza di pesticidi sul 90% delle acque superficiali analizzate in Veneto.

Anche se il Presidente della Giunta regionale del Veneto ha dichiarato che “avrebbe fatto quanto possibile, nei limiti delle competenze che la legge assegna alla regione, per ridurre la moria di api in Veneto” nei bollettini fitosanitari pubblicati periodicamente sul sito internet della Regione del Veneto, si consigliano interventi fitosanitari (qualora necessari) mediante l’utilizzo della sostanza attiva imidacloprid e acetamiprid (con particolare riguardo al comparto olivicolo).

D’altro canto le stesse “Linee Tecniche di Difesa Integrata per l’anno 2018” – predisposte dall’Unità Organizzativa Fitosanitario della Regione del Veneto e approvate dal Gruppo Difesa Integrata istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (!) – che indicano i criteri d’intervento, le soluzioni agronomiche e le strategie da adottare per la difesa delle colture ed il controllo delle infestanti, nell’ottica di un minor impatto verso l’uomo e l’ambiente, “consigliano” l’utilizzo di imidacloprid e acetamiprid (sia pure max una volta all’anno) su oltre 30 varietà di frutta e verdura (carciofi, insalata, fragole, patata, …).

Forse sarebbe stato un gesto coraggioso l’aver vietato da subito l’utilizzo dei neonicotinoidi oppure non foss’altro per aderenza al tanto dichiarato (ma poco applicato per timore dei tribunali) “principio di precauzione”.

Alberto Speciale

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