Le handbike alla Cronoscalata della Pissarotta


La cronostoria della partecipazione degli atleti handbike

Domenica 9 settembre a pochi chilometri dal centro della città di Verona, nella impervia e quasi sconosciuta ai più, ma non ai ciclisti veronesi, val Squaranto, si è tenuta la seconda cronoscalata della Pissarotta, una gara per ciclisti amatori, a cui quest’anno abbiamo partecipato anche noi handbiker.
La Pissarotta è una stradina che accompagna nella sua discesa a valle il torrente Squaranto, il quale nel corso dei millenni ha scavato una valle nei monti della Lessinia, che assume a tratti le caratteristiche di un canyon, infatti, man mano che si sale, la strada e il torrente sono affiancati da ripide pareti di rocce, tanto che più che valle quella dello Squaranto viene definita vajo, cioè appunto gola stretta ed erta. Un paradiso per i ciclisti, soprattutto per chi ama le scalate e le strade ombreggiate e libere dal traffico intenso. È, infatti, la Pissarotta una strada rinomata anche per il fatto che quando il sole in pianura non lascia scampo, lì una brezza leggera e una frescura rinfrancante non mancano mai.
Venendo alla gara bisogna fare una importante digressione. Come dicevo, questa competizione era inizialmente riservata solo ai ciclisti amatori, ma, saputo che anche quest’anno si sarebbe tenuta la cronoscalata, ho pensato che per noi handbiker sarebbe stato molto interessante partecipare, nonostante che il percorso fosse parecchio selettivo. Presto fatto, mando una email alla società organizzatrice, la A.S.D. Ciclistica Montoriese – da Montorio Veronese dove ha sede – per chiedere se erano ammesse anche le categorie H. Dopo circa una settimana, non ricevendo risposta, parto con la mia auto e vado a Montorio, lì, per strada, trovo dei ciclisti con la inequivocabile maglia della società, li fermo e rivolgo loro la mia richiesta. Da subito si mostrano non solo interessati, ma anche desiderosi di accoglierci per conoscere questo diverso modo di correre in bicicletta. Ci lasciamo con la promessa da parte loro di farsi sentire al più presto una volta ottenuto il via libera da parte della Federazione A.C.S.I.. Benissimo, dico, è quasi fatta. Passano i giorni e non ricevo notizie, una settimana, due, tre… Ormai disperavo, mi sono detto, chissà, magari gli spiace dirci che non possiamo, è troppo dura… In questo modo da luglio siamo arrivati ad agosto, passano le ferie, arrivano le prime piogge, è ormai quasi settembre, niente, anche quest’anno, mi dico, non faremo la cronoscalata (l’anno scorso il calendario F.C.I. prevedeva altre gare nella stessa giornata).
Ma d’improvviso il 30 agosto mi telefona Marina dicendomi che un socio della Ciclistica Montoriese ha contattato la nostra società, gli dà il mio numero e subito ci sentiamo. A chiamare è Luca Benedetti, il responsabile dell’organizzazione, il quale non solo dà la disponibilità sua e della sua società, ma anche si dichiara entusiasta di farci partecipare. Ma perché non si era fatto vivo prima? Semplice, non aveva i miei contatti, la email che avevo mandato a metà luglio era finita chissà dove e loro, in quel mese e mezzo, non avevano mai smesso di cercarmi per farmi sapere che sarebbero stati strafelici di averci con loro! Che bello, mi sono detto, adesso sta a me far sì che siano presenti quanti più handbiker possibile! Comincio subito a diffondere la notizia, ma il poco tempo di preavviso, ovviamente, non gioca a favore… Insomma per farla breve a correre domenica eravamo del G.S.C. Giambenini Roberto Brigo e io, della Brancacicloni Guido Paier e dell’Alov Team Grazia Colosio e Alberto Glisoni. Nomino tutti perché oltre che ad essersi cimentati in una prova non indifferente, si sono dimostrati tutti, Roberto in particolare e da subito, disponibili e davvero entusiasti di mettersi così alla prova.
La gara in sé ha mantenuto le aspettative, un percorso magnifico che si snoda sulle colline veronesi partendo da quota 280 m slm per arrivare infine a 845 m slm, 12,7 km con pendenze che arrivavano anche a 10-11%, una faticaccia, ma il panorama, il contesto – si passava anche in piccole contrade dove i contadini, poco prima della gara, avevano appena portato al pascolo le loro mucche, dove i castagni carichi di frutti facevano bella mostra di sé – e la bella giornata hanno ripagato noi tutti dello sforzo fatto.
Per concludere questo lungo commento, vorrei ringraziare Luca e gli altri della Ciclistica Montoriese per essersi spesi nella loro lunga ricerca e nell’averci ospitati in amicizia.
Un grazie e un arrivederci all’edizione del prossimo anno.
 
Andrea Lavagnoli
 

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