Strade comunali di Montorio e Quinto: il Comune verifica la corretta esecuzione dei lavori stradali effettuati


Sfido ognuno di voi a non aver pensato, almeno una volta, mentre era alla guida di un’auto, uno scooter o di una bicicletta: possibile che per un po’ di pioggia si creino buche nella strada chissà cosa ci avranno messo dentro, se fossi io l’Assessore controllerei tutte le strade “.

Ebbene la stessa domanda se la sono posta anche gli Assessori del Comune di Verona. Ma oltre le domande sono passati all’azione. Infatti la Giunta Comunale di Verona con Delibera n. 315 del 29 ottobre oltre alle domande ha deciso di passare all’azione al fine di monitorare lo stato di conservazione e manutenzione delle strade comunali in ambito urbano, ed ha ritenuto necessario effettuare alcune verifiche per accertare la corretta esecuzione dei lavori stradali effettuati.

Per fare ciò l’Amministrazione ha stipulato un Accordo denominato “Analisi degli esiti di prove di laboratorio e in sito – Verifiche lavori stradali del Comune di Verona” con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dall’Università degli studi di Padova per svolgere attività di ricerca, consulenza ed analisi al fine di verificare la regolare esecuzione dei lavori e le caratteristiche dei materiali stradali impiegati.
 
Il programma delle attività prevede, in prima applicazione, una verifica dei lavori stradali eseguiti mediante esecuzione di prove in situ ed in laboratorio, con successiva analisi dei risultati nelle seguenti cinque strade di competenza del Comune di Verona:
1) Via Frizzolana a Quinto (sull’asfaltatura della strada e sul marciapiede);
2) Piazzale di fronte al Cimitero di Quinto (sull’asfaltatura della strada);
3) Via Leonardo da Quinto a Quinto (sull’asfaltatura della strada);
4) Via Guerrina a Montorio (sull’asfaltatura della strada eseguita nel tratto compreso tra la rotatoria e l’incrocio con via dei Tigli);
5) Via degli Oleandri a Montorio (sull’asfaltatura della strada). 
 
Le fasi delle attività si articoleranno nel seguente modo:
Fase 1 (indagini in situ e in laboratorio da esperirsi in n. 2 siti puntuali per ciascuna strada):
 Carotaggio in sito (carote 150 mm);
 Curva granulometrica inerte estratto;
 Percentuale di bitume;
 Peso di volume del conglomerato (da carota);
 Contenuto di vuoti (da carota);
 Spessore strati (da carota);
Fase 2:
 Redazione di un rapporto tecnico finale con valutazione degli esiti delle prove eseguite.
La Fase 1 avrà la durata di giorni 30.
La Fase 2 avrà la durata di giorni 15, dal termine della Fase 1.
 
Le buche rappresentano senz’altro un grave problema per la sicurezza di tutti, dai pedoni agli automobilisti, ma in particolare per ciclisti e motociclisti ai quali possono provocare rovinose cadute, anche con gravi conseguenze, o costringerli a repentini cambi di traiettoria che nel traffico possono risultare altrettanto pericolosi.
Ma perché si formano? Certamente non si può dare la colpa delle buche sempre e solo alle piogge e all’inverno inclemente.
 
Le buche non si devono formare e se ciò avviene è evidente che qualche cosa non ha funzionato come dovrebbe.
Forse qualcuno avrà progettato o lavorato male e qualcun’altro non avrà fatto i dovuti controlli su materiali e lavori, o la necessaria manutenzione. Poi pioggia e neve avranno peggiorato le cose. Ma forse c’é anche un’altra e più semplice ragione: da 60 anni a questa parte i trasporti su ruota sono cresciuti esponenzialmente, sia come numero di veicoli in circolazione, che come carichi e velocità media, sottoponendo quindi le strade e l’asfalto a sollecitazioni sempre crescenti, certamente più di quanto la pur parallela evoluzione dei manti stradali non potesse in passato sopportare.
 
Oggi esistono fondi e manti di asfalto enormemente più resistenti che per la maggiore portanza, ovvero capacità di sopportare carichi superiori, evitano fessurazioni, rotture e quindi anche buche. Però, ovviamente, bisogna che anche le Amministrazioni non siano troppo abitudinarie e applichino queste nuove tecnologie, invece di comperare quelle coi “buchi a tempo” compresi nel prezzo. Evidentemente certe soluzioni possono costare più di altre, ma occorre valutare anche la maggiore durata che si ottiene e che può parallelamente compensare il prezzo più elevato.
Le Amministrazioni pubbliche dovrebbero bandire ed assegnare gare che non premino solo quello del minimo prezzo, ma anche quelle in cui si ricercano e comprano le sue migliori qualità. 
 
 
Alberto Speciale
 
(foto copertina di repertorio: buca in via dei Cipressi a Montorio)
 

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