Inquinamento da tetracloroetilene acquiferi Valpantena: studio concluso, ora gli interventi


Come noto da alcuni anni l’acqua di falda della bassa Valpantena (zone di Marzana, Quinto e Poiano) è interessata dalla presenza anomala di sostanze contaminanti, tra cui il tetracloroetilene (o percloroetilene – PCE).

I  i molteplici e ripetuti superamenti riscontrati nell’ambito delle analisi periodiche sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Verona, la quale nel 2012 ha avviato uno specifico procedimento penale e, nel mese di dicembre dello stesso anno, ha nominato un Consulente Tecnico al fine, tra l’altro, di individuare “la fonte o le fonti che hanno determinato l’inquinamento da solventi clorurati, in particolare da tetracloroetilene, nei pozzi di Poiano e in alcuni pozzi circostanti”.
A fine gennaio 2014 la relazione tecnica all’indagine eseguita si concludeva evidenziando due tipologie d’inquinamento:

1) un inquinamento diffuso, esteso a tutto il territorio, caratterizzato da valori di concentrazioni molto bassi, dovuto ad un inquinamento residuale di contaminazioni che hanno avuto origine negli anni ’90 e che persistono per le caratteristiche del tetracloroetilene, sostanza molto stabile che si degrada in tempi lunghi;
2) un inquinamento puntuale, che costituisce l’inquinamento attuale e che si manifesta lungo il centro valle contaminando sia i pozzi ad uso agricolo sia i due pozzi idropotabili di Poiano.

La contaminazione è evidenziata dalla conformazione del plume che si sviluppa dalla zona industriale di Marzana fino a circa 2 km a sud dei pozzi di Poiano e si manifesta con valori di concentrazione molto elevati, superiori ai limiti per le acque sotterranee ed a quelli per la potabilità, come è risultato dalle cinque campagne analitiche estese a tutto il territorio. 

La Provincia di Verona con Determinazione n. 1551 del 17 aprile 2014 ha identificato nell’area dello stabilimento della ditta RGV Riproduzioni Grafiche Veronesi, ubicato nella zona industriale di Marzana, azienda nel cui ciclo lavorativo veniva utilizzato il tetracloroetilene. il responsabile della potenziale contaminazione da tetracloroetilene (PCE) e da tricloroetilene (TCE) ed ha diffidato la R.G.V. a provvedere con effetto immediato agli adempimenti previsti dall’art. 242, parte Quarta, titolo V del D. Lgs. n. 152/2006.

A seguito alla presentazione, da parte della ditta RGV, del Piano di Caratterizzazione la Direzione Ambiente del Comune di Verona ha avviato il previsto iter istruttorio nell’ambito del quale il giorno 2 marzo 2015 si è svolta Conferenza di
Servizi, al termine della quale i rappresentanti degli Enti hanno evidenziato alcune criticità del Piano evidenziando e concordando che:
◦ la proposta non risponde a quanto richiesto alla ditta al termine della Conferenza di Servizi dello scorso 12 febbraio;
◦ la proposta di messa in sicurezza debba comprendere anche l’emungimento dal piezometro Pz1/13, posto immediatamente a valle della ditta e, quindi, l’impianto previsto debba essere proporzionatamente adeguato;
◦ la ditta si deve attivare immediatamente per presentare, nei modi previsti, la domanda di autorizzazione allo scarico in fognatura, per la cui pratica si chiede ad Acque Veronesi di dare massima priorità alla relativa istruttoria.

Nel nel frattempo mentre le attività di monitoraggio e di messa in sicurezza proseguivano, in data 31/08/2016, la Direzione Ambiente del Comune di Verona ha stipulato un accordo di collaborazione con il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’accordo prevedeva lo svolgimento di una attività di studio per la
caratterizzazione idrogeologica degli acquiferi finalizzata alla comprensione ed alla definizione del fenomeno di inquinamento da PCE/TCE, al fine di ipotizzare soluzioni di messa in sicurezza di emergenza. L’ambito di attività era la porzione della Valpantena compresa tra gli abitati di Marzana e Santa Croce, in Comune di Verona.

Il programma di studio e le modalità di attuazione sono state condivise nel corso del tempo con gli enti interessati e competenti, in particolare Provincia di Verona, Arpav Dipartimento provinciale di Verona, ASL 9 Scaligera, Regione del Veneto Dipartimento per l’Ecologia e la tutela dell’ambiente, Acque Veronesi.

Il 16 maggio 2018 gli Enti coinvolti sono stati convocati per la presentazione delle conclusioni finali dello studio che veniva contestualmente trasmesso e da ultimo il 21 agosto 2018 è stata convocata la Conferenza dei Servizi per l’approvazione finale dello studio e la definizione e l’approvazione dei seguenti interventi futuri

1. monitoraggio periodico semestrale effettuato da Arpav su un certo numero di pozzi (da stabilire tra quelli monitorati nello studio in oggetto);
2. rientro nella disponibilità acquedottistica di Acque Veronesi dei pozzi del campo pozzi Maioli, che provvederà a trattare tutta l’acqua emunta e successivamente ad immetterla nella rete, interrompendo quindi lo scarico in fognatura;
3. procedura amministrativa a carico del Comune al fine di chiedere alla ditta RGV di effettuare delle verifiche nel terreno sottostante e a valle dell’impianto per accertare se sia ancora presente o meno sostanza contaminante;
4. ricerca di ulteriori eventuali finanziamenti al fine di proseguire ed approfondire le indagini.

A breve potremo leggere lo Studio elaborato dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia in quanto con Determina n. 5577 del 06/11/2018 il Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Verona ha deliberato di disporre la pubblicazione sul sito del Comune di Verona.

Non appena disponibile lo pubblicheremo.

Alberto Speciale

 

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