Salta il Consiglio di Circoscrizione: nel mirino il Presidente Andreoli. Gestione “personalistica”


Al termine della “animata” votazione afferente il parere relativo alle opere del 2° stralcio della SP6 “dei Lessini” (Consiglio del 13 marzo) nove consiglieriCavalieri Paola di Civica Attiva; Ballarin Alma del Gruppo Misto; Riva Valeria e Zenari Emanuele della Lista Tosi; Martini Marco e Burati Giovanni del Movimento 5 Stelle; Beghini Carlo, Rigo Enrica Maria e Stradiotto Gianluca del Partito Democratico – dopo avere letto una dichiarazione congiunta” hanno lasciato l’aula in segno di protesta contro la gestione definita “personalistica” del Presidente Dino Andreoli.

“(…) riteniamo che il Presidente Dino Andreoli gestisca questa Circoscrizione in modo personalistico non tenendo conto dell’esistenza di un Consiglio deliberante, riteniamo oltremodo che tutti i consiglieri dovrebbero essere informati delle iniziative riguardanti la circoscrizione stessa (…)” , affermano nella dichiarazione, depositata agli atti, i Consiglieri abbandonando la sala consiliare riconoscendo il Consiglio quale espressione della totalità dei propri consiglieri ed unico organo atto a deliberare in merito alla Circoscrizione stessa.

All’inizio del Consiglio era stata presentata, sempre a firma degli otto Consiglieri, una Domanda di attualità” proprio al riguardo di alcune iniziative gestite, secondo i firmatari, in “autonomia e segretezza”, da parte del Presidente Andreoli.

I Consiglieri hanno infatti chiesto per quale motivo gli stessi non siano stati informati di alcune attività che interessano la Circoscrizione o l’attuazione delle delibere del Consiglio stesso, come per esempio gli “addobbi di Natale a Montorio: luci sulla rotonda e albero in piazza Buccari”, presentata ai mezzi di comunicazione dal Presidente a sua firma esclusiva non tenendo conto che la delibera era stata presa a livello di Consiglio Circoscrizionale. Oppure la “conferenza stampa per il piano straordinario della pulizia delle caditoie ai fini di prevenire gli allegamenti”.

Dopo l’uscita dei Consiglieri (di maggioranza?) mancando il numero legale per poter proseguire i lavori, al Presidente Andreoli non è rimasto che dichiarare conclusa la seduta.

Alberto Speciale

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