Presentazione libro – Comitato Fossi Montorio


Verona e le sue acque: Montorio, sorgive e “fossi”

… un patrimonio da conoscere

Il Comitato Fossi di Montorio vi invita alla presentazione del libro

Venerdì 22 marzo 2019 – ore 17.00

Sala Farinati

Biblioteca Civica di Verona

Saluti
Ilaria Segala – Assessore all’Ambiente del Comune di Verona
Alberto Raise – Biblioteca Civica di Verona

Interventi di
Emanuela Gamberoni – Università di Verona
Lorenzo Albi – Legambiente
Leonardo Latella – Museo Storia Naturale Comune di Verona

Chiare, fresche e dolci acque: è un’ode a questo elemento naturale, essenziale per la vita, il nuovo libro del Comitato Fossi Montorio «Verona e le sue acque: Montorio, sorgive e fossi… un patrimonio da conoscere», che sarà presentato nella sala Farinati della Biblioteca civica, il 22 marzo 2019 alle ore 17.00. Non a caso, nella Giornata mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1992 e che rappresenterà un importante momento di riflessione, di studio e sensibilizzazione sulla risorsa più importante del Pianeta. Un’occasione, come spiega il presidente del comitato Claudio Ferrari, «per mettere in evidenza i mali che affliggono questa fondamentale risorsa, dall’inquinamento al consumo di suolo, dalla siccità alle alluvioni fino al dissesto idrogeologico, ma anche per parlare della bellezza dei corsi d’acqua, del senso di pace di chi vi passeggia accanto, dell’utilità che riveste per l’uomo e dell’impegno doveroso che dobbiamo assumerci nel salvaguardarla».È racchiuso in queste parole il senso di «Verona e le sue acque», libro che arriva a tredici anni di distanza dalla prima edizione, ma in una versione più approfondita.Un lavoro realizzato a più mani, che trae origine da una serie di documenti storici, raccolti nei trent’anni di vita del Comitato Fossi Montorio: grazie a quella documentazione il professor Marco Pasa, geografo archivista, è riuscito a riunire le informazioni sui corsi d’acqua minori di Verona, e sulla loro gestione e regolamentazione.Le parole di Pasa, nel libro, fanno rivivere una Verona che non c’è più. Si chiudono gli occhi ed eccola lì. «Gran parte delle sue attività artigianali si svolgevano sull’acqua. Questa azionava centinaia di pale di mulini natanti e terranei, specialmente nella zona degli Isoli (l’attuale Isolo) ma anche in quelle di Beverara (attuali regaste San Zeno), di Castelvecchio e del Campo Marzio», si legge nel libro.«Le sponde del fiume brulicavano di attività: mugnai, radaroli (trasportatori fluviali di legname) e burcheri (barcaioli di chiatte da trasporto merci), lavandai, fabbri, fabbricanti di armi, forgiatori di ferro e bronzo, stagnai».La Verona dell’epoca riaffiora. «A monte e a valle della città, centinaia di ruote idrovore attingevano acqua dal fiume e contribuivano con il Lorì di Avesa ad adacquare ed irrigare gli orti della Campagnola (Borgo Trento e Arsenale), che rifornivano di ortaggi il mercato di piazza Erbe».Parole che incantano e raccontano un passato lontano. «Le aree portuali erano poste nella zona di San Zeno, in quella di Santa Maria in Organo, là dove l’Adige si biforcava moltiplicando i suoi benefici, nella prospiciente riva dell’attuale via Sottoriva, nella zona di San Fermo», prosegue il libro. «L’Adigetto era un canale scavato già dall’età romana che partiva nei pressi di Castelvecchio e giungeva nell’attuale zona cimiteriale, trasformava all’occorrenza il centro urbano ed una consistente area agricola in isola. La città così era protetta da attacchi e incursioni come quelle degli Ungari. Dall’immediato suburbio, Avesa e Montorio, ricco di risorgive che si trasformano in corsi d’acqua quali il Lorì, il Fibbio e il Fiumicello, partivano fin dall’età romana acquedotti che hanno soddisfatto per secoli le esigenze idriche di Verona».Proprio di questi corsi d’acqua “minori” tratta «Verona e le sue acque»: le quattro sorgenti di Montorio (il laghetto Squarà, il Tondo, la Madonnina e il Fontanon), le fontane di Sommavalle sulle Torricelle, il Progno di Valpantena e quello di Squaranto e molti altri ancora. Non mancano poi informazioni sulla flora e la fauna del territorio e un approfondimento sulle acque di Montorio.«Questo testo», conclude Ferrari, «vuole essere divulgativo per far conoscere il territorio nella speranza che si mettano in atto comportamenti per tutelarlo».Alla presentazione, il 22 marzo, interverranno anche Emanuela Gamberoni, docente dell’Università di Verona, Lorenzo Albi di Legambiente e Leonardo Latella del Museo di Storia naturale 

Il Comitato Fossi, nato proprio per difendere il paesaggio di Montorio che si caratterizza principalmente per i suoi corsi d’acqua, in occasione del ventennale di attività nel 2004 ha realizzato il primo volume (ormai esaurito) sulle acque di Montorio.

Il 10 dicembre 2018 presso il Palatenda del Circolo Primo Maggio di Montorio è stata presentata la seconda edizione del volume ampliata con nuovi contributi. La pubblicazione dal titolo “Verona e le sue acque: Montorio, sorgive e fossi … un patrimonio da conoscere” censisce tutti i corsi d’acqua visibili e non più visibili, descrive le acque del territorio ed è arricchita da un centinaio di pagine dedicate ai corsi d’acqua minori che sono presenti nell’ambito cittadino. L’esperienza di questi 34 anni di impegno del Comitato ha guidato la stesura del volume e la stampa finanziata con i soldi raccolti grazie alla destinazione del 2 per mille prevista per le associazioni culturali nella denuncia dei redditi del 2016 e con il contributo di Amia.

Il libro vuole essere un momento di condivisione dell’impegno della associazione e di stimolo perché altri volontari si aggiungano al Comitato per mantenere vivo l’impegno nella conoscenza, nella valorizzazione e protezione del nostro bellissimo territorio

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