“26 aprile 1945” – Presentazione libro all’Istituto IVrR – Le “ore disperate”



26 aprile 1945: il libro presentato all’Istituto Veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea

L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI) e l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANPPIA) hanno organizzano un incontro di presentazione del libro “26 aprile 1945. Una lunga scia di sangue tra Montorio, Ferrazze e San Martino Buon Albergo

Roberto Buttura ha introdotto gli ospiti e la pubblicazione che ricostruisce gli avvenimenti che si sono verificati nel paese di Montorio durante la seconda guerra mondiale: “Il libro racconta l’inferno che si è sviluppato alla fine del conflitto nel paese di Montorio, noto per le sue bellezze, per il castello e per le acque, ma non per la tragedia che si scatenata proprio nel momento in cui si intravvedevano le avvisaglie della fine della guerra, mentre i  tedeschi stavano scappando. Una vicenda, che, per come è stata provocata, è sempre stata vissuta male nel paese di Montorio, fortemente militarizzato”

Giuseppe Anti ha ricordato che è sintomatico che “a Montorio nel luogo dello scontro ricostruito nel libro si incontrino il primo e l’ultimo antifascismo di Verona. In via Lanificio, infatti, a sinistra una lapide ricorda Arturo Sabaini morto nello scontro con i tedeschi il 26 aprile 1945, mentre sul muro di fronte, una scritta quasi illeggibile <<Votate Todeschini>>  riguarda le elezioni del 1924. Le ultime elezioni democratiche nelle quali Todeschini, che era il deputato socialista di Verona, fu eletto nella circoscrizione Veneto insieme Matteotti“.

Donatello Bellomo ha paragonato il 26 aprile a Montorio a quei frangenti che “William Wyler definirebbe <<Ore disperate>>”. Sorpreso dalla forza e dalla determinazione con la quale i tre ricercatori, dopo oltre 70 anni, hanno narrato gli accadimenti, Bellomo racconta che ha scoperto il libro quasi per caso ad un distributore di carburante. Sfogliando le pagine ha individuato che tra gli autori c’era il nipote di un suo carissimo amico morto molti anni fa: “Leggere questo libro è stato un privilegio. Ho iniziato un giorno in cui era a casa mia Beppe Anti. Insieme abbiamo scoperto che sul libro c’era un articolo di Anti, nel mentre in cui Beppe mi diceva che nel suo ultimo libro, appena pubblicato, c’è una citazione recuperata sul sito di montorioveronese, associazione che ha promosso e sostenuto la pubblicazione. Insomma un incrocio incredibile di fatalità. Ho provato a ripercorrere i luoghi narrati nel volume passeggiando e mi sono immedesimato delle immagini che la lettura mi aveva determinato nella mente. Quando ho avuto l’occasione la prima volta di incontrare tutti e tre gli autori sono rimasto ancora più contento perché ho trovato tre persone che esercitano professioni diverse, ma unite da una passione e ho capito come nasce una grande testimonianza di una piccola grande storia: la coda insanguinata di un conflitto che ha falciato innocenti vittime civili”.  Bellomo conclude sottolineando che i tre autori sono riusciti a scrivere un libro documentario: una vicenda scandita con puntualità e precisione, una costruzione mentale filmica per  immagini corretta e cronometrica.

 

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