Airmonitor – Che aria respiriamo? – Adotta una centralina   Aggiornato !


Costruiamo una rete di sensori e monitoriamo l’inquinamento dell’aria

Obiettivo del progetto è il monitoraggio delle polveri sottili nell’ambiente urbano mediante la realizzazione di una rete di rilevazione della qualità dell’aria con sensori a basso costo e in forma partecipata (cittadinanza attiva): adotta una centralina per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico.

Per discutere di questi argomenti vi invitiamo all’incontro:

Airmonitor – Che aria respiriamo?

Lunedi 17 giugno 2019 – ore 21.00

Sala Giovanni Paolo II – Montorio

Durante la serata verrà analizzato il progetto di rete per il monitoraggio dell’inquinamento da PM10 e PM2.5 con sensori a basso costo e verranno presentati i sensori già installati nel nostro territorio, i cui dati sono già disponibili al seguente indirizzo: www.montorioveronese.it/pmmvr

Programma

– Introduzione: l’inquinamento atmosferico;

– Il progetto Luftdaten;

– I sensori per l’inquinamento;

– Come realizzare la centralina;

Negli ultimi anni sono stati sviluppati strumenti di misura delle polveri sottili a basso costo e relativamente semplici da utilizzare. Sulla base di questi prodotti sono state costruite in forma partecipata da cittadini (citizen scienze) reti di monitoraggio distribuite che permettono l’analisi puntuale delle polveri sottili.

L’Associazione montorioveronese.it sulla scorta di progetti già presenti a livello europeo sta procedendo all’implementazione di una rete di sensori per la misura del PM10 e PM2.5 nel territorio della Circoscrizione VIII. Attualmente sono già attivi più sensori a Montorio, Ferrazze, Mizzole e Santa Maria in Stelle. Un uso diffuso e coordinato tramite rete web di questi strumenti può consentire di ampliare la produzione di dati ambientali puntuali al fine di ottenere una migliore conoscenza dell’ambiente e una partecipazione attiva della cittadinanza.

L’intento di questo progetto di “Scienza di Cittadinanza” è sperimentare i sensori a basso costo, creare collaborazione tra cittadini e enti pubblici e ricercatori, incentivare l’interesse per le tematiche ambientali (e le relative strumentazioni di analisi) e formare studenti e cittadini in grado di usare e diffondere questi strumenti allo scopo di fornire e rendere disponibili dati e conoscenze per valutare nel miglior modo possibile le decisioni che riguardano e interessano l’ambiente nel quale viviamo ed operiamo.

La scienza di cittadinanza è un’attività riconosciuta nell’ambito dei metodi partecipativi che recentemente si è sviluppata attraverso la possibilità di una interazione fra cittadini interessati e ricercatori, anche con elaborazioni indipendenti focalizzate a specifici problemi scientifici. Quest’ultima svolta ha trovato nella disponibilità di attrezzature sofisticate a basso costo la possibilità di ricerche indipendenti.

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