Piano Interventi, Variante n. 23: riesame e rivalutazione in Consiglio Comunale. Cosa cambia in 8^ Circoscrizione?


La ” Variante n. 23″ di rimodulazione del Piano degli Interventi ritorna in Consiglio Comunale per il riesame e rivalutazione. Conferma parziale, con riapertura dei termini per le osservazioni, modifica e riadozione parziale e pubblicazione. Tale riesame e rivalutazione della Variante n. 23 permette altresì di risolvere alcune criticità rilevate nella vigente variante n. 22 al PI.

Il Consiglio Comunale si riunisce presso la sala Gozzi di Palazzo Barbieri, in seduta pubblica di prima convocazione, mercoledì 10 luglio 2019, ore 18.30 giovedì 11 luglio 2019, ore 16.30 e tra gli argomenti del programma lavori saranno trattate due importanti proposte di deliberazione in ambito Urbanistico, ovvero: 

Nel soffermarci solo sulla n. 71 ci chiediamo cosa cambia per il quartiere di Montorio, ed in generale per tutta l’8^ Circoscrizione, l’ulteriore passaggio consigliare della Variante 23?

Prima di entrare in trattazione specifica dell’argomento ripercorriamo la storia dell Variante 23 che, ricordiamo, nasce con la precedente Amministrazione comunale.

Come specificato nella delibera di adozione del Consiglio Comunale del 18.06.2018: La nuova Amministrazione  Comunale, succeduta alla precedente che aveva adottato la Variante n. 23, ha effettuato, un primo approfondimento conoscitivo dello stato del procedimento della Variante 23 e sui contenuti della stessa, al fine  di adottare le scelte di gestione operativa della politica urbanistica comunale che salvaguardassero  le previsioni della Variante n. 23 condivisibili in applicazione del principio di economicità de/lazione amministrativa e di apportare le modifiche necessarie per conformare la variante adottata alla nuova strategia urbanistica.

In particolare è emersa la necessità irrinunciabile di rivalutare la localizzazione e realizzazione delle grandi e medie strutture commerciali allinterno del territorio Comunale in relazione, in particolare, allapplicazione della L.R. n.50/2012, con particolare attenzione a garantire la sostenibilità economica, sociale, territoriale ed ambientale del sistema commerciale, ad incentivare il risparmio di suolo, favorendo gli interventi di recupero e riqualificazione di aree o strutture dismesse e degradate, gli interventi che non comportano aumento della cubatura esistenti in ambito comunale ed infine rafforzando il servizio di prossimità e il pluralismo delle forme distributive.

Successivamente all’adozione della Variante n. 23 è spirato il termine indicato dall’art. 18, c.7,  della L.R. n. 11/2004. Tale decadenza e la definitiva approvazione della Variante n. 22 avvenuta con deliberazione del Consiglio Comunale n. 8 in data 16.02.2017 (entrata in vigore il 17.03.2017) ha determinato, rispetto all’adozione della Variante n. 23, una discrasia con lo stato di fatto rappresentato in sede di pubblicazione della variante e successivo deposito delle osservazioni, in particolare rispetto ad alcuni tematismi, ad esempio APP approvati e non dichiarati decaduti con opportuno provvedimento.

Tali criticità hanno determinato, anche al fine dell’applicazione delle misure di salvaguardia, la necessità di operare una ricognizione degli elaborati adottati con deliberazione di Consiglio Comunale n. 1 del 20.01.2017, distinguendo tra quelli da confermare e quelli da adeguare

Il riesame e la rivalutazione dei contenuti della Variante n. 23 al P.I.  deve avvenire, come evidenzia la delibera Consiglio Comunale n. 31 del 21.06.18, risolvendo le criticità precedentemente evidenziate mediante, la ripubblicazione  degli elaborati revisionati rispetto a/l’avvenuta decadenza in data  13.03.2017 delle  previsioni  operative  (ove nel quinquennio di efficacia non è stato approvato il piano attuativo o convenzionato il comparto) del P.I. approvato con delibera di Consiglio comunale n. 91/2011 ed all’entrata in vigore della Variante n. 22 approvata con delibera del Consiglio Comunale n. 81/2017 (entrata in vigore il 17.03.2017) e prevedendo:

  • la riapertura dei termini per la presentazione di eventµali ulteriori osservazioni;
  • rinnovando la verifica e valutazione delle osservazioni già presentate,
  • valutando la necessità di acquisire integrazioni ai pareri o nuovi pareri che non fossero stati acquisiti o espressi dagli enti interessati; depositando gli elaborati di piano, relativamente alle parti oggetto di revisione novativa presso la segreteria comunale ai fini della presentazione delle osservazioni nei termini indicati dall’art. 18, comma 3, della L.R. n.11/12004.  

Tale riesame e rivalutazione della Variante n. 23 permette altresì di risolvere alcune criticità rilevate nella vigente variante n. 22 al PI.

Pertanto le osservazioni potranno essere dichiarate ammissibili “se ed in quanto non eccedano il limite di rispetto dei canoni guida del Piano adottato e revisionato.”  Sostanzialmente se non proporranno un mutamento delle caratteristiche essenziali e dei criteri che presiedono la sua impostazione. Da qui la necessità di ulteriore ripubblicazione.

Il riesame e l’eventuale nuova controdeduzione alle osservazioni già presentate permetterà una verifica del loro contenuto e una conseguente eventuale diversa loro valutazione finalizzata a rendere coerenti e compatibili le controdeduzioni alle osservazioni alla variante n. 23 al PI, non ultimo per conformare la variante alle indicazioni regionali in materia di individuazione del centro urbano, di recepimento degli strumenti urbanistici e di settore a livello superiore (PTCP; PTRC, PAI, PAQE, ecc.) nonché di adeguamento alle normative attualmente vigenti in  materia di commercio (L.R. n. 50/2012 e suo regolamento n. 1/2013) e di consumo del suolo.

Ciò premesso, il tema prevalente della Variante ha riguardato la rimodulazione del dimensionamento risultante dal mancato perfezionamento degli accordi Ex Art. 6 L.R. 11/2004 previsti dal P.I. 2011. L’amministrazione ha ritenuto opportuno che la presente Variante al P.I. rimanga circoscritta all’utilizzazione della SUL residua derivante dagli accordi decaduti senza ulteriori incrementi. Per le schede norma i cui accordi non siano stati sottoscritti o non sia stato approvato lo schema di accordo, gli Uffici Comunali hanno avviato la procedura di decadenza, in seguito deliberata con appositi provvedimenti della Giunta Comunale. Successivamente, in data 13.03.2017 è decorso il termine quinquennale stabilito dall’art. 18 comma 7 della L.R. 11/2004, il quale ha determinato l’automatica decadenza di tutte le previsioni operative contenute nel Piano approvato con delibera Consiglio Comunale n.91/2012 per le quali non si siano approvati i relativi strumenti attuativi.

Per quanto sopra, il Comune di Verona con nota del 17.01.19, ha chiesto alla Regione Veneto la Verifica di Assoggettabilità alla V.A.S. per la Variante n.23 di rimodulazione del P.I. (qui la documentazione:Parere VAS – Relazione Vinca – Pareri Enti – Osservazione).

A seguito delle iniziali criticità valutative segnalate dalla struttura regionale in materia ambientale l’Ente ha trasmesso il nuovo Rapporto Ambientale Preliminare e dopo istruttoria la Regione Veneto ha deciso di non assoggettare a procedura VAS  la Variante n.23 di rimodulazione dl PI del Comune di Verona, in quanto non determina effetti significativi sull’ambiente, con tutte le prescrizioni indicate dalla Commissione Regionale VAS nel Parere Motivato n. 93 del  24/05/2019 da ottemperarsi sia prima che in sede di attuazione.

 

Questa (in sintesi) la premessa.

 

Torniamo ad oggi. Osservando le schede norma inserite nel P.I. dell’ATO 7  (afferente l’8^ Circoscrizione) leggiamo che gli accordi di pianificazione della presente Variante, riportati nel Repertorio Normativo Sez.1, riguardano alcuni accordi riconfermati per effetto dell’entrata in vigore della Variante 22.

La riconferma o meno di tali accordi è stata preceduta da istruttoria eseguita dagli uffici a seguito di approvazione da parte della Giunta Comunale della delibera n 442 del 27.12.2017. L’istruttoria, tenendo conto del dato normativo introdotto all’art. 2, c. 6 bis delle NTO, ha evidenziato l’incompletezza della ricognizione precedentemente contenuta nella deliberazione di Giunta n. 174 del 11.05.2017. Conseguentemente con deliberazione di Giunta Comunale n. 109 del 18.04.2018  si è concluso il procedimento di verifica con parziale annullamento della deliberazione di Giunta n. 174/2017.

L’Amministrazione ha inoltre avviato, con l’elaborazione della presente Variante, un procedimento di riesame e rivalutazione sotto i profili naturalistico e paesaggistico-ambientale, nonché di conformità agli strumenti urbanistici di livello superiore di tutte le schede norma. L’istruttoria operata dagli uffici evidenzia che (sempre per quanto riguarda la 8^ Circoscrizione): 

– la scheda norma 159 (PUA “Ai Tigli-Montorio”) ricade interamente in ambito di tutela naturalistica e l’edificabilità in essa prevista contrasta con le direttive e prescrizioni contenute agli artt. 57 –Tutela del paesaggio, pertinenze scoperte, contesti figurativi , cime, crinali e coni visuali; 58 – Rete ecologica, e 65 – Aree di restauro ambientale – ambito di rinaturalizzazione delle risorgive. La corretta applicazione di tali direttive e prescrizioni di fatto consiglia di mantenere tale ambito nello stato in cui attualmente si trova. 

– la scheda norma “560-RA61” ricade, fin dal 2015, all’interno delle aree disciplinate dal Piano stralcio assetto idrogeologico del fiume Adige e Piano di gestione del rischio alluvioni. Inoltre, parte dell’area è inserita dalla Soprintendenza con Decreto in data 03.07.2014 negli ambiti di tutela naturalistica del fiume Fibbio. L’edificazione è stata ridimensionata in modo sostanziale provvedendo anche alla sua. rifocalizzazione. 

L’istruttoria operata dagli uffici comunali ha evidenziato l’incompatibilità di alcune schede norma (n. 159 (PUA Ai Tigli-Montorio e n. 131 PUA San Rocchetto-Quinzano) che non sono state riconfermate, e riportate nel Repertorio normativo Sez. 1, 

Sono pervenuti i seguenti pareri da parte degli Enti competenti (qui Pareri Enti) in materia ambientale: rispettivamente dell’ULSS9, di ARPAV, del Distretto delle Alpi Orientali e della Provincia di Verona.

In particolare il Distretto Alpi Orientali in merito agli effetti significativi derivanti dall’attuazione della variante in oggetto, ha segnalato nel proprio parere che tre interventi ricadono in aree segnalate a criticità idraulica, tutte presenti nell’ATO 7, due in località Montorio ed una in località Poiano.

Il primo intervento “piccolo insediamento residenziale posto ai margini del centro  storico  di  Montorio” (scheda norma ATO 7-560), ricade in un’area ove, secondo il PAI (vedi www.bacino-adige.it – tav. A4-39_1), sussiste una pericolosità  idraulica media – P2.

La criticità dell’area è confermata dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), strumento assunto a livello distrettuale, il quale evidenzia, per un tempo di ritorno pari a 30 anni, scenario di alta probabilità, la possibile presenza di una lama d’acqua fino a mezzo metro (vedi www.alpiorienlali.it – tav. P04).

Il secondo intervento “piccolo lotto parzialmente edificato con una piastra di garage interrata” (scheda norma ATO- 7- 441), ricade in un’area ove secondo il PAI esiste una pericolosità idraulica moderata Pl .

La criticità dell’area è confermata dal PGRA, il quale evidenzia, per un tempo di ritorno pari a 30 anni, la possibile presenza di una lama d’acqua fino a mezzo metro (vedi www.alpiorientali.it – tav. P04).

Il terzo intervento, “piccolo lotto a destinazione residenziale in località Poiano” (scheda norma ATO-7 – AC 136), ricade in un’area per la quale il PGRA prevede, per un tempo di ritorno pari a 30 anni, la possibile presenza di una lama d’acqua fino a un metro (vedi www.alpiorientali.it tav. 003).

Il parere del Distretto Alpi Orientai conclude invitando a “tenere conto di tutte le osservazioni espresse, in sede di progettazione, a fronte di interventi assentibili, al fine di adottare soluzioni costruttive funzionali a rendere ogni intervento compatibile con le caratteristiche delle criticità individuate, garantendo l’incolumità delle persone e la tutela dei beni esposti.”

Ad oggi pertanto risultano presenti nell’ATO 7 le seguenti schede norma:

  1. n. 136 (Poiano);
  2. n. 441 (Montorio, via delle Sorgenti);
  3. n. 443 (Montorio, via delle Rive);
  4. m. 560 (Montorio, via Laghetto Squarà)

Non si comprende la presenza della scheda 560 in quanto la stessa risulta stralciata, come emerso nel parere di coerenza del Valutatore regionale procedura VAS in sede di esame di osservazione avente carattere ambientale.

Alberto Speciale

 

     

 

 

 

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