Piedi Piatti. L’approfondimento dell’esperto


Bambini e piedi piatti. Quando è necessario valutarli?

Quando la deformità del piede è considerata statica e radiograficamente significativa si procede con decisione condivisa tra famiglia, fisiatra ed ortopedico.

Approfondimento della Dott.ssa Antonella Vangelista
Fisiatra – Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

Avere i piedi piatti significa appoggiare a terra un’area del piede maggiore del normale a causa della poca tenuta dell’arco interno del piede.

Che un bambino fino agli 8-10 anni di età abbia i piedi piatti rappresenta quasi sempre la normalità, poiché solo da allora il piede matura verso la conformazione adulta.

Tuttavia è bene verificare con un medico specialista fisiatra o ortopedico che non vi sia una patologia vera e propria e nel contempo quale sia il grado di sviluppo delle abilità motorie globali del bambino. Tali abilità sono il requisito fondamentale per il corretto sviluppo muscolo scheletrico di ogni parte del corpo e in particolar modo dei piedi. Un bambino agile, coordinato, consapevole del proprio movimento nello spazio, sarà un bambino meno predisposto di altri ad avere anomalie dell’appoggio plantare.

È fondamentale educare il bambino ad un piede “sensibile” diffondendo nel genitore alcune buone prassi.  Il nostro cervello fa muovere il nostro corpo attraverso molte informazioni che derivano anche dai nostri piedi. I piedi si comportano come “organi di senso” e al pari degli altri possono essere allenati al giusto sentire. Pertanto i piedini dei bambini andrebbero il più possibile lasciati scalzi su superfici sconnesse (sabbia, ghiaia, erba, tappetoni) al fine di allenare gli aggiustamenti posturali che derivano dalla ricchezza di queste sensazioni, ed andrebbero indirizzati a sperimentazioni ludiche grossimotorie al fine di potenziare la coordinazione e l’equilibrio. Si dovrebbe pertanto spingere il bambino fino ai 6-7 anni al gioco libero con percorsi di equilibrio, arrampicate, salti alla corda, salti su un solo piede, giochi nella sabbia preferenzialmente scalzi, camminate in montagna con scarpe da trekking a caviglia libera.

Quando invece siamo in presenza di un piede piatto conclamato è necessario ricorrere su consiglio specialistico ad eventuali calzature commerciali con forte rigido, suole flessibili e allacciature di contenimento della parte intermedia del piede. I plantari possono essere utili quando vi è una dolorabilità associata al vizio di appoggio o quando prima degli 8-10 anni vi è la tendenza a deformare le ginocchia. La fisiokinesiterapia può essere indicata nei casi in cui non sia possibile dopo colloquio con genitore trovare il contesto ludico o sportivo adatto alla stimolazione neuromotoria del bambino. Il gioco sensoriale prima descritto e lo sport a carico alternato (sport fatti in piedi che prevedano la presenza della corsa, salto, coordinazione oculo manuale o oculo podalica) rimangono le raccomandazioni primarie a scopo sia preventivo che di stimolazione.

Quando intorno ai 10-12 anni la deformità del piede è considerata statica e radiograficamente significativa si procede con decisione condivisa tra famiglia, fisiatra ed ortopedico ad eventuale correzione chirurgica. Si tratta di una chirurgia mini invasiva con ripresa assai rapida di tutte le funzioni motorie e nella maggior parte dei casi senza necessità di riabilitazione.

Per maggiori informazioni:

Dott.ssa Vangelista  – MD Clinic
info@mdclinic.it
www.mdclinic.it

 

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