#iorestoacasa – Covid19: Villafranca e Borgo Roma ospedali dedicati


“A Verona terapie intensive pronte e adeguate”

Questo il messaggio del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Francesco Cobello: “A Verona terapie intensive pronte e adeguate”

ll Piano di Emergenza della regione Veneto ha previsto che l’ospedale di Villafranca Magalini e quello di Borgo Roma vengano indicati come «Covid Hospital» che, al loro interno, avranno aree totalmente isolate dal resto della struttura.

«L’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona funziona in pieno». Così il dg Francesco Cobello facendo il punto della situazione di Verona, ultima grande città veneta ad essere stata toccata dai contagi, ma dove negli ultimi giorni si è registrata un’impennata di casi positivi. Nella provincia sono saliti a 481, 43 in più rispetto a ieri sera. «Al Policlinico di Borgo Roma – ha spiegato Cobello – abbiamo 41 pazienti ricoverati in area non critica, in lieve calo rispetto a ieri, 14 in terapia intensiva, 12 in quella dell’ospedale di Borgo Trento. Sono stati dimessi 9 pazienti dal 21 febbraio, questa è la dimostrazione che dal coronavirus, se adeguatamente curati, si guarisce».

«Per quanto riguarda i posti letti – ha aggiunto – per adeguare le necessità di degenze abbiamo trasformato 70 posti letto di altre specialità, che ovviamente mantengono la loro attività, in letti per persone ricoverate per Codiv-19». «La situazione delle nostre terapie intensive non è preoccupante», ha aggiunto Cobello. «Quindi – ha precisato – se una persona è colpita patologia non Covid-19 che ha necessità di essere ricoverata in terapia intensiva c’è spazio e i pazienti sono tutti garantiti».

«Contemporaneamente stiamo effettuando dose massiccia di assunzione: 55 infermieri, 13 medici extra turnover, che ci consenta di operare in serenità» ha osservato Cobello sottolineando che «da un lato stiamo lavorando in modo da limitare i contagi, dall’altro di verificare le persone che possono essere state colpite dal virus e poi continuare a garantire l’attività straordinaria e quindi le emergenze, le urgenze e tutta una serie di servizi che non può essere frenata». «Altre attività – ha continuato – sono state fermate e molto personale medico viene utilizzato per questa emergenza. Ma preciso che il 30-40% delle visite e prestazioni sono state disdettate spontaneamente e quindi abbiamo possibilità di dedicarci a questa epidemia».

 

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