Giovanni Arganetto


Giovanni Arganetto (1884-1923) Un delitto dimenticato

di Luigi Alloro

 

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In riva al Fiumicello sulla pista ciclabile, appena oltrepassata la “casetta rossa”, l’Ottava Circoscrizione – Comune di Verona ha collocato una lapide a ricordo di Giovanni Arganetto.
Il tempo cancella la memoria e ormai poche persone a Montorio si ricordano di lui e di ciò che gli accadde.
Era il mese di ottobre 1923 e da oltre due anni a Montorio, come del resto in molte località italiane, gli scontri e le violenze tra fascisti e socialisti imperversavano.
In paese, fino a quel momento, non vi erano state vittime, ma quella volta il morto ci scappò davvero.
La sera di domenica 28 ottobre Giovanni Arganetto detto “Rosso Naj”, muratore trentanovenne, sposato e padre di tre figli, se ne tornava a casa da San Felice Extra tenendo per mano la bicicletta. Oltrepassata la località Ponte Florio due individui gli sbarrarono la strada ed uno di essi, senza proferir parola, gli sparò da breve distanza un colpo di rivoltella al basso ventre e poi entrambi fuggirono. Soccorso da una carrozza di passaggio egli fu trasportato alla sua abitazione in località “Colomba”, ma il medico, subito chiamato, compresa la gravità della ferita ne ordinò l’immediato ricovero in ospedale. Interrogato, disse di non aver riconosciuto gli aggressori.
Alle prime ore del giorno seguente egli cessava di vivere lasciando una vedova e tre figlioletti in tenera età. L’autopsia rivelò che egli era morto per emorragia interna causata da un proiettile di pistola di piccolo calibro che gli aveva trapassato l’intestino.
Era un bravo muratore e col suo lavoro manteneva dignitosamente la famiglia. Prima di sposarsi era stato per anni in America.
Era socialista e non faceva mistero della sua fede politica, ma da tempo si era ritirato dalla militanza attiva su pressione della moglie e su consiglio del maresciallo Comandante la stazione dei Reali Carabinieri di Montorio.
Era stato minacciato più volte di morte dagli avversari politici fino a poco prima della sua morte.
Le indagini, visto il clima politico di quel tempo, presero direzioni sbagliate; non approdarono a nulla e il caso fu archiviato.
Gli autori del delitto rimasero impuniti.

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