Ponte Trivelin


Il ponte Trivelin

Percorrendo la strada principale di Montorio ed effettuata la brusca svolta dell’asilo “Regina Margherita”, si arriva ad incrociare il fiume Fibbio, che anticamente segnava il confine fra due realtà territoriali vicine, comunicanti, ma ben distinte: “Montorio” e “Olivetum”, collegate fra loro in questo punto dal ponte denominato “Trivelin”. E’ sconosciuta l’origine di questo toponimo, ma nella cartografia e nelle antiche pergamene lo troviamo anche descritto con il nome di “Pons Lapideus” (ponte di pietra) o “Pons Prioris”, ovvero ponte del Priore, riferito probabilmente ai diritti sulle acque di Montorio che erano esercitati anticamente dal potente monastero di S. Zeno. Nei secoli scorsi questo scorcio del paese doveva essere un autentico splendore, tanto che all’inizio del Settecento lo studioso tedesco J.C. Volkamer lo immortalò con una favolosa incisione. Nessuno sapeva notizie dell’origine di questo manufatto che, con l’avvento dell’era moderna, diventò un autentico problema per tutto il paese. La sua larghezza era infatti a malapena sufficiente per il passaggio di un solo veicolo, tanto che nel 1967 fu presentato un progetto per il suo allargamento. Tale progetto fu immediatamente bloccato dalla Sovrintendenza ai monumenti in quanto, come si desume dalle cronache giornalistiche dell’epoca, si “sospettava” una sua probabile origine romana (tesi confermata dal sottoscritto e dallo storico Alberto Solinas). L’anno successivo fu autorizzata la costruzione dell’attuale ponte in cemento armato a condizione che fosse appoggiato sull’antica struttura e ne fossero conservate intatte le due arcate laterali. Quella centrale fu abbassata e riportata all’altezza delle altre due. In occasione di una campagna fotografica effettuata nel giugno del 2000, con il proposito di verificare l’origine romana del ponte, si è scoperto che sulla chiave di volta sud dell’arcata centrale è incisa la data “1712”, a ricordo di un probabile intervento di sistemazione. La nuova costruzione ha certamente risolto un problema, ma ha definitivamente cancellato la bellezza di un suggestivo angolo di Montorio. Il “turista” e il montoriese a passeggio possono ancora ammirare l’antica struttura scendendo le scale del vecchio lavatoio posto a destra del Fibbio.

Gabriele Alloro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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