L’Arena 30 Novembre 2009 – Crolla in tetto della Madonnina


L’Arena – Lunedì 30 Novembre 2009 Cronaca pag. 10

EDIFICI STORICI. Danneggiata Santa Maria della Rotonda a Montorio

Il tetto della chiesa
crolla per la pioggia

Abbandonata da mesi agli agenti atmosferici è una preziosa testimonianza storico-religiosa

Santa Maria della Rotonda (detta Madonnina)Era solo questione di tempo. Incuria, agenti atmosferici, infiltrazioni d’acqua hanno fatto crollare il tetto della chiesa di Santa Maria della Rotonda a Montorio. Non rientra nei circuiti turistici ed è poco conosciuta dagli stessi veronesi, ma la chiesetta del 1170, conosciuta come la Madonnina, è una preziosa testimonianza di architettura storico-religiosa.
Degrado e sporcizia sono la nota costante dell’edificio di via Delle Rose in cui sono rimasti solo l’affresco di Michelangelo Aliprandi e la balaustra ai piedi dell’altare.
La statua della Madonna col Bambino (1389) dello scultore veronese, attivo in epoca scaligera, Giovanni da Rigino, è stata trasferita nella nuova chiesa parrocchiale nel 1992 insieme all’altra opere importante, il grande quadro del Cinquecento di Domenico Macaccaro. Da molti anni nessuno si occupa più della chiesetta e il cancello di accesso rimane perennemente chiuso.
«Ho tenuto le chiavi fino a pochi mesi fa», racconta lo storico Luigi Alloro. «Spesso facevo visitare la chiesa ma ultimamente era diventato troppo pericoloso. Il tetto era in pessime condizioni, era evidente che sarebbe crollato».
Nel 2006 il comitato Fossi, l’associazione affiliata a Legambiente che da anni sovrintende ai beni ambientali e architettonici di montorio, aveva lanciato l’allarme. Durante un sopralluogo era risultato evidente il pessimo stato in cui versava la copertura, ormai con le travi completamente inclinate. In quell’occasione, Enrico Corsi, attuale assessore comunale alle attività economiche e allora presidente del parlamento della Valpantena e Valsquaranto, aveva dichiarato la volontà di venire a patti con la curia per una possibile cessione. L’intento era quello di trasformare la chiesa in un museo o in una sala civica. Sfumato l’accordo che prevedeva un prezzo politico di 25mila euro, l’edificio è rimasto abbandonato. La chiesetta fu edificata su una fonte d’acqua sorgiva e nel XV secolo annessa alla fattoria scaligera, un ente alle dirette dipendenze dei Signori della Scala. Durante la dominazione veneziana venne data in gestione ai frati eremiti dell’ordine di San Girolamo da Fiesole, che la ristrutturarono. Dopo l’epidemia di colera del 1886 che decimò la popolazione, la chiesetta venne abbandonata. Si continuò ad utilizzarla fino al 1960, da allora, nessuno se ne è preso più cura. «Ho saputo per caso del crollo del tetto», ha detto il parroco di Montorio don Gino Adami, «ho avvisato la curia e sono in attesa di una risposta. Con le nostre sole forze non possiamo occuparci di tutte le chiese antiche di Montorio. Per salvarla servono altri fondi». S.B.

 

 

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