Mensa dei Poveri dei Frati “del Barana”
10 anni di attività festeggiati al Circolo I° Maggio
“In occasione del primo decennio dall’inizio delle attività (12 Novembre 1999-2010) della rinnovata Mensa dei Poveri dei Frati “del Barana” in Verona, presso il Circolo Ricreativo “1° Maggio” di Montorio (Verona), sabato sera 20 Novembre 2010 si è svolta una calorosa, e assai partecipata, festa per gli oltre 120 volontari che, a vario titolo, operano in Mensa e nel Guardaroba. Dopo la concelebrazione eucaristica all’interno dell’ampio salone polifunzionale, animata dal coro dei giovani volontari (c’è pure quello!), nello stesso androne tutti hanno potuto intrattenersi a cena amorevolmente preparata, con una settimana di lavoro, dallo “Chef” fra’ Gregorio Falasco. Un riconoscimento particolare va all’infaticabile fra’ Mario Manfrin che, assieme ai volontari e alla Divina Provvidenza, riesce a sfamare circa 150 persone al giorno per 365 giorni all’anno. Il continuo ricambio generazionale, poi, assicurato in questi ultimi anni, ha permesso perfino di aprire una “Scuola di Lingua Italiana” privata pomeridiana, punto stabile di riferimento in Città per gli immigrati della “prima ora””.
Fonte informazioni: materiale arrivato in redazione all’indirizzo mail info@montorioveronese.it
Di seguito articolo tratto da “Verona Fedele“
La generosità di molti rifornisce il convento
Il grande cuore di Verona
Non sono soli. Mai. I frati del Barana e la loro mensa, un’attività che va avanti, imperterrita “dal 12 novembre 1999, dopo il restauro della struttura negli anni ’30. Ma la mensa in generale c’è dal 1892”, dice un orgoglioso fra’ Mario, il responsabile. Anche se qui sono tutti responsabili. Della mensa ma non solo. Anzi, forse quello è il minimo.
«Qui siamo sempre aperti – dice fra’ Olindo, il padre superiore del convento -. I volontari ci danno una mano, con l’attività della mensa ma soprattutto con il dialogo e la presenza. Chi viene a questo ritrovo avrà sempre persone aperte, pronte a parlare e ad ascoltare. Sono momenti di crescita per tutti: per i volontari, perché lo fanno convinti. Per gli ospiti, perché imparano a gestirsi, a rapportarsi, a conoscersi».
Padre Olindo è arrivato da poche settimane, deve ancora ambientarsi nella realtà veronese, nonostante anni di esperienza altrove. Fra’ Mario, invece, è “scafato”. È lui a ricordare, ad ognuno, le regole appese fuori dal portone verde (“chi è ubriaco sta fuori, il rispetto per tutti e tutto”, ecc.). È lui ad accogliere ed è lui a fare da tramite con tutti. «Qui distribuiamo ogni giorno circa 15 chili di pasta e 20 di pane. È l’unico pasto per molti di loro. Senza contare lo yogurt, le verdure, la frutta, i formaggi…». Risorse importanti. Da dove vengono? «Beh, ogni mattina i fratelli vanno al mercato – continua padre Olindo – e grazie a Dio sono tutti generosissimi. Donandoci tanto, in abbondanza. Verona, da questo punto di vista, ha un cuore grande, che pulsa».
Circa 150 persone al giorno, «di cui 4-5 italiani. Ci sono moltissimi stranieri. Qui, almeno. Il resto degli italiani preferisce andare a Porta Vescovo, al circolo degli Alpini», continua fra’ Mario. Mentre parla, sistema sacchi colmi di vestiario. «Servono anche scarpe?», chiede una signora. «Tutto quello che è utile per metter su casa», risponde il frate. «Aiutiamo tutti qui – chiosa il Padre Superiore -. Le famiglie che non possono permettersi un letto, un materasso o altro? Se lo abbiamo, lo diamo subito. Subitissimo anzi. Ci sono molte mamme col pancione: e noi diamo loro, se serve, qualcosa di utile per il bimbo e per loro stesse. C’è chi viene per il pane, ogni giorno. Qui la gente ci aiuta, non solo con la mensa. Siamo d’aiuto per la società. Il 4 ottobre sarà il giorno di San Francesco d’Assisi, il patrono di tutti noi, di tutt’Italia. Lui ci ha insegnato che il contatto con i poveri ti cambia la vita. Lui lo ha provato. Noi lo seguiamo».
N. d’O.
«Qui siamo sempre aperti – dice fra’ Olindo, il padre superiore del convento -. I volontari ci danno una mano, con l’attività della mensa ma soprattutto con il dialogo e la presenza. Chi viene a questo ritrovo avrà sempre persone aperte, pronte a parlare e ad ascoltare. Sono momenti di crescita per tutti: per i volontari, perché lo fanno convinti. Per gli ospiti, perché imparano a gestirsi, a rapportarsi, a conoscersi».
Padre Olindo è arrivato da poche settimane, deve ancora ambientarsi nella realtà veronese, nonostante anni di esperienza altrove. Fra’ Mario, invece, è “scafato”. È lui a ricordare, ad ognuno, le regole appese fuori dal portone verde (“chi è ubriaco sta fuori, il rispetto per tutti e tutto”, ecc.). È lui ad accogliere ed è lui a fare da tramite con tutti. «Qui distribuiamo ogni giorno circa 15 chili di pasta e 20 di pane. È l’unico pasto per molti di loro. Senza contare lo yogurt, le verdure, la frutta, i formaggi…». Risorse importanti. Da dove vengono? «Beh, ogni mattina i fratelli vanno al mercato – continua padre Olindo – e grazie a Dio sono tutti generosissimi. Donandoci tanto, in abbondanza. Verona, da questo punto di vista, ha un cuore grande, che pulsa».
Circa 150 persone al giorno, «di cui 4-5 italiani. Ci sono moltissimi stranieri. Qui, almeno. Il resto degli italiani preferisce andare a Porta Vescovo, al circolo degli Alpini», continua fra’ Mario. Mentre parla, sistema sacchi colmi di vestiario. «Servono anche scarpe?», chiede una signora. «Tutto quello che è utile per metter su casa», risponde il frate. «Aiutiamo tutti qui – chiosa il Padre Superiore -. Le famiglie che non possono permettersi un letto, un materasso o altro? Se lo abbiamo, lo diamo subito. Subitissimo anzi. Ci sono molte mamme col pancione: e noi diamo loro, se serve, qualcosa di utile per il bimbo e per loro stesse. C’è chi viene per il pane, ogni giorno. Qui la gente ci aiuta, non solo con la mensa. Siamo d’aiuto per la società. Il 4 ottobre sarà il giorno di San Francesco d’Assisi, il patrono di tutti noi, di tutt’Italia. Lui ci ha insegnato che il contatto con i poveri ti cambia la vita. Lui lo ha provato. Noi lo seguiamo».
N. d’O.


Mensa dei Poveri dei Frati “del Barana”