L'Arena 28/05/2013 – Mizzole ancora allagata


 

L’Arena di Verona – Martedì 28 Maggio 2013

 

Mizzole, la rabbia dei residenti «Siamo stati abbandonati»

 

L’ALLUVIONE. Le famiglie che abitano in via Oliveto, ancora allagata, scatenano la polemica
La denuncia: «Siamo intervenuti con i nostri mezzi, ma non basta»

 

 

Lo Squaranto è appena tornato ai suoi livelli normali, ovvero è in secca, e Montorio si sta riprendendo dal grande spavento dell’alluvione che l’ha sommersa, dieci giorni fa, dopo l’esondazione del progno. Le previsioni però non sono buone, l’estate proprio non ne vuole sapere di arrivare e anzi si attendono nuove piogge. La paura che possa ripetersi quando accaduto, con cantine, cortili e negozi allagati, serpeggia e appena le nuvole oscurano il sole, tornano i sacchi di sabbia davanti alle porte di chi abita al piano terra. Ma c’è anche chi non è ancora nemmeno potuto tornare alla normalità, come i residenti di via Oliveto, a Mizzole. La strada non aveva retto al nubifragio e l’asfalto si era completamente sollevato, creando dei grossi crateri. I tombini si sono otturati per i detriti, impedendo il deflusso delle acque. Il risultato è che, a oltre una settimana di distanza, la strada è ancora allagata, oltre che impercorribile, a causa dell’asfalto interamente sollevato e dissestato. L’assessore comunale al decentramento, Antonio Lella, e il presidente dell’ottava circoscrizione, Dino Andreoli, accompagnati dai tecnici, hanno effettuato immediatamente un sopralluogo, per rendersi conto della situazione ed è subito stato evidente che la strada avrà bisogno di una risistemazione completa, con una nuova asfaltatura. Per questo ci vorrà tempo, e fondi, ma nel frattempo la situazione è rimasta immutata, scatenando le proteste dei residenti. «Via Oliveto è diventata pericolosissima per noi», assicura Ornella Tommasi, «qui abitano circa una decina di famiglie, alcuni hanno figli adolescenti che usano il motorino per andare a scuola, ma a transitare sulla carreggiata, totalmente ondulata e piena di crateri, si rischia l’osso del collo. E anche in macchina non c’è da stare tranquilli. Senza contare che in alcuni punti ci sono ancora almeno venti centimetri d’acqua. Abbiamo chiamato in circoscrizione e in Comune, ma nessuno è venuto». Dopo aver atteso per qualche giorno, i residenti hanno deciso di prendere in mano la situazione e, secondo il motto per cui chi fa da sé, fa per tre, sono intervenuti da soli, rimboccandosi le maniche. «Usando i mezzi a nostra disposizione», spiega Sandro Foresti, residente nella via, «abbiamo provato a disostruire i tombini e in alcuni casi ci siamo riusciti. Ma non in tutti. Ci sono punti in cui la strada è ancora piena d’acqua. Inoltre la carreggiata è fatta a onde, perché l’acqua piovana si è infilata sotto l’asfalto con irruenza, facendolo sollevare». I residenti si sono rivolti alla circoscrizione, ottenendo però come risposta, che non ci sono soldi al momento per intervenire. «Capiamo la loro difficoltà», ammette Ornella Tommasi, «ma quella della mancanza di fondi non può diventare la risposta ad ogni necessità dei cittadini. Certamente ci saranno in città situazioni più gravi e urgenti, ma non possono dimenticarci. Non chiediamo che la strada venga rimessa a nuovo subito, ma che almeno facciano quello che abbiamo fatto noi, solo con mezzi più adeguati, in modo da liberare i tombini e far defluire l’acqua. Si potrebbe poi, almeno, spianare l’asfalto, pur lasciando al momento le buche. Sarebbe già molto per noi», conclude, «è assurdo che a dieci giorni dall’alluvione non sia stato fatto neanche il più piccolo intervento, ci sentiamo abbandonati».

Elisa Innocenti

 

 

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