L'Arena 02/06/2013 – Esondazione servono inteventi subito


 

L’Arena di Verona – Domenica 02 Giugno 2013

 

Avesani: «Subito un bacino per le piene dello Squaranto»

 

SAN MARTINO BUON ALBERGO. Il Comune sta completando il bilancio dei danni dell’esondazione del 16-17 maggio
In municipio un ufficio fornisce informazioni, raccoglie denunce e predispone le pratiche legate alla richiesta di stato di calamità

 

 

È in piena attività l’amministrazione sanmartinese per il dopo alluvione, con contatti e interventi al fine di provvedere al ristabilimento delle condizioni di sicurezza sul Fibbio e degli altri corsi d’acqua e di verificare situazioni sulle quali siano necessari interventi. L’assessore all’ecologia Mauro Gaspari ha percorso con i tecnici del Consorzio Alta pianura veneta tutto il territorio comunale interessato dalla presenza di corsi d’acqua. «Sono stati individuati dei punti critici sui quali il Consorzio chiederà stanziamenti per intervenire», ha rivelato Gaspari, «ma occorre anche riconoscere che non tutto è di competenza del Consorzio e pertanto ci saranno situazioni per le quali altri enti e altri responsabili dovranno attivarsi». «Ho già in calendario un appuntamento con il presidente del Consorzio di bonifica, Antonio Nani, per la questione del bacino di laminazione che eviti altri danni dalle piene dello Squaranto, per noi il problema principale», aggiunge il sindaco Valerio Avesani, che ribadisce: «È un argomento che non lasceremo cadere per nessuna ragione, anche con l’aiuto di Apv che si è detta disponibile a cercare di ottenere i fondi per la realizzazione, un punto su cui siamo fermi e determinati». Per quanto riguarda invece l’acqua di falda, che ha causato l’allagamento del piano terra delle scuole «Barbarani», il sindaco con l’assessore Davide Brusco e il geometra responsabile dell’area Lavori pubblici, Marco Anderloni, hanno consultato lo studio di ingegneria Roberto Penazzi ricavandone confortanti risposte fornite ai rappresentanti dei genitori nel Consiglio di istituto: è stato ribadito che le fessurazioni notate non hanno nulla a che vedere con la struttura portante dell’edificio, il quale ha bisogno di manutenzione ordinaria, ma non rappresentano un pericolo per la staticità dell’immobile. Il vicesindaco Franco De Santi ha avuto intanto un colloquio con il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, per chiedere il suo interessamento al fine di sbloccare in Regione il riconoscimento dello stato di calamità per San Martino Buon Albergo. In municipio è già al lavoro un ufficio apposito per fornire tutte le informazioni ai cittadini, raccogliere le denunce e predisporre le pratiche. C’è anche un filo diretto attraverso il sito Facebook del Comune con il quale tenersi aggiornati e ricevere risposte a domande e sollecitazioni rivolte all’amministrazione. «I dati parlano da soli», riferisce De Santi, «perché nei due giorni critici dell’alluvione sono arrivate al centralino del Comune 1.024 telefonate da persone a vario titolo coinvolte nei danni causati dall’acqua. Ci sono stati 513 interventi e verifiche sul posto. Nella notte fra il 16 e il 17 maggio sono state evacuate 170 persone da Ferrazze, Corte Cengia e Drago con l’ausilio dei mezzi anfibi dei vigili del fuoco. Gli sforzi si sono concentrati nei luoghi dove le persone erano in pericolo di vita e con l’ausilio del comando stazione dei carabinieri e della polizia locale siamo passati casa per casa per obbligare le persone più restie ad evacuare. Dello 170 persone allontanate dalle proprie case, molte hanno trovato accoglienza presso parenti o amici e una trentina sono state ospitate nella palestra della scuola Salvo d’Acquisto, allestita a tempo di record dalla Protezione civile e dalla Pro loco, come anche la Sala Donini al Centro Gambaro, predisposta per l’emergenza in caso di necessità e poi fortunatamente non utilizzata». Sono state complessivamente danneggiate dall’alluvione 700 persone, non tutte evacuate perché chi aveva solo cantine e garage allagati è rimasto nella propria abitazione. «Il monitoraggio aveva preceduto l’esondazione tant’è che nella giornata del 16 maggio avevo eseguito con la Protezione civile tre sopralluoghi anche fuori Comune lungo il corso dello Squaranto fino a Pigozzo, nel Comune di Verona. Fino alle 18 non c’era nessun segnale di pericolo imminente», riferisce il vicesindaco, «poi tutto è precipitato in pochi minuti con la bomba d’acqua scesa dallo Squaranto invaso dai rifiuti: tronchi e rami, ma anche materassi e lavatrici abbandonati. Non entro nel merito delle polemiche, ma come assessore con la delega alla Protezione civile dico che sono orgoglioso per il lavoro fatto dai volontari e dal Comune perché solo chi ha partecipato ai lavori di quei giorni può rendersi conto di che cosa abbia significato: sono persone che vanno solo ringraziate». «La gratitudine va estesa anche alla squadra operai del Comune, ai dipendenti di Archimede servizi, a carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco, Pro loco, Croce Blu e gruppo scout e a tutti i volontari che a titolo personale si sono spesi in quell’evento calamitoso», aggiunge il sindaco Avesani, che ricorda anche gli agricoltori: «perché hanno messo a disposizione i loro mezzi per trasferire mobili e oggetti danneggiati dall’acqua e fornire pompe per prosciugare gli ambienti».

 

Vittorio Zambaldo

 

 

 

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