L’Arena 12/06/2013 – Valsquaranto rischio di nuove esondazioni


 

assemblea esondazione 130613 DSC 4235L’Arena di Verona – Sabato 15 Giugno 2013

 

 

«I fossi saranno puliti, ma servono finanziamenti»

 

DOPO L'ALLUVIONE. A Montorio si attendono ancora soluzioni. I residenti: «Occorrono briglie di contenimento per i detriti e dei bacini di raccolta delle acque» Il tecnico: «La manutenzione spetta alla Regione»

 

L'impegno per scongiurare il rischio di nuove esondazioni c'è. Lo hanno assicurato ieri i vertici dei vari enti preposti al controllo del territorio, nel corso di una serata al Circolo Primo Maggio di Montorio, organizzata dal comitato Fossi di Montorio e da Legambiente. Da una parte il presidente del Consorzio di bonifica alta pianura veneta, Antonio Nani, il dirigente tecnico dell'Autorità di bacino dell'Adige, Renato Angheben, il responsabile della Protezione civile veronese, Pierluigi Saletti, l'assessore comunale Antonio Lella e il presidente dell'ottava circoscrizione, Dino Andreoli (che ha approfittato dell'occasione per porre anche lui un paio di domande a Consorzio di bonifica e Autorità di bacino), dall'altra i residenti della Valsquaranto, che a quasi un mese dall'esondazione del progno e del Fibbio, il 16 maggio scorso, si trovano ancora con scantinati e garage allagati. E con la paura che possa accadere di nuovo. «Questa volta è andata bene», ripetono tutti, «ma si può intervenire per prevenire o dobbiamo aspettare che succeda di nuovo, magari rimettendoci anche qualche vita umana, come successo a Lavagno?».

Legambiente ha illustrato, carte alla mano, come l'Autorità di bacino abbia già ben presente i rischi della zona. «Da Mizzole a San Martino Buona Albergo è zona a rischio idraulico», sottolinea Giovanni Zanoni, di Legambiente. Il Piano di assetto idrologico dell'Autorità bacino dell'Adige infatti indica tutta l'asta del Fibbio come area a rischio medio e alto.

«La relazione tecnica sul rischio idrogeologico pubblicata a gennaio di quest'anno dall'Autorità», ricorda Roberto Rubele, del sito www.montorioveronese.it, «dice testualmente che l'alveo del torrente Squaranto non è sufficiente per far transitare piene senza esondazioni e individua due priorità: la creazione di briglie di contenimento per il materiale più grosso e di bacini di laminazione, per raccogliere le acque in eccesso. La stima per questi lavori è di 2.5 milioni di euro. Noi non vogliamo polemizzare solo avere delle risposte. Chi e come deve intervenire?». In questi giorni si è ripetuto che l'enorme quantità d'acqua piovuta il 16 maggio è stata eccezionale, ma guardando alla storia di Montorio, nell'ultimo secolo ci sono state sette esondazioni, in media una ogni 15 anni. «La precedente era stata quasi 30 anni fa, nel 1986», ricorda Rubele, «con la rottura di un argine all'altezza della chiesa nuova. Nei punti in cui lo Squaranto è esondato, negli anni, si trovano le scuole, non sarebbe il caso di predisporre un piano di sicurezza?».

«Ora è necessario pulire l'alveo del progno che si è alzato di almeno un metro per i detriti», ricorda il presidente del comitato Fossi di Montorio, Claudio Ferrari, «e poi pianificare gli interventi futuri». Ma già solo per la pulizia i tempi sono molto lunghi. «Dai 6 agli 8 mesi», spiegano dal Consorzio di bonifica, «perché per legge bisogna fare analisi chimiche e classificare i materiali, altrimenti possiamo essere denunciati penalmente».

«Possiamo ritrovarci qui a settembre per fare il punto di quanto fatto?», chiede il sindaco di San Martino Buon Albergo, Valerio Avesani, che ha già scritto al governatore Zaia per reclamare interventi di messa in sicurezza del territorio e rimborsi ai cittadini per i danni subiti. «Abbiamo già chiesto alla Regione 2 milioni di euro per sistemare il tratto», assicura il presidente del Consorzio di bonifica. «Lo Squaranto viene pulito da noi almeno una volta l'anno e il Fibbio come minimo due.

La nostra competenza però arriva fino a Pigozzo». Da lì in su, la manutenzione spetta alla Regione, ma nessun rappresentante ha partecipato alla serata. «I grandi assenti», commenta Ferrari. «È proprio la Regione l'organo competente».

 

Elisa Innocenti

 

Le immagini dell'Assemblea

 

 

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