Esondazione. Basta con gli scarichi nello Squaranto, ottobre 2004 – L'Arena


 

L’Arena 11 ottobre 2004 Cronaca, pagina 8
 
La circoscrizione, a difesa della Valsquaranto e delle falde, chiede la revoca del permesso dato a Cerro di scaricare a valle
 

Montorio e i reflui della Lessinia

Quel che dovrebbe finire nell’impianto fognario arriva nel vajo, a Foldruna

«Basta con gli scarichi di reflui nel torrenteSquaranto». A decretarlo è stato il consiglio dell’ottava circoscrizione che ha votato compatto per la revoca immediata della concessione data dalla Provincia al Comune di Cerro Veronese che gli permette di riversare nel vajo demaniale, e più precisamente in località Foldruna, quanto dovrebbe invece finire in un condotto fognario. La preoccupazione degli amministratori della Valsquaranto e Valpantena è dettata dal fatto che a fondo valle, ovvero a Montorio, vi sono numerosissime risorgive che alimentano in parte l’impianto idrico dell’intera città e temono che la falda acquifera possa venire inquinata. Inoltre va sottolineato che i residenti di Pigozzo e Mizzole hanno più volte protestato per lo sgradevole odore che accompagna le loro giornate. «Dopo l’ennesima segnalazione», spiega Enrico Corsi presidente della circoscrizione nonché consigliere provinciale, «abbiamo deciso di correre ai ripari ed abbiamo già avvisato l’assessore provinciale per l’ambiente Luca Coletto affinché valuti la situazione e vi ponga rimedio. Ricordo che uno dei maggiori acquedotti cittadini è proprio sul nostro territorio, in via Del Vegron a Montorio. L’inquinamento della falda comporterebbe un rischio per l’intera comunità veronese».
Il torrente Squaranto, è ormai risaputo, non gode di ottima salute, i suoi argini in diversi punti cadono a pezzi, è trattato come una discarica e per molto tempo è divenuto il luogo ideale per il riversamento degli scarti della produzione avicola di un’azienda situata a monte. Ma resta, comunque, uno dei torrenti più importanti della Lessinia, dal momento che nasce a San Giorgio e nel suo alveo confluiscono tutte le acque di origine piovana dell’intera vallata. Ma a mettere il punto di domanda sul fatto che sia proprio il piccolo comune montano a inquinare lo Squarantoè lo stesso sindaco, Franco Carcereri: «Il vajo lambisce solo per un brevissimo tratto il nostro comune, mentre per diversi chilometri tocca numerosi insediamenti avicoli, suinicoli e di bestiame. Noi abbiamo una sola vasca imhoff e la concessione ha la durata di quindici anni. Come amministrazione provvediamo due volte all’anno alla pulizia della vasca che, sottolineo, è stata trovata dopo l’ennesimo controllo in perfetta tenuta».
A queste rassicurazioni Carcereri aggiunge anche che in accordo con la Regione, la Comunità Montana della Lessinia e i comuni di Boscochiesanuova e di Grezzana, si sta provvedendo al recupero di oltre due milioni di euro destinati alla realizzazione del nuovo collettore fognario della Lessinia centrale che permetterà finalmente a tutti di scaricare le acque reflue nel depuratore di Verona gestito dall’Agsm.
Anna Zegarelli

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