Esondazione Progno 1953 – Documentazione


 

CAMERA DEI DEPUTATI
LEGISLATURA II – 13^ SEDUTA PUBBLICA

Giovedì. 20 agosto 7953 – Alle ore 17 

 

INTERROGAZIONI PER LE QUALI E CHIESTA LA RISPOSTA SCRITTA – pag. 36

 

DI PRISCO. – Ai Ministri dell’agricoltura. e foreste e dei lavori pubblici. – Per Conoscere se siano informati dei gravissimi danni arrecati in diverse località delle frazioni di Verona e cioè Pigozzo-San Felice, il 2 luglio 1953, dallo straripamento del torrente Squaranto, le cui acque hanno invaso parecchi ettari di terreno trasportando sassi, terriccio ghiaioso sulle colture, sradicando alberi da frutto e distruggendo, assieme ai prodotti agricoli, anche buon tratto della strada Verona’- Rovere. Poiché lo straripamento del torrente suddetto, avvenuto quest’anno, fa seguito a straripamenti avvenuti anche nei recenti passati anni, l’interrogante chiede di conoscere se i Ministri interessati :

1) intendano provvedere all’indennizzo urgente alle famiglie che hanno subito danni;

2) intendano provvedere con urgenza, all’opera di sistemazione completa del torrente Squaranto;

3) intendano provvedere allo stanziamento dei fondi necessari per l’immediata riattazione della strada Verona-Rovere onde non intralciare ulteriormente il traffico commerciale e turistico che, particolarmente intenso nella stagione estiva, interessa tutta una vasta zona della montagna a nord di Verona

 

 

Senato delia Repubblica
II Legislatura

LXXIII SEDUTA
DISCUSSIONI

VENERDÌ 18 DICEMBRE 1953
Presidenza del Vice Presidente DE PIETRO

 

PESENTI. – Ai Ministri dell’agricoltura e delle foreste, dei lavori pubblici e delle finanze. – pag. 2792

Per conoscere se siano informati dei gravisimi danni arrecati in diverse località nei comuni di San Pietro Incariano dallo straripamento del Progno del 2 luglio 1953 le cui acque hanno invaso parecchi ettari di terreno trasportando blocchi pietrosi e sassi sulle colture, sradicando alberi da frutto e vigneti, penetrando anche in molte abitazioni e corti agricole, provocando danni anche a mobili ed attrezzature domestiche.
Fa presente che il torrente Progno è l’unico torrente che raccolga le acque piovane della vallata di Valpolicella (nota per la produzione vinicola) e pertanto i lavori di fortuna con cui si è cercato di riparare la frana causata dallo straripamento si dimostrano del tutto insufficienti anche per fermare il normale deflusso delle acque nelle giornate di pioggia.
Poichè da anni i contadini della vallata chiedono la sistemazione del torrente, data anche la fragilità delle sue sponde, e ciò per eliminare il sempre presente pericolo di straripamento, l’interrogante chiede di Conoscere se i Ministri interessati non intendano procedere:
1) ad un adeguato stanziamento eccezionale ed urgente per indennizzare le famiglie contadine Colpite;
2) alle opere di sistemazione completa del torrente Progno con urgenza per consentire anche nei periodi di pioggia eccezionale il normale deflusso delle acque.

 

RISPOSTA.
Il Ministero dell’agricoltura è a Conoscenza dei danni che sono stati provocati alle aziende agricole della provincia di Verona dallo straripamento dei due principali corsi d’acqua (detti anche progni) Squaranto e Valpantena verificatosi nello scorso mese di luglio.
In mancanza, peraltro, di apposite disposizioni legislative e, quindi, di fondi di bilancio che consentano la concessione di contributi o sussidi per le perdite causate ai prodotti agricoli da avversità atmosferiche, il Ministero stesso non ha avuto alcuna possibilità di disporre provvidenze a favore degli agricolo’ri che sono stati danneggiati dallo straripamento di cui trattasi, così come di attuare, in particolare, interventi sistematori dei corsi d’acqua in parola, sia con fondi ordinari di bilancio sia con fondi applicativi della legge 10 agosto 1950, n. 647, non essendo ,la zona
interessata compresa fra le aree depresse.
Si fa, tuttavia, presente che, per quanto concerne lo Squaranto, i provvedimenti adottati dall’Ufficio del Genio cìCivile di Verona sono stati diretti all’esecuzione di opere di pronto intervento ai sensi della legge 12 aprile 1948, n. 1010, ma nessuna opera è stata possibile eseguire lungo il corso a valle non essendo il torrente classificato.
Il suddetto Uffcio è stato, peraltro, recentemente invitato a presentare proposte per la classifica in terza categoria di un tratto del torrente stesso fra il ponte della Rocchetta Bassa e il ponte di Pigozzo; per i lavori di sistemazione di tale corso d’acqua, che potranno essere eseguiti dopo l’avvenuta classifica il Ministero dell’agricoltura non mancherà di esaminare, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, ogni possibilità di finanziamento, sia pure dilazionato nel tempo.

 

Camera dei Deputati

Atti Parlamentari

Legislatiura II – Discussioni – Seduta del 20 Novembre 1953

 

Risposte scritte ad interrogazioni – pag. 4150

 

DI PRISCO – Ai Ministri dell’agricoltura e foreste e dei lavori pubblici – Per conoscere se siano informati dei gravissimi danni arrecati in diverse località delle frazioni di Verona /e cioè Pigozzo, San Felice), il 12 luglio 1953 dallo straripamento del torrente “Squaranto”, le cui acque hanno invaso parecchi ettari di terreno trasportando sassi, terriccio ghiaioso sulle culture, sradicando alberi da frutto e distruggendo, assieme ai prodotti agricoli anche un buon tratto della strada Verona – Roverè.

“Poichè lo straripamento del torrente suddetto avvenuto quest oanno, fa seguito a straripamenti avvenuti anche nei recenti passati anni, l’interrrogante chiede di conoscere se i ministri interessati:

1) – intendano provvedere all’indennizzo urgente alle famiglie che hanno subito danni.

2) – intendano provvedere con urgenza all’opera di sistemazione completa del torrente “Squaranto”

3) – intendano provvedere allo stanziamento dei fondi necessari per l’immediata riattazione della strada Verona – Roverè onde non intralciare ulteriormente il traffico commerciale e turistico che, particolarmente nella stagione estiva, interessa tutta una vasta zona della montagna a nord di Verona”. (121)

 

RISPOSTA – “Questo Ministero, pure a disposizione dal Ministero dei lavori pubblici in base al decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 1010, ma nessuna opera è stata possibile eseguire lungo il corso a valle, non essendo il torrente classificato.

Il suddetto ufficio è stato, per altro, recentemente invitato a presentare proposte per la classifica in 3^ categoria di un tratto del torrente stesso fra il ponte della Rocchetta Bassa e il ponte di Pigozzo, per i lavori di sistemazione di tale corso d’acqua che potranno essere eseguiti, dopo l’avvenuta classifica, questo Ministero non mancherà di esaminare, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, ogni possibilità di finanziamento, sia pure dilazionato nel tempo.

L’azione del cennat oufficio è stata, inoltre, diretta alla riattivazione del transito nel tratto di strada che dalla località Pigozzo va fino al bivio della strada di San Rocco di Piegara, nonche al ripristino, sia pure provvisoriamente, di un ponte sullo Squaranto per le comunicazioni tra Roverè e Cerro Veronese.

A quanto, per altro, ha segnalato il Ministero dei lavori pubblici, alle riparazioni definitive dei danni di cui trattasi sarà provveduto  con uno speciale provvedimento di legge, già predisposto da quella amministrazione, per le riparazioni dei danni alluvionali verificatisi nel 1952-53 in diverse zone del territorio nazionale e nel quale sono previsti anche i danni causati in provincia di Verona”

Il Ministro dell’agricol
tura e delle foreste

Salomone

 

 

Camera dei Deputati

Atti Parlamentari

Legislatiura II – Discussioni – Allegato alla seduta del 30 Marzo 1954

 

Risposte scritte ad interrogazioni – pag. 6552

 

CASTELLARIN

Al Ministro dei lavori pubblici – “Per sapere se non creda opportuno dare disposizioni affinché si provveda con la massima sollecitudine ad aggiustare la strada della Val Squaranta nel tratto Roverè – Vero, franata in vari punti a causa del nubifragio del luglio 1953, in considerazione del fatto che la suddetta strada è l’unica capace di collegare adeguatamente e senza inconvenienti le due suddette località a Verona”. (3183)

 

RISPOSTA – “In seguito ai danni provocati dalle alluvioni della scorsa estate in Val Squaranto della provincia di Verona, sono stati messi a disposizione del Magistrato alle Acque di Venezia i fondi occorrenti per gli interventi di pronto soccorso, di cui al decreto 12 aprile 1948, n. 1010, interventi che hanno avuto subito corso.

In particolare, per quanto riguarda i danni verificatisi nel territorio dei comuni di Roverè e Velo Veronese, si precisa che la piena del Progno Squaranto, provocata dai violenti nubifragi dei giorni 2, 6 e 9 luglio 1953, ha effettivamente asportato lunghi tratti del rilevato stradale che corre parallelo al corso d’acqua incassato lungo il fondo valle.

Detta strada dovrà pertanto essere ricostruita, ma non secondo il precedente tracciato, se si vuole prevenire il ripetersi di danni alla viabilità ogni qualvolta il torrente è in piena per cui la spesa occorrente risulta molto rilevante, superando 1.500.00.000 di lire.

Si tratta però di lavori che non rientrano fra quelli da eseguirsi a titolo di pronto soccorso ai sensi del citato decreto legislativo 12 aprile 1948 n. 1010, dato che le comunicazioni stradali  fra il capoluogo della provincia e l’alta valle dello Squaranto sono state subito dopo l’alluvione, egualmente riattivate, rendendo utilizzabile un’altra arteria stradale che dalla strada danneggiata di fondo valle, in località Pigozzo, risale verso monte fino al bivio di San Rocco, sullo spartiacque fra lo Squaranto e il progno di Mezzani, donde si prosegue poi per Roverè e Velo. Inoltre, pure con provvedimenti di pronto intervento, è stato ripristinato un ponte sullo Squaranto per ristabilire le comunicazioni fra Roverè e Cerro Veronese, al quale abitato si può d’altronde accedere acnhe dalla Val Pantena.

I centri abitati di Roverè, Velo e Cerro Veronese non si trovano quindi isolati”

Il Ministro ROMITA

 

 

 

 

 

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