Esondazione. Squaranto deriva da "skarant", ottobre 2003 – L'Arena


 

L’Arena 20 ottobre 2003 Cronaca, pagina 10
 
Lo Squaranto

Il torrente della Lessinia se si gonfia fa paura

Squaranto deriva da skarant , che in retico significa sasso. E in effetti loSquaranto è un progno, cioè un torrente sassoso. Come tutti i torrenti della Lessinia, è quasi sempre asciutto, ma quando l’acqua arriva a scendere fino a valle, fa paura e spesso danni, come testimonia la storia. Nel 1536 la furia delle acque fu così tremenda che divelse le chiuse dello Squarà e danneggiò per lungo tratto il Fiumicello, scavandosi un nuovo letto al centro della valle. Lo si fece allora scaricare in Fibbio scavando un nuovo alveo tra il Tondetto e il Fontanon. Questa soluzione arrecò però danni ingenti alle attività economiche locali, poiché i canali su cui sorgevano mulini e folli venivano continuamente riempiti dalle ghiaie delle piene.
Nel 1573 le acque in piena sfondarono la porta della chiesa al Laghetto Squarà e vi penetrò fino all’altezza di 1,75 metri, come ricorda una lapide.
Nel 1613 sempre la porta della chiesa venne danneggiata da una catasta di sassi e detriti. Nel 1688 si progettò la deviazione del corso, in modo da allontanarlo dal Fontanon per fargli scaricare le acque più a valle evitando l’importante area sorgiva. Le cronache riportano di altre numerose piene, facilitate da argini poco consistenti, inesistenza di briglie a monte, boschi impoveriti dal taglio, così che non trovando ostacoli, l’acqua piombava a valle con estrema velocità travolgendo tutto.
Nel 1906 collassò l’argine destro a Montorio e tutta l’area della piazza del municipio fino alla località Colomba, finì sott’acqua. Nel 1911 fu la volta dell’argine sinistro, che cedette poco a monte dell’asilo infantile Regina Margherita, riversando ghiaia e acqua nel centro del paese. Nel 1934 il Progno ruppe gli argini a Ponte Verde allagando la piazza della chiesa e anche poco a valle dell’asilo, sulla Strada Nova, aprendo sulla sinistra una breccia di oltre cinquanta metri, e anche sotto i Camillioni, portandosi via gli orti. Il Genio civile avviò allora una serie di lavori, abbassando il letto fino al piano di campagna (circa due metri), alzò e costruì le briglie ancor oggi esistenti e anticipò la sua entrata in Fibbio che dal ‘700 avveniva a sud di Corte Pedrotta. La più recente rotta è del 1986, ma occorre comunque tenere sempre pulito l’alveo.

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