Esondazione consegnate oltre 1000 firme a San Martino


Il Comitato esondazione ha consegnato le firme e le richieste per mettere in sicurezza il territorio. Il resoconto dell'incontro tecnico.

 

esondazione 2013

Ieri, a San Martino Buon Albergo, Franco Piccirelli, a nome del Comitato esondazione 16 maggio, ha consegnato al sindaco Avesani un dossier con oltre mille firme di residenti a Ferrazze, San Martino, Montorio e Val Squaranto, dove si illustrano le criticità idrogeologiche del territorio e si evidenziano le pericolosità delle ondate di piena che arrivano dalla Val Squaranto e si chiede di tenere alta la guardia per la manutenzione e sicurezza di Squaranto e Fibbio.
Nei prossimi giorni lo stesso dossier sarà consegnato al Sindaco di Verona.
I rappresentanti del comitato sono stati invitati a partecipare all'incontro tecnico indetto dal Comune di San Martino per approfondire le questioni legate all'esondazione al fine di definire un iter che porti alla messa in sicurezza del territorio.

 

Lettera ai Sindaci

 

Allegato 2 – Storia delle esondazioni sullo Squaranto

 

Allegato 3 – Elenco lavori di manutenzione da fare

 

 

Incontro tecnico problematiche idrogeologiche del territorio. Il Bacino di laminazione
18 Febbraio ore 10.00 – Comune di San Martino Buon Albergo

 

Presenti all'incontro


Per il Comune di San Martino:

Avesani – Sindaco
De Santi – Vice Sindaco
Gaspari – Assessore comunale
Perisinotto – Consigliere comunale
Camponogara – Tecnico Comunale
Dola – Servizio Manutenzione

 

Bruno Cappon – Consigliere Regionare

 

Per il Comune di Verona – Circoscrizione VIII:

Andreoli – Presidente Circoscrizione VIII
Tosi – Consigliere Circoscrizione VIII

 

Ing. Guarino – Autorità di Bacino del Fiume Adige

 

Consorzio Alta Pianura Veneta:
Nani – Presidente
Prevedello – Direttore Generale
Ing. Pernigotto

 

Comitato esondazione Squaranto:
Piccirelli

Rubele
 

Stampa:
Vittorio Zambaldo
Alberto Menini

 

 

Martedì 18 febbraio 2014 si è tenuto negli uffici del Comune di San Martino Buon Albergo un incontro tecnico per analizzare le possibilità concrete di giungere in tempi certi alla realizzazione del Bacino di laminazione dello Squaranto, che dovrà mettere in sicurezza i paesi della Val Squaranto e San Martino Buon Albergo dalle piene dei torrenti Squaranto e Fibbio. Nel corso dell'incontro sono state inoltre discusse altre criticità connesse con il problema dell'esondazione: dalla messa in funzione di un sistema di allertamento basato su sensori, alla necessità di bloccare il trasporto solido che crea intasamento e sormonto arginale alla pulizia dei fondali dei fossi e torrenti dal materiale fangoso che negli anni si è accumulato e diminuisce la portate degli stessi.

 

Il Vice sindaco De Santi ha convocato questa riunione tecnica per rispondere ad una esigenza precisa del territorio: capire qual è lo stato dell'arte nella realizzazione del Bacino di laminazione, opera fondamentale per la sicurezza idrogeologica del territorio. Proprio in questi giorni i tecnici del Consorzio Alta Pianura Veneta hanno inviato ai comuni interessati, San Martino B. A. e Verona, lo studio di fattibilità del Bacino con due diverse ipotesi. La prima opzione prevede un bacino di laminazione tra Mizzole e Montorio, mentre la seconda riguarda l'intervento nelle cave dismesse a Montorio. Queste due ipotesi si aggiungono a quella redatta dall'Autorità di Bacino del fiume Adige di un invaso a sud di Pigozzo.

Sentite le ipotesi, capite le problematiche e i compiti precisi delle varie amministrazioni nel complesso problema esondativo, il vice Sindaco auspica che a conclusione dell'incontro si arrivi ad una condivisione degli obiettivi e alla definizione di un lavoro di
squadra che permetta di iniziare le procedure che porteranno alla realizzazione del Bacino
.

All'ing. Pernigotto viene data la parola per la descrizione tecnica dello studio di fattibilità. Pernigotto spiega che questo studio nasce da un progetto generale più generale che comprende anche i lavori appena realizzati sul Fibbio di regimazione delle piene, che si stanno concludendo con l'installazione di misuratori di portata a partire dall'immissione dello Squaranto nel Fibbio.

L'ingegnere del Consorzio alta Pianura Veneta con il supporto dell'Ing. Luca Guarino dell'autorità di Bacino del Fiume Adige per spiegare meglio la situazione presentano un po' di dati tecnici.
I manufatti devono essere progettati tenendo in considerazioni gli eventi esondativi più impattanti che arrivano con frequenze di 100 o 200 anni (TR100 e TR200). La stima del bacino di espansione è stata fatta considerano il tempo di ritorno (TR) pari a 100 e una portata di 100 m3/s. Preventivamente sono stati inoltre realizzati due studi. Lo studio idrologico sulle piogge, con l'analisi dei dati storici e lo studio idraulico sulle piene e le portate dei torrenti.

Entrando nel dettaglio si scopre che, ad esempio, l'alveo attuale dello Squaranto non è in grado di sopportare portate superiori a 50 m3/s. Da queste analisi deriva la necessità di laminare la piena per ridurre il flusso ed evitare esondazioni.
Il Fibbio ha portate stimate dell'ordine di 10-20 m3/s, ed è in grado di trasportare senza esondare piene provenienti da monte pari a massimo 40 m3/s. Il percorso del Fibbio è particolare poiché caratterizzato dalla presenza delle fosse scolmatrici che hanno il compito di ridurre le portate. Si consideri infatti che il loro contributo riesce a ridurre una portata, nel tratto iniziale del Fibbio a valle di Montorio, da 50 m3/s, fino ad arrivare a 18 m3/s a valle del paese di San Martino B.A. L'alveo naturalmente si riduce proporzionalmente da monte a valle.
Con una portata di piena di 50 m3/s in prossimità di Montorio il Fibbio, su un tratto complessivo di 13,5 Km, determina condizioni di esondazione per circa 5,3 Km in destra orografica e 5,1 Km in sinistra. E' stato stimato, grazie a simulazioni specifiche, che ciò è un parte dovuto all'insufficienza della sezione idraulica e in parte al rigurgito determinato dalla presenza delle fosse scolmatrici.

L'onda di piena si genera a Nord di Pigozzo e scende verso valle riducendo la velocità nella zona pianeggiante e creando accumulo. Il primo punto critico è costituito dal ponte in centro a Pigozzo che rappresenta la prima strozzatura. La seconda variante al PAI (Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico) indica chiaramente che le esondazioni iniziano proprio in prossimità di questo ponte.
L'ing. Guarino ricorda che dall'analisi delle esondazioni storiche del torrente Squaranto emerge che nel passato, gli eventi, ad alta criticità idrogeologica, si sono registrati mediamente ogni 20-30 anni, caratterizzati da notevole trasporto di materiale solido. Ciò è facilmente riscontrabile dalla notevole quantità di materiale depositato nell'ultima esondazione di maggio 2013 e dalla forte pensilità dello Squaranto dovuta proprio al trasporto solido.

Pigozzo è il primo centro abitato della valle da mettere in sicurezza. Riuscire a trovare un'area nella quale realizzare la cassa di espansione a monte del paese vista la conformazione orografica della Val Squaranto diventa una scommessa molto difficile da vincere. La difficoltà è rappresentata dalla difficoltà ad individuare uno spazio adeguato a ridosso del torrente con un volume sufficiente a smorzare le ondate di piena .
La bozza di ipotesi di bacino indicata dall'Autorità di Bacino del Fiume Adige colloca il manufatto a valle di Pigozzo in prossimità di Villa Piatti, (dove è presente una strozzatura rappresentata anche in questo caso da un ponte) non avendo al momento trovato altre soluzioni più a monte. L'ipotesi prevede di sfruttare il restringimento dell'alveo in quel punto e favorire una esondazione nei campi circostanti adeguatamente predisposti, ma è necessario approfondire gli studi per verificare la fattibilità dell'opera.
L' ing. Guarino dell'Autorità di Bacino del Fiume Adige ricorda, inoltre, che l'evento di Maggio 2013 può essere considerato un TR 20, ossia, un evento non particolarmente importante e che possono verificarsi avversità meteorologiche ben più gravi con criticità molto più forti.
Nonostante questo il sistema idrico di San Martino lo scorso anno durante l'evento di piena è andato in tilt.

Il sindaco di fronte a questi dati si dice preoccupato e ricorda la necessità di poter avere risposte certe con celerità per poter risolvere l'emergenza esondazione. Invita tutti a individuare le criticità che ostano la realizzazione di quest'opera fondamentale per la messa in sicurezza del territorio, consapevole che le spese che si andranno a sostenere sono comunque inferiori a quelle che si avrebbero a causa dei danni prodotti da una esondazione- E' necessario agire a tutti i livelli, anche oltre la Regione Veneto affinché vengano individuate le risorse e le responsabilità. Ricorda inoltre che nei giorni scorsi è già stato fatto un incontro con l'Assessore Regionale all'Ambiente Conte su questo argomento.

A conclusione dell'intervento tecnico il Consorzio alta Pianura Veneta presenta due ipotesi di bacino.

Soluzione 1: Invaso il località Ponte Verde tra Montorio e Mizzole
Realizzazione di un invaso della capacità di 700 mila m3 finalizzato alla riduzione della portata sullo Squaranto in grado di laminare le piene a valori dell'ordine di 40 – 45 m3/s
Superficie occupata: 11 ettari.
Quota massimo invaso 70,00 metri s.l.m. (sul livello del mare)
Costo complessivo 13,5 milioni di euro.

– E' necessario delimitare l'invaso da arginature dell'altezza indicativa da 4,5 metri
– Questa soluzione presenta gravi difficoltà di svuotamento rapido, dovendo ricorrere all'utilizzo d
ella fossa scolmatrice "Fiumicello".

– L'area è di notevole valenza ambientale e attualmente è occupata in prevalenza da vigneto.
– Permette la depensilizzazione dell'alveo del progno nell'intera tratta a valle
– risolve i problemi per Montorio e per le altre aree a valle, ma non per Pigozzo e Mizzole.

Soluzione 2: invaso Località Ferrazze presso le cave
Realizzazione di un invaso della capacità massima di 1,4 milioni di m3 suddiviso in due sfruttando le cave a Ferrazze:

a) Invaso di monte
Superficie 11 ettari
Quota massimo invaso 50,00 metri s.l.m.
Quota di Falda 45,50 metr is.l.m. (le cave a cielo aperto raggiungo la quota delle prime falde sotterranee)
Massimo volume di invaso 500 mila m3

b) invaso di valle
Superficie 23 ettari
Quota massima invaso 49,50 metri s.l.m.
Quota di falda 45,00 metri s.l.m.
Massimo volume di invaso 900 mila m3

Per questa soluzione è necessario realizzare un canale scolmatore, dalla località La Parola a Montorio in prossimità della zona in cui il Torrente Squaranto si immette nel Fibbio, fino alle cave di Ferrazze. Questo nuovo canale avrebbe la funzione di intercettare le acque di piena del progno e deviarle nelle cave utilizzate con la funzione di casse di espansione.

Costo complessivo comprensivo del'acquisizione delle aree: 17, 5 milioni di euro (8 milioni solo per la realizzazione dell'opera).

– Per questa ipotesi non è necessario realizzare arginature perimetrali
– la presenza di fosse irrigue rende possibile l'utilizzazione del sistema in agricoltura per l'irrigazione delle coltivazioni nei periodi estivi di siccità
– La presenza della falda acquifera nelle cave comporta una attenta analisi ambientale sull'opportunità di immagazzinare in questi luoghi onde di piena che arrivano dopo aver attraversato zone altamente urbanizzate
– Il costo dell'intervento di questa soluzione è notevolmente superiori ad altre soluzioni
– Questa soluzione non risolve le problematiche per Montorio e i paesi a monte.

 

A queste due soluzioni si aggiunge l'ipotesi, abbozzata dall'Autorità di Bacino nel Piano stralcio per la tutela del rischio idrogeologico – Progetto di 2^ variante.

 

Soluzione 3 : Località Pigozzo – Villa Piatti
Realizzazione di un invaso della capacità di 600 mila m3
Superficie occupata 20 ettari
Costo stimato per la realizzazione dell'opera 2,5 milioni di euro

– la soluzione potrebbe essere integrata con ulteriori volumi a valle per ridurre ulteriormente la pericolosità
– La soluzione non mette in sicurezza il paese di Pigozzo.

 

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Il presidente della Circoscrizione VIII del Comune di Verona Andreoli viste le soluzioni proposte dal Consorzio Alta Pianura Veneta, considera non realizzabile la soluzione 2 sia per gli alti costi e perchè non mette in sicurezza il territorio dell'VIII Circoscrizione del Comune di Verona.
I tecnici si riservano di analizzare ulteriori soluzioni e individuare un'area più a monte con un volume di invaso almeno pari a 700 mila m3.
Un soluzione ottimale potrebbe prevedere due invasi uno a monte possibilmente di Pigozzo e un secondo più a valle a sud di Montorio. E' necessario verificare la sostenibilità finanziaria di questa variante poiché potrebbe essere molto più costosa rispetto alle ipotesi indicate in precedenza e non poter essere per questo motivo sostenuta e portata a compimento.

Viene concordato di fissare un sopralluogo congiunto con tutti gli organismi tecnici interessati al fine di individuare possibili soluzioni alternative.

Il sindaco Avesani pone il problema di chi sosterrà i costi della realizzazione del progetto sottolineando che in questo momento il patto di stabilità non permette ai comuni di usare le risorse per sostenere questo processo.
I tecnici del Consorzio alta Pianura Veneta ricordano che è necessario in via preliminare presentare un'idea di progetto. Il passo
successivo sarà il progetto preliminare che avrà dei costi, ma a quel punto sarà necessario fare un incontro in Regione con l'Assessore Conte o il Presidente Zaia per individuare il finanziamento. All'incontro si dovrà arrivare con le idee molto chiare, dopo aver già individuato l'area e analizzato la possibilità di fare l'esproprio. In questo momento non ci sono ancora le premesse per partire con il progetto preliminare, bisogna implementare lo studio di fattibilità. Non è semplice individuare un'area da minimo 700 metri cubi a massimo 1 milione di metri cubi di invaso e inoltre bisogna conoscere i vincoli presenti sul territorio. A questo proposito diventa indispensabile la presenza dei tecnici comunali a supporto.

Fissata la data del sopralluogo per mercoledì 26 Febbraio 2014, il sindaco Avesani propone già di definire i passi successivi. Propone un mese di tempo fino a fine marzo per definire lo studio previsionale in tutte le sue parti in modo da essere pronti a fissare l'appuntamento in Regione alla ricerca dei finanziamenti per il progetto preliminare.
Avesani ricorda che è necessario agire con celerità per trovare la soluzione economicamente vantaggiosa che risolva i problemi dell'intero territorio e metta d'accordo tutte le parti.

Il vice sindaco De Santi invita i tecnici del Consorzio ad attivarsi per procedere come previsto all'automatizzazione delle paratie che sono già state predisposte lungo il Fibbio per la regimentazione delle acque. Attualmente sono ancora azionate a mano e questo comporta tempi di manovra che potrebbero non essere disponibili in caso di emergenza. Serve la massima operatività.

A questo punto si passa alla trattazione di un altro argomento sempre inerente al problema esondativo dei fiumi: la presenza di materiale solido negli alvei dei corsi d'acqua risulta essere la causa principale degli intasamenti che si generano, durante le ondate di piena, nei punti più stretti degli alvei, in prossimità dei ponti e causano sormonti arginali ed esondazioni (in passato per lo Squarantohanno generato anche pericolosissime rotture arginali). In particolar modo le ramaglie prodotte dalla potatura dei boschi e dei vigneti, ma anche massi e vegetazione in genere che cresce in alveo.
Il consorzio a tal proposito ha un accordo con il Servizio Forestale per trovare una soluzione a questo problema. E' necessario che chi lavora in agricoltura eviti il malcostume di intasare gli alvei con le ramaglie. In caso di ondate di piena vengono trasportate e creano tappo nei punti critici come i ponti.
L'Ing. Guarino ricorda che il trasposto del materiale solido può essere risolto con le briglie selettive e un piccolo invaso di 10-20 mila m3 che tiene bloccato il materiale solido e l'acqua passa. Nella parte montana nel primo posto utile è necessari costruire queste briglie.
I tecnici del Comune di San Martino ricordano che comunque è necessario intervenire come sta facendo in questo momento il Servizio Forestale con manutenzioni programmate e con la pulizia degli alvei. Propongono l'immediata costruzione della Briglia visti i costi contenuti rispetto al bacino.

L'argomento in trattazione è strettamente connesso alla manutenzione, pulizia degli alvei e rimozione dei fanghi che si sono accumulati negli anni anche a seguito delle ondate di piena. Il problema ricorda Tosi della Circoscrizione VIII del Comune di Verona è presente in tutti i fossi di Montorio che ormai sono sempre al limite di portata. Ad esempio la Murara e la fossa Zenobia, ma anche alcune parti dello Squaranto e lungo tutto il corso del Fibbio.
Il vice sindaco De Santi ricorda che lo stesso problema si ripresenta a San Martino con maggior insistenza a Ferrazze e al Ponte del Cristo sull Fibbio.
Il Consorzio è a conoscenza della situazione e si sta attivando per intervenire con l'utilizzo di una particolare imbarcazione sulla quale è montata una fresa che smuove il materiale sul fondo che in questo modo viene trasportato a valle dalla corrente. Si procederà partendo da monte verso valle.

Altro argomento di attualità e notevole interesse è l'individuazione e la predisposizione di un adeguato sistema di allerta basato su sensori che possano dare indicazioni precise sulla presenza di onde di piena nel bacino scolante con tempi di preavviso di qualche ora.
Una delle soluzioni ipotizzate è la predisposizione in località Confin, in via Quercia 8, a monte di Pigozzo di un sistema di telecontrollo che fornisca un tempo di preallarme necessario per intervenire sulle paratorie lungo il Fibbio e per contattare la popolazione nelle aree a rischio.
I tecnici del Consorzio ricordano che nel territorio di loro competenza, che arriva fino a Pigozzo, stanno installando una serie di sensori, e misuratori di portata e di livello e che per fare questo più a monte devono intervenire gli enti preposti che hanno in gestione la Val Squaranto.
Il vicesindaco De Santi, ricorda che il sistema di protezione civile di San Martino è pronto ad agire ad ogni necessità ma serve uno strumento operativo che permetta all'organizzazione di sapere quello che sta succedendo a monte.

Il tempo che può avere a disposizione la macchina operativa della protezione civile per intervenire, dopo l'eventuale allarme lanciato da un ipotetico sensore installato in località Confin, dipende dalla velocità di propagazione dell'onda di piena lungo gli alvei dello Squaranto e del fiume Fibbio.
I dati dell'autorità di Bacino del Fiume Adige indicano che le onde di piena dello Squaranto sono molto veloci. Si va dai 15 Km/ora nel tratto con forti pendenze ai 12 Km/ora nei tratti di pianura. Considerando queste velocità l'ondata individuata presso la località sopra indicata arriverebbe a Pigozzo in circa 30 minuti e a Montorio in 40 minuti. Diventa estremamente complicato realizzare un sistema di allertamento per la popolazione in questi paesi qualora queste indicazioni fossero confermate.
Il sig. Dola dipendente del Comune di San Martino, profondo conoscitore del torrente Squaranto ritiene che le velocità reali siano molto più contenute e il tempo a disposizione sia maggiore, soprattutto qualora l'alveo sia sgombro da impedimenti e pulito e ben mantenuto. In queste condizioni di pulizia si evita la formazione di tappi e si riduce la formazione di onde di piena. Le ultime precipitazioni, da dicembre a gennaio, hanno generato la formazione di un flusso d'acqua nell'alveo del torrente Squaranto di modiche proporzioni, che procedeva lentamente: in queste condizioni il tempo
di percorrenza del flusso per arrivare a San Martino è superiore alle 3 ore.

L'Ing. Guarino ricorda che un sistema di prevenzione e allertamento dovrebbe prevedere anche un modello previsionale calibrato sul bacino specifico che tenga conto dell'osservazione delle piogge tramite specifici sensori, delle previsioni meteorologiche e faccia analisi sulla generazione e sulla propagazione delle onde di piena. A tal riguardo a citato come esempio il modello numerico Cosmo-Lami. (Il modello numerico Cosmo -LAMI)

Il Sindaco a conclusione dell'incontro riassume in semplici punti le prossime azioni:

– incontro e sopralluogo mercoledì 26 Febbraio con analisi conoscitiva per l'individuazione dell'area dove realizzare il bacino di laminazione;
– predisposizione della relazione sullo studio di fattibilità;
– fissazione di un incontro con la Regione di presentazione dei dati e individuazione della disponibilità economica per realizzare il progetto preliminare;
– contemporaneamente realizzazione degli altri interventi minori come le briglie selettive e il sistema di allertamento con l'obiettivo di arrivare al bacino di laminazione quanto prima.

I Tecnici del Consorzio alta Pianura Veneta ricordano che in relazione ai ponti e al problema della presenza di sottoservizi che riducono la sezione di passaggio delle piene (poiché creano ostruzione) la competenza della eventuale rimozione o modifica è di competenza di chi ha costruito il ponte e di chi lo ha in gestione e dei proprietari dei sottoservizi

 

Prossimo incontro fissato a Montorio il 26 febbraio 2014 per fare il sopralluogo che servirà per:

1) individuare la possibile dell'area per il bacino;
2) analizzare la strategia di allertamento e individuare il punto esatto per il posizionamento di sensori di allertamento;
3) individuare il luogo dove installare e progettare le briglie selettive.

 

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