Assemblea PD Esondazione Squaranto – Relazione


Incontro pubblico PD: pericolo esondazione. Approfondimenti con tecnici ed esperti. Il resoconto della serata

 

 

Relazione Assemblea Partito Democratico 21 marzo 2014

 

Rischio esondazioni in Valsquaranto

 

I cambiamenti climatici, hanno aumentato la frequenza di intensi fenomeni piovosi. Quali interventi e quali fondi per porre in sicurezza il territorio.

 

 

Intervengono:

 

Ing. Umberto Anti – Direttore Sez. Bacino Idrografico Adige Po – Sez. di Verona

 

Ing. Luca Guarino – Autorita' di Bacini dell'Adige

 

Consorzio Alta Pianura Veneta

 

Franco Bonfante – Vice Presidente Consiglio Regionale Veneto

 

 

Coordina: Carlo Beghini

 

 

 

Carlo Beghini

 

esondazione 2013L'argomento della serata viene presentato da Carlo Beghini che sottolinea subito l'indiscutibile evidenza della pericolosità prodotta dalle esondazioni del torrente Squaranto, ben delineata dalla seconda variante del Piano di stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico del fiume Adige, documento prodotto dall'Autorità di Bacino del Fiume Adige.

 

E' necessario mettere in sicurezza il territorio da questo pericolo procedendo come segue:

 

1) Definizione del progetto preliminare del Bacino di laminazione, prerequisito per l'inserimento del manufatto nel piano annuale delle opere definito dalla Regione Veneto.

 

2) Serve una collaborazione a tutti i livelli tra le amministrazioni interessate al processo di messa in sicurezza del territorio per fare in modo che il Bacino di laminazione sia inserito all'interno delle opere previste dal bilancio regionale e assicurarsi che abbia copertura finanziaria.

 

E' inoltre necessario capire con certezza chi andrà a realizzare il progetto e quali sono le tempistiche per avere pronto il documento progettuale.

 

 

Ing. Luca Guarino – Autorità di Bacino del fiume Adige

 

Scarica presentazione Ing. Guarino

 

L'Autorità di Bacino è un ente di matrice nazionale che dipende dal Ministero dell'Ambiente (non regionale). Per i grossi bacini (come nel caso di Adige, Arno, Tevere, Po) definiti di interesse nazionale l'Autorità redige i piani di assetto idrogeologico (PAI) (per maggiori informazioni: Regione Veneto – Pianificazione di Bacino)

 

L'Autorità di Bacino Nazionale del fiume Adige ha competenza su l'intero bacino dell'Adige (12.000 km2) e si occupa della pianificazione degli interventi, della realizzazione dei piani di assetto idrogeologico e degli studi dettagliati sui sottobacini come quello dello Squaranto e del Fibbio.

 

Nel 2012 l'Autorità di Bacino ha redatto una variante del PAI che ha definito la pericolosità idraulica dello Squaranto (Progetto di 2^ Variante al piano stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico del fiume Adige approvato con DPCM 27 aprile 2006. Misure di salvaguardia e prescrizioni a regime.): un anno prima dell'evento esondativo di maggio 2013

 

Il bacino idrografico del torrente Squaranto è di circa 100 km2 (per magigori informazioni: Bacino idrografico – wikipedia). Ha una forma allungata in direzione nord-sud è caratterizzato da un sottosuolo carsico che lascia filtrare attraverso in terreno, nel sottosuolo, buona parte dell'acqua piovana; solo una parte della pioggia rimane in superficie e attraverso lo Squaranto prima e
il Fibbio dopo attraversa tutto il territorio e viene portata a valle.

 

Come si può vedere dalla mappa della permeabilità, siamo in presenza di un bacino molto permeabile (mappa permeabilità dipende dai strati superficiali); questo è il motivo per cui solo raramente nello Squaranto si vede passare acqua. Nella primavera del 2013 ci sono stati 3 mesi di forti piogge eccezionali che hanno saturato il sottosuolo. Quando si arriva ad una situazione di saturazione del terreno gli eventi meteorologici possono determinare ondate di piena nel torrente Squaranto come è successo a maggio 2013 . Era dal 1986 che non accadeva un evento così importante. Dopo così tanto tempo anche la percezione della pericolosità era un po' sopita. Si rischia di perdere la memoria della pericolosità con eventi così distanti tra loro.

 

La mappa dell'uso del suolo mostra che la parte alta del bacino, quella in cui si generano le piene, risulta naturale e poco antropizzata. L'antropizzazione, invece, è presente nella parte bassa, terminale.

 

E' stato costruito un modello matematico per identificare ed elaborare le serie statistiche delle piogge e definire le portate con diversi tipi di tempi di ritorno (TR). Per maggiori informazioni: tempi di ritorno – wikipedia.

 

Definito il modello si è passati a calcolare le portate probabili con diversi TR e ad analizzare cosa succede sul territorio all'arrivo di una piena.

 

Il risultato del modello matematico, trasforma le piogge in portate: per esempio per un TR 100 si ha una piena straordinaria che fa transitare per Montorio circa 110 m3/s, cioè circa il doppio di quanto è transitato a maggio 2013 (50 m3/s). Questi sono dati ufficiali presenti nel Piano di assetto idrogeologico.

 

Propagando queste portate lungo l'asta del progno Squaranto sono state definite le aree soggette ad allagamento per sormonto arginale.

 

Lo studio si è concentrato nella parte finale del torrente (a partire da Pigozzo) perché è proprio in questa area che sono presenti le aree urbanizzate e si verificano i sormonti arginali. Si è proceduto con un rilievo topografico, alla individuazione delle varie sezione di alveo e all'individuazione e georeferenziazione dei ponti (nel numero di 12). Anche i ponti naturalmente sono stati introdotti nel modello matematico perché costituiscono restringimento dell'alveo e generano esondazioni .

 

Grazie anche all'utilizzo di un modello digitale del terreno DTM, realizzato con il sistema lidar da aereo (dati forniti dal Ministero dell'Ambiente ) siamo giunti alla definizione di aree suddivise secondo 4 gradi di pericolosità idraulica. Il modello è stato usato con più scenari ipotizzando 3 piene diverse rispettivamente con tr 30 tr 100 tr 200.

 

Le aree a diversa pericolosità sono state definite sulla base di tiranti (altezze idriche che si verificano sul piano campagna) e velocità dell'acqua.

 

Sul sito dell'autorità di Bacino sono presenti e scaricabili le mappe con la pericolosità idraulica:

Tavola A.4.39 – Perimetrazione delle aree a diverso grado di pericolosità idraulica

 

Le esondazioni iniziano a Pigozzo (anche nei modello matematico come nella realtà nel 2013).

 

Cosa ha prodotto il modello e cosa è successo in realtà ?

 

Ecco di seguito il video di quello che è successo in realtà a Pigozzo la sera del 16 maggio 2013.

 

Nel video si vede molto bene quello che viene trasportato dallo Squaranto. Non solo acqua con velocità impressionante. Ma anche sedimenti, alberi, fango e altro. Tutto questo materiale, non trascurabile, non viene considerato nei modelli, ed è proprio questo trasporto solido che determina effetti devastanti.

 

Proprio in questa zona a Pigozzo, in sinistra alveo, un pezzo di argine è crollato ed è stato ricostruito nei mesi successivi.

 

Il filmato è eloquente. Le persone che abitano a Pigozzo in destra idrografica credo abbiano vissuto momenti di panico. In questo punto la pendenza è molto elevata 2% e le velocità che si realizzano sono altrettanto elevate.

 

A Montorio la piena ha depositato sul fondo materiale grossolano per uno spessore di circa 1/2 metro sotto il ponte dell'Olmo.

 

Oltre al fango e al materiale sassoso, un altro elemento trasportato che crea grossi problemi è il legname. In località Ferrazze il legname si è depositato sotto i ponti ostruendo il passaggio dell'acqua.

 

In Alto Adige il problema del trasporto solido viene affrontato con la costruzione di briglie selettive che trattengono la parte solida nel bacino di deposito a monte della stessa.
Ciò permette di bloccare una grande quantità di sedimento.

 

L'intervento prioritario da realizzare per lo Squaranto è una briglia selettiva a monte di Pigozzo per cercare di bloccare e non far scendere a valle sedimenti e legname che, come abbiamo già detto, hanno effetti devastanti per la riduzione della sezione di alveo e perché intasano i ponti riducendo la capacità di portata anche ad 1/10.

 

Anche con una manutenzione costante nei casi di piena il trasporto solido è presente ed è pericoloso.

 

rocchetta bassaDurante il sopralluogo congiunto del 6 febbraio con il Consorzio Alta Pianura Veneta,Servizi Forestali e altri enti, abbiamo individuato una zona idonea per la realizzazione della briglia (foto a destra). Un'area con superficie di circa 1500 m2 che si stima possa trattenere circa 200 m3 di materiale.

 

L'Autorità di Bacino non ha competenze sulla progettazione delle opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio, ma è in grado di fornire supporto fino allo Studio di fattibilità (individuazione opere necessarie e luoghi adatti). Per quanto riguarda il bacino del torrente Squaranto stiamo operando per giungere alla realizzazione dello studio di fattibilità della briglia selettiva, che risulta il manufatto più urgente.

 

Ma c'è bisogno anche di altri interventi.

 

La briglia dovrebbe risolvere il problema del trasporto solido, ma è necessario intervenire anche per ridurre il quantitativo di trasporto liquido della piena. Il tratto tra Mizzole e Pigozzo sembra il più adatto per realizzare un invaso adatto a limitare le portate liquide, ma va adeguatamente studiato, anche per la presenza di alcuni edifici.

 

Durante il sopralluogo del 6 febbraio alcuni abitanti e proprietari dei terreni hanno fatto presente che la campagna nella zona di Villa Piatti, in destra idraulica, è stata investita da correnti esondate dal progno.

 

A monte di Pigozzo, la valle è stretta e ripida e non sono stati individuati luoghi adatti alla realizzazione di un invaso.

 

Per fare i classici invasi di laminazione ci sono costi improponibili. Si pensi che per l'invaso di Colombaretta sull'Alpone, dove le piene sono molto più frequenti, il costo è 12 milioni. I costi, oltre alla progettazione e realizzazione dell'opera, sono legati agli espropri e alle servitù di allagamento. Questi costi sono insostenibili per un sistema che va in crisi come lo Squaranto ogni 20-25 anni (a meno che non cambino le condizioni ambientali e gli eventi si intensifichino in frequenza).Nel caso dello Squaranto la risposta idrologica è diversa, siamo in presenza di un sistema quasi carsico: strati molto permeabili. Servono eventi molto intensi per mettere in crisi il sistema (4 grossi eventi nel 1900). Inoltre qui la piovosità è più bassa rispetto al bacino Chiampo Alpone.

 

Stiamo valutando come procedere e cosa fare esattamente.

 

Ricordo che l'Autorità di Bacino del Fiume Adige si sta occupando dell'attuazione della direttiva 2007/60/CE denominata più comunemente "direttiva alluvioni" che prevede che entro la fine del 2014 siano predisposte le bozze del piano alluvioni. All'interno del piano dovremmo identificare le opere auspicabili e valutarle secondo priorità e calcolare costi benefici. Il lavoro è già iniziato e si presenta molto interessante ma impegnativo. Ci porterà ad un risultato entro fine 2014. Ma non è semplice trovare soluzioni che diano una sicurezza per un tr100 (110 m3/s con alveo che porta 50 m3/s).

 

La soluzione è fermare l'acqua a monte e immagazzinarla. In casi simili abbiamo trovato soluzioni ma qui la l'orografia non facilità il lavoro. C'è da valutare anche il problema dell'immissione dell'acqua dello Squaranto nel Fibbio. Il Fibbio (corso d'acqua di risorgiva) normalmente porta 10-15 m3/s. Se arrivano dallo Squaranto 50 m3/s il sistema va in forte crisi. Gli abitanti che vivono lungo le sponde del Fibbio a San Martino potrebbero subire i danni maggiori.

 

 

Carlo Beghini

 

Carlo Beghini alla fine della presentazione dell'ing. Guarino, riassumendo ricorda che lo studio di fattibilità del bacino di laminazione può essere realizzato dall'Autorità di Bacino del fiume Adige e chiede ai rappresentati del Consorzio alta Pianura Veneta, se tra i compiti a loro assegnati è contemplata anche la progettazione e realizzazione di questa importante opera per la messa in sicurezza del territorio.

 

Beghini chiede inoltre, in relazione ai tempi di realizzazione del bacino, se si può ipotizzare di avere entro la fine del 2014 un progetto che permetta di chiedere in Regione per i 2015 la copertura finanziaria per lo stesso.

 

 

Consorzio Alta Pianura Veneta

 

Il presidente Nani ricorda ai presenti la disponibilità del Consorzio a contribuire per la realizzazione della cassa di espansione (Bacino), purché sostenuta dalla Regione Veneto. Ricorda inoltre le pronte azioni di pulizia dell'alveo del torrente Squaranto a Montorio dopo la piena di
maggio2013 con l'asportazione di circa 1000 m3 di materiale depositato dall'onda di piena.

 

Il Direttore Battistello prende la parola analizzando l'intervento, completato nel 2013, lungo il fiume Fibbio, di regimazione della portata e sistemazione dei manufatti idraulici. L'arrivo della piena proprio durante la fase esecutiva dei lavori, già programmati, ha creato grossi problemi imputabili principalmente al trasporto solido.

 

L'intervento, del costo complessivo di 2 milioni e 300 mila euro, è consistito nella sistemazione e potenziamento dei manufatti idraulici (in particolare paratie di regolazione del flusso d'acqua) e loro automazione. Ciò in caso di piena, permetterà di agire tempestivamente e da remoto.

 

Si sta analizzando la risposta del territorio nel caso di onde di piena, valutando nel passato quali zone, ora non abitate, venivano allagate e con quali modalità al fine di mapparle ed individuarle come aree di espansione delle piene.

 

Inoltre il consorzio a breve, se si troveranno gli adeguati finanziamenti, inizierà un'opera di pulizia degli alvei di Fibbio e dei vari sistemi di derivazioni e fosse collegate (Rosella e Fossa Cozza) per aumentare la portata e permettere il passaggio delle piene dal centro di San Martino.

 

Battistello sottolinea l'attenzione del Consorzio per gli aspetti naturalistici del territorio e si rende disponibile al confronto con le amministrazioni e le associazioni del territorio.

 

A conclusione dell'intervento , a seguito di una specifica domanda, viene ricordato dall'ing. Guarino dell'Autorità di Bacino del fiume Adige che la briglia selettiva per il contenimento del trasporto solido sarà realizzata nel tratto di competenza del Servizio Forestale che arriva fino al ponte di Pigozzo. Da Pigozzo fino all'immissione dello Squaranto nel Fiume Fibbio la competenza manutentiva è del Consorzio alta Pianura Veneta.

 

 

Ing. Anti – Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste della Regione Veneto – Sezione Bacino Idrografico Adige Po – Sezione di Verona

 

Il concetto di difesa idrogeologica è di grande attualità in questo periodo e ciò grazie agli organi di stampa e agli episodi di criticità idrogeologica che ultimamente si sono verificati.

 

La politica deve far la sua parte investendo energie e soldi: gli organismi tecnici che hanno competenze sul territorio non hanno a disposizione fondi sufficienti per gestire il territorio.

 

E' cambiata anche la visione sulle modalità per la messa in sicurezza del territorio. Fino 3 anni fa era vietato parlare di bacini di espansione; oggi la Regione ne ha già approvati molti: alcuni sono in fase realizzativa e altri 6 sono già finanziati.

 

Entrando nello specifico, nel territorio di Montorio e San Marino è presente una situazione preoccupante, e di difficile soluzione.

 

Non è facile intervenire a causa dell'orografia del territorio. E' necessario approfondire gli studi per arrivare a realizzare il bacino di laminazione a monte dei principali centri abitati.

 

Sicuramente la nuova organizzazione Regionale, partita a gennaio 2014, con la creazione del Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste e della Sezione Bacino Idrografico Adige Po (suddivisa in due Sezioni: Verona diretta dall'Ing. Anti e Rovigo che comprendono anche la parte forestale) può favorire la ricerca di soluzioni opportune, grazie alla possibilità di collocare i finanziamenti in maniera più specifica e opportuna.

 

Si può agire nell'ambito dell'aspetto forestale oppure come protezione del suolo.

 

Anti ricorda che in questo momento il Servizio Forestale (che ora come appena specificato dipende dalla Sezione diretta proprio dall'Ing. Anti) ha in corso interventi sullo Squaranto coperti da 2 finanziamenti: uno per il sopralzo di muri spondali a Pigozzo e l'altro per la sistemazione generale dell'alveo sopra Pigozzo.

 

 

Domande del pubblico

 

 

Roberto Rubele – Comitato spontaneo esondazione Squaranto

 

Attualmente la manutenzione dello Squaranto è affidata a due enti. A partire dal 2009 – 2010 il bacino, nel tratto sopra Pigozzo è gestito dal Servizio Forestale della Regione Veneto (ora Sezione Bacino Idrografico Adige Po di Verona), mentre il tratto conclusivo è gestito dal Consorzio alta Pianura Veneta. Non si conosce esattamente come è stato gestito il torrente dai precedenti gestori e che tipo di interventi manutentivi vi erano stati fatti. Non si conosce l'attuale stato manutentivo degli argini e se questi potranno resistere alla prossima ondata di piena.

 

Ricordo che le ultime 4 esondazioni dello Squaranto, hanno prodotto rotture arginali. Piazza delle Penne Nere è stata realizzata sopra il materiale di riporto depositato in quest'area dopo la pulizia e sistemazione del progno a seguito dell'esondazione del 1934. L'esondazione del 1911 ha prodotto rotture
arginali sempre in questa zona. Nel 1986 si è verificata una parziale rottura nell'argine in sinistra alveo in prossimità del ponte che scende in via dei Cedri. Lo scorso anno l'esondazione ha prodotto rotture arginali a Pigozzo.

 

A chi compete la verifica della stabilità degli argini?

 

Lo Squaranto è pensile rispetto al territorio circostante . Gli argini sono in grado di far transitare le piene senza essere compromessi?

 

 

Claudio Ferrari – Presidente Comitato Fossi di Montorio

 

Quando piove il territorio italiano diventa un colabrodo dovremmo riflettere sulle motivazioni che hanno prodotto questa situazione.

 

Io credo che le criticità idrogeologiche debbano essere valutate in una più ampia analisi pianificatoria: spesso si costruisce dove non si deve. Ringrazio i tecnici e politici, oggi presenti, che hanno compiti precisi, perchè è difficile averli attorno ad un tavolo per discutere di queste problematiche.

 

Cerchiamo di capire cosa si intende in politica per gestione del territorio. Il nostro territorio è caratterizzato da corsi d'acqua che sono presenti da secoli all'intorno dei quali si è costruito e si continua a costruire.

 

Quando sento parlare di opere, mi si rizzano i cappelli, perchè a fronte di qualsiasi problema si tende a trovare una soluzione con la grande opera che dovrebbe risolvere il problema.

 

Anche questa sera si è giunti a questa conclusione.

 

L'ultima grande opera è costata alla comunità 2 milioni e 300 mila euro che dovevano servire per la regimazione delle acque del fiume Fibbio. Sono stati utilizzati in parte correttamente per la sistemazione delle paratie per la gestione del flusso delle acque, ma in parte sono serviti a costruire la pista ciclabile che scende al Circolo I° Maggio. Non è stata fatta una pulizia dell'alveo.

 

Cosa serve la paratia se non tengo pulito l'alveo?

 

Sullo Squaranto non e stata fatta pulizia lungo tutto il suo corso e si intende procedere con la briglia.

 

Il Consorzio Alta Pianura Veneta ha operato per la pulizia dello Squaranto: ha rimosso 1000 metri cubi di materiale solido. Ma solo su un pezzo di alveo di circa 500 metri di lunghezza.

 

E' necessario eseguire la manutenzione costante e su tutto l'alveo.

 

Quello che serve è una corretta manutenzione, che invece non viene realizzata con continuità e progettualità.

 

Ricordiamoci che i fossi sono sempre stati governati nei secoli. Nei sopralluoghi che abbiamo fatto in alveo sullo Squaranto, abbiamo mappato lungo gli argini 18 sfioratori che probabilmente erano utilizzati per alleggerire le ondate di piena.

 

In conclusione, sicuramente servirà anche il bacino di laminazione e la briglia a fessura ma serve soprattutto una corretta manutenzione.

 

 

Risposte delle autorità

 

 

Ing. Anti

 

La competenza manutentiva non deve essere vista come un processo rigido in capo ad un unico ente.

 

La manutenzione ordinaria nel caso dello Squaranto è stata affidata dalla Regione Veneto al Consorzio Alta Pianura Veneta e dal Servizio Forestale. Le verifiche strutturali sulla consistenza delle murature sono collegate alla manutenzione. La proprietà del corso d'acqua è demaniale.

 

Gli interventi di tipo strutturale come rifacimento e irrobustimento degli argini devono essere discussi e analizzati tra gli enti che, per vari motivi, hanno competenza sul torrente.

 

Il Consorzio Alta Pianura Veneta potrebbe anche provvede alla manutenzione in sinergia ad esempio con il Genio civile (che ora fa parte del Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste della Regione Veneto di cui Ing. Anti è responsabile della Sezione di Verona)

 

E' indiscutibile che serve la manutenzione, ma servono anche le grandi opere:serve equilibrio tra queste tipologie di intervento.

 

Non sempre la manutenzione è la panacea di tutti i mali.

 

 

Consorzio alta Pianura Veneta – Direttore Battistello

 

In riferimento alla situazione dello Squaranto è opportuno fare una premessa: il Consorzio si occupa della manutenzione ordinaria del corso d'acqua.

 

Nel 2000 la legge denominata "Bassanini" ha demandato la competenza sui corsi d'acqua alle Regioni. Fino ad allora era il Magistrato alle Acque competente in materia.

 

La Regione Veneto, in seguito a questa legge ha dato incarico, relativamente alla manutenzione ordinaria e solo ad un tratto dello Squaranto (da Pigozzo allo sbocco in Fibbio) al Consorzio alta Pianura Veneta.

 

Il Consorzio ha ricevuto un incarico che presenta notevoli difficoltà, ha cominciato ad operare , ma serve tempo ed è necessario agire per gradi anche con la manutenzione.

 

In relazione agli interventi di regimazione delle acque sul Fibbio, la situazione delle paratie prima dell'intervento non permetteva di intervenire con celerità poiché tutto era manuale.

 

Ora il sistema di telecontrollo realizzato permette di controllare le paratie a distanza e agire con velocità per diminuire o aumentare le portate anche in funzione delle previsioni del tempo.

 

Concordo con quanto è stato detto in relazione alla manutenzione. Pulire lo Squaranto e soprattutto il fiume Fibbio non è molto agevole per la difficoltà di transitare lungo le sponde.

 

In accordo con la Regione stiamo analizzando la possibilità di acquistare una particolare imbarcazione per la pulizia del fondo che permettere di operare navigando sul corso d'acqua. Questa però è manutenzione straordinaria.

 

Quanto appena detto vale anche per gli argini. Dobbiamo prendere atto degli interventi per quei muri che sono crollati e sono stati sistemati con procedure di somma urgenza con fondi del Consorzio.

 

Siamo consapevoli che è necessario agire, che ci sono situazioni di abbandono da anni e che occorre procedere con la manutenzione per andare a ripristinare i corsi d'acqua.

 

Ben vengano gli incontri con chi è presente e opera sul territorio affinché possa portare il proprio contributo.

 

Il corso d'acqua ha delle necessità e siamo qua per cercare di rispondere a queste esigenze cercando la possibilità di operare per la manutenzione anche con sistemi di tipo naturalistico.

 

 

Consorzio alta Pianura Veneta – Presidente Nani

 

Credo che la Regione dovrà rivedere i piani per quanto riguarda il controllo idraulico dei corsi d'acqua perché se andiamo avanti, in questo modo, senza adeguati finanziamenti facciamo fatica ad operare.

 

 

CONCLUSIONI

 

Franco Bonfante – Vice Presidente Consiglio Regionale Veneto

 

 

Ringrazio la presenza e la partecipazione delle autorità presenti e la grande disponibilità dei tecnici a partecipare e contribuire per arrivare ad una soluzione delle problematiche appena analizzate.

 

Ringrazio il Comitato fossi di Montorio che assieme al gruppo del Partito Democratico locale mi ha contattato e interessato all'argomento. Capita raramente di trovare persone, che come in questo caso, si interessano delle problematiche locali, portano dati, analisi, filmati, proposte e studi che sono stati utilizzati dal punto di vista tecnico anche dall'Autorità di Bacino del Fiume Adige per redigere i loro piani.

 

Cerchiamo ora di trovare una ipotesi di soluzione, anche grazie soprattutto alla partecipazione dei comitati e della partecipazione di tutti. La partecipazione vera di chi va oltre la segnalazione del problema e agisce per proporre soluzioni.

 

Se siamo qui oggi è merito soprattutto dei comitati che hanno operato per cercare una soluzione.

 

Elenchiamo con ordine gli interventi per la messa in sicurezza del territorio:

 

1) Briglia selettiva: l'ing. Anti riferisce che dovrebbe essere già disponibile (o lo sarà a breve) il finanziamento per realizzarla. La briglia non risolve completamente i problemi ma non ha un costo elevatissimo ed è una risposta che va nell'ottica di quanto detto dal Presidente del Comitato Fossi , Ferrari: manutenzione straordinaria ma a basso costo. E' stato preventivato un costo di 250 mila euro, che è una cifra accessibile e reperibile.

 



Ricordiamo che in questi anni la disponibilità economica a disposizione del Consorzio Alta Pianura Veneta e del Genio Civile è stata fortemente diminuita. Ci lamentiamo della mancata manutenzione ma è anche perche ci sono meno soldi.

 

Le esondazioni del 2010 hanno risvegliato chi governa. Hanno fatto capire a tutti, a partire dai governanti l'importanza di argomenti, che sembravano scontanti come: la manutenzione , la montagna, le problematiche idrogeologiche, l'attenzione per il territorio.

 

Va ricordato che Legambiente e il consigliere comunale di Verona Bertucco, da sempre, si sono occupati di queste problematiche e di prevenzione. La politica a volte trova maggior guadagno in popolarità quando capita un simile flagello perché dimostra la capacità di rapido intervento.

 

E' necessario intervenire preventivamente con le opere, con bacini prima che si generino alluvioni. Avremmo evitato allagamenti e rotture degli argini. Non deve più capitare.

 

Ieri sera abbiamo approvato il bilancio regionale dopo 10 sedute: 13 miliardi circa, di cui 8 miliardi e 400 milioni per la sanità. 50 milioni sono previsti per l'assetto idrogeologico con investimenti per opere e bacini.

 

Il Partito Democratico ha fortemente voluto questo finanziamento per dare priorità assoluta alla soluzione di queste problematiche perché il Veneto sta letteralmente franando: ci sono molti disseti e frane (ed esempio Roncà, Monteforte e bassa veronese). Abbiamo fatto una battaglia e siamo riusciti a portare questa a cifra da 50 a 90 milioni.

 

La politica deve fare delle scelte senza togliere nulla alla sanità. Ho cercato di far conoscere all'Assessore Regionale all'Ambiente Conte le problematiche di questo territorio e di coinvolgere i colleghi consiglieri regionali della Lega Nord, di questo territorio, per lavorare unitamente e fare in modo che ci sia priorità sui problemi dello Squaranto.

 

Riassumendo, ci sono i 250 mila euro per la briglia e ora che abbiamo approvato il bilancio c'è l'assicurazione che il finanziamento di 50 milioni è diventato di 90 milioni. C'è, inoltre, il piano triennale delle opere pubbliche 2013 – 2015, che deve essere approvato. Io preparo un emendamento affinché questo piano triennale preveda un bacino di laminazione del costo di 2,5 milioni di euro, per lo Squaranto. Mi dicono che 2,5 milioni sono pochi. Ricordatevi che chiedere 19,5 milioni di euro per la realizzazione di un bacino per lo Squaranto, come quello che mi pare sia stato presentato dal Consorzio alta Pianura Veneta, significa fare una richiesta che non potrà mai essere esaudita.

 

Affinché questo processo che vi ho presentato possa essere realizzabile cosa c'è da fare?

 

C'è da ribadire l'urgenza di 250 mila euro per la briglia selettiva .

 

Da inserire nel piano triennale il bacino di laminazione anche se non finanziato. Ricordo che solo una piccola parte delle opere contenute nel piano sono finanziate e hanno priorità . Ci sono molti progetti inseriti che non sono finanziati.

 

Il progetto dello Squaranto in questo momento non esiste. Di conseguenza non è inserito nel piano triennale neanche con bassa priorità. E' quindi prioritario realizzarlo e inserirlo nell'elenco. Diamo tempo un anno, massimo due, al Consorzio Alta Pianura Veneta per predisporre il progetto. Poi ci sarà da lottare per fare in modo che il progetto sia finanziato. Almeno a stralci purché funzionali.

 

Questo è l'impegno che noi ci prendiamo. Abbiamo riunito autorità, fatto proposte complete, sappiamo che ci sono autorità con grandi competenze che non vengono opportunamente valorizzate.

 

Stasera abbiamo avuto una notizia positiva. La briglia selettiva che dovrebbe risolvere il problema del trasporto solido dovrebbe essere realizzata antro il 2014 o almeno progettata.

 

Dobbiamo tornare a quella attenzione , come diceva Ferrari del Comitato Fossi, per il territorio che c'era nel passato che è stata un po' abbandonata.

 

 

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