Spazio ai navigatori – Ponti levatori soluzioni alternative


 

L'acqua di piena avrà meno probabilità di raggiungere il fiume di quante ne abbia il famoso cammello di passare dalla cruna dell'ago.

Riportiamo di seguito, nel riquadro, il proseguo dell'articolo pubblicato su montorioveronese.it dal titolo:

 

Ponti levatoi contro le alluvioni di Bepo Merlin.

 

Nella foto a fianco la stretta valle di Squaranto in prossimità dell'Abitato di Mizzole.

 

A fine pagina un immagine satellitare dell'altopiano della Lessinia con in evidenze le strette valli con in evidenza il tratto di Torrente Squaranto nella parte terminale fino all'immissione nel Fibbio

 

 

Bepo Merlin

17 novembre 2014 · 

Torno a parlare di un argomento a me caro e di stretta attualità.
La valle in cui abito da 35 anni, per ragioni affettive e di lavoro, è una delle più strette di tutto il veronese. Come tutte le valli, nel tratto terminale assume la forma di un imbuto rovesciato che ospita il conoide di deiezione dei corsi d'acqua che nel corso delle ere geologiche hanno portato l'acqua dalle montagne al mare, scavando valli profonde nella roccia e arrivando a coprire con i detriti trasportati, a volte in collaborazione con i ghiacciai, tutto il braccio di mare corrispondente alla Pianura Padana. Nei secoli, l'uomo ha imparato a gestire l'acqua, incanalandola e utilizzandone la forza a proprio vantaggio.
Ma fino ad un certo punto l'uomo ha anche rispettato le forze della natura, lasciando che avessero libero sfogo quando raggiungevano una potenza impossibile da imbrigliare.
Il progresso tecnologico ha inorgoglito l'uomo fino al punto di dargli un senso di onnipotenza (molto ingiustificato). E' così che ogni volta che succede un evento straordinario, almeno secondo i ritmi della breve vita umana, si grida allo scandalo e si cercano i colpevoli.
Le responsabilità non sono mai divise in parti uguali, è vero, ma la più grande responsabilità risiede nel processo collettivo di rimozione, di oblìo. Se i nostri antenati costruivano le case sulle colline o, comunque, in luoghi elevati rispetto al fondovalle, e se costruivano, pur essendo dotati di mezzi tecnici molto limitati, fitte opere di canalizzazione non doveva essere solo perché erano ignoranti.
Un consigliere di Circoscrizione, anni or sono, di fronte alla mia protesta per la decisione di intubare un tratto di “prognella” (torrente secco) per favorire il parcheggio, mi disse:”Io lì non ho mai visto acqua”. Ora probabilmente anche i contemporanei di Noè l'avranno preso per i fondelli, ipotizzando che fosse pazzo a costruire quel transatlantico per “quattro gocce”, ma avrebbero fatto meglio a insospettirsi. 
Bando alle ciance.
Negli ultimi decenni, come ci fa vedere la mappa di google, tutte le valli prealpine sono state sistematicamente ostruite da case, capannoni, strade, argini e chi più ne ha più ne metta.
In questa situazione, pretendere che un'eventuale alluvione (molto meno eventuale di quanto si pensi) non potrà che produrre grossi danni. Infatti, con tutti gli ostacoli che abbiamo interposto tra le valli e l'Adige, l'acqua di piena avrà meno probabilità di raggiungere il fiume di quante ne abbia il famoso cammello di passare dalla cruna dell'ago.
Allora sorridete pure alla proposta da me avanzata di costruire i ponti levatoi in centro a Montorio, ma preoccupatevi di trovare qualche soluzione alternativa. Magari in tempi rapidi.
Nel frattempo io comincio a costruirmi una zatterona…


 

lessinia satellite

 

 

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