Montorio 1945 – 2015: 70 anni



26 aprile 1945: una lunga giornata di sangue

Sono trascorsi 70 anni da quell’ultima, lontana e tragica giornata di guerra a Montorio: una giornata di morte proprio all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale.


Il 26 aprile del 1945 anche le strade montoriesi sono state teatro di scontri, sparatorie, rappresaglie che hanno coinvolto numerosi civili.

Alle prime luci del mattino, all’ingresso del paese in prossimità di Villa Guerrina, dopo una colluttazione con alcuni tedeschi che volevano impossessarsi della sua bicicletta, veniva ucciso Rossi Attilio, in quel periodo sfollato al Ponte Verde. Sono ore di caos e concitazione: in fuga per l’avanzare degli alleati, la retroguardia tedesca sparava in paese a tutto ciò che si muoveva. In via Olmo Amalia Dall’Ora, mentre stava rincasando, veniva colpita da fuoco tedesco; alcuni metri più avanti, tra piazza Buccari e via degli Oleandri, il giovane Bruno Spagnolo perdeva la vita freddato non lontano dalla sua abitazione.

Ma il momento piu’ drammatico, ancora vivo e indelebile nella mente di chi lo ha vissuto, ha inizio intorno a mezzogiorno. Nel cuore del paese, a cavallo tre le due sponde del Progno di Squaranto, in un momento di calma apparente Luigi Holler, un soldato tedesco in bicicletta, viene colpito alle spalle, poco distante dalla chiesa di San Giuseppe al’Olmo.

E’ l’inizio di un feroce scontro cui segue una sanguinosa rappresaglia.

In via Lanificio muore colpito da cariche di mitra Sabaini Arturo. Un pugno corazzato lanciato da via Lanificio verso il ponte dell’Olmo uccide Chochlov Ehorhy un soldato georgiano. E’ una vera e propria battaglia.

In via Lanificio, alla finestra della casa dei genitori, viene colpita alla testa e uccisa Nerina Furlani.

Sono attimi terribili in cui i tedeschi operano un rastrellamento casuale e repentino tra via Lanificio e via Segheria: vengono catturate, radunate in fondo a via Lanificio, alla fine del villaggio di baracche costruito dai tedeschi e barbaramente giustiziate persone innocenti e del tutto estranee all’assurdità di questi eventi. Sono: Albertini Gaetano, Castagna Silvia, Fiorini Giuseppe, Gaspari Nicola, Gironda Angelo, Pizzini Emanuele, Raguzzi Giulio, Stefanelli Luciano.

Sul monumento che in fondo a via Lanificio ricorda il sacrificio di questi nostri concittadini sta scritto: “COSTRUITO PERCHE’ GLI UOMINI RIFLETTANO”.

Ma il tempo sfuma i ricordi dei nonni e delle generazioni che di questa seconda grande e assurda guerra sono stati i testimoni. Testimoni che invitiamo a “raccontare, spiegare, documentare” perchè attraverso la loro memoria le generazioni future possano RIFLETTERE su che cosa sia davvero la guerra, su quanto fragile possa essere la pace e quanto preziosa sia la libertà che ha portato la democrazia.

 

La redazione di www.montorioveronese.it, nella persona del Presidente Roberto Rubele, invita tutti i testimoni di questi dolorosi eventi di guerra a Montorio a mettersi in contatto affinchè i loro ricordi possano confluire in un documento scritto per le generazioni future.

Proprio a queste generazioni, anche il sacrificio di questi nostri concittadini montoriesi, ha lasciato un’eredità di pace preziosa che essi sono tenuti a custodire e difendere.

Per contatti e informazioni: info@montorioveronese.it

 Le foto della commemorazione

 

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 25 aprile 2015 web

 

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