Esondazione – Briglia filtrante e gli altri interventi sullo Squaranto


Bacino idrografico Adige – Po al lavoro in Valsquaranto. La briglia filtrante è finita ora avanti con la manutenzione.

 

briglia filtrante ott15Si sono conclusi in questi giorni i lavori, appaltati dal Ufficio Bacino Idrografico Adige Po -Sezione di Verona, per la realizzazione della briglia filtrante sul torrente Squaranto in loc. Rocchetta. Un sistema di difesa definito “attivo” in quanto, nel caso di piena del progno, avrà il compito di trattenere la parte solida, rami, tronchi e rocce, trasportata dall’acqua, evitando il pericolo che, tale materiale, possa creare un tappo, nei punti critici all’interno dei paesi a valle, come ad esempio in prossimità dei ponti.
Oltre alla briglia proseguono i lavori di manutenzione e sfalcio vegetazione, nella parte alta della Valsquaranto, in particolare in due aree: un cantiere nel punto di immissione dal Vajo Scardon, in prossimità dello sbocco della strada “Pisarota”, sulla strada provinciale n. 15 che collega Cerro con Rovere Veronese. Un altro cantiere, più in basso, per la sistemazione dell’alveo e il rifacimento di una briglia che avrà il compito di rallentare la velocità dell’acqua.
Alessandro De Giuli, Responsabile Ufficio Difesa Idrogeologica dell’Unità Periferica di Verona (Ufficio Difesa idrogeologica e miglioramenti fondiari, della Sez. Bacino idrogeologico Adige, Po – Sezione di Verona, del Dipartimento Difesa, Suolo e Foreste, della Regione Veneto), sentito telefonicamente, ricorda che sul torrente Squaranto è necessario intervenire con una manutenzione costante. Per tale motivo nei prossimi mesi sono in previsione altri lavori di pulizia e sistemazione dell’alveo e un nuovo intervento di rialzo della difesa arginale sulla sponda sinistra in località Rocchetta a protezione delle abitazioni presenti. De Giuli inoltre, fa sapere che è stato individuato il punto adatto per l’installazione dell’idrometro, che servirà per monitorare la quantità di pioggia che cade e che potrà, tra qualche anno, dopo la taratura del modello, essere utilizzato per fare previsioni specifiche per il bacino dello Squaranto. L’idrometro sarà gestito dall’ARPAV (Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione del Veneto).

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