Il Castello di Montorio è senza sentinelle. Intervista a Giuseppe Pasetto 1


Giuseppe Pasetto non è più a guardia del Castello di Montorio, dopo settant’anni trascorsi tra le torri scaligere

Il Castello di Montorio è sguarnito, incustodito. Giuseppe Pasetto lo storico guardiano del Castello di Montorio è in fase di trasloco. Il contratto con il Comune di Verona è scaduto e non è previsto un nuovo accordo.

In questo momento è sicura l’uscita di scena del custode, ma non siamo a conoscenza se verrà sostituito da altre persone incaricate e soprattutto non sappiano chi si occuperà del castello e se rimarrà aperto al pubblico.

Abbiamo incontrato Giuseppe nei giorni scorsi sotto al mastio molto dispiaciuto. Dopo una vita trascorsa all’ombra delle torri scaligere, fin dall’infanzia, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, ora deve abbandonare il castello.

Pasetto, nato a San Pietro di Lavagno in una famiglia molto numerosa, ha vissuto tutta la sua giovinezza giocando e lavorando al castello. Infatti, quando era bambino veniva accompagnato dalla mamma a Ponte Florio e affidato ai nonni, ma soprattutto allo zio Gino che abitava proprio in quella che poco dopo sarebbe diventata la sua casa. In quel periodo Giuseppe dava il suo contributo pascolando le mucche dello zio nei prati all’interno della rocca tra le mura scaligere. A quel tempo la bastia, ovvero l’area esterna con la casa e il grande spazio per le manifestazioni teatrali e musicali, era un’immensa aia con galline, conigli e anatre e apparteneva alla ricca famiglia Gemma che l’aveva affittata agli zii di Giuseppe. Invece la rocca, l’area interna attualmente chiusa al pubblico, era di proprietà demaniale.

Nel 1967 il comune di Verona si accorda con il demanio. Prende in affitto la rocca con un canone annuo di 6000 lire, con l’impegno di perfezionare l’acquisto che avverrà nel 1971.

Proprio in quel periodo Giuseppe viene a sapere che gli zii hanno deciso di recedere dal contratto di affitto e prende appuntamento con la famiglia Gemma, trovando l’accordo per la gestione dell’area agricola della bastia. Sottoscrive il contratto con il sig. Alberto Gemma e l’11 novembre del 1971 trasloca con la famiglia, a quel tempo composta da moglie e due figli, nell’abitazione presso il castello.

Nel 1981 la famiglia Gemma proprietaria dell’omonima villa e delle terre circostanti al castello vende ai signori Tamellini e Ruffo circa 12 campi di terra nei quali è compresa l’intera area della Bastia e anche l’abitazione di Giuseppe.

L’edificio nel quale vive la famiglia Pasetto al momento della compravendita è suddiviso in due parti. In una risiede la famiglia Turco che accetta un’offerta economica proposta dai nuovi proprietari, recede dal contratto e trasloca liberando l’edificio. A Pasetto che, oltre all’edificio, ha in gestione l’intera area agricola, non viene fatta nessuna offerta per recedere dal contratto, anzi, viene confermato l’accordo affinché continui ad occuparsi dell’intera proprietà facendo manutenzione e coltivando tutto il terreno circostante.

Ben presto i nuovi proprietari mostrano le loro intenzioni: vogliono creare un’area a verde attrezzato con zona sportiva e campi da gioco. Nel 1983 presentano un progetto presso il Comune di Verona che prevede la realizzazione di campi da tennis e piscine. L’abitazione di Pasetto verrebbe ristrutturata e adibita in parte a direzione e in parte ad abitazione del custode. Nella polveriera austriaca sono previsti gli spogliatoi.

Le associazioni ambientaliste sono contrarie al centro sportivo e si oppongono trovando appoggio nella Circoscrizione e nel Comune di Verona che blocca le opere.

Dopo un lungo periodo di trattative, grazie all’interessamento dell’assessore Roberto Uboldi, il 23  gennaio 1987 il Comune trova l’intesa con i proprietari per l’acquisto di tutta l’area del maniero (37 mila metri quadrati) attraverso una permuta con un terreno di proprietà comunale sito presso San Martino Buon Albergo. Anche l’abitazione di Pasetto diventa di proprietà comunale e in attesa della formalizzazione della permuta che avverrà con atto notarile l’11 novembre 1988, Giuseppe il 18 novembre 1987 definisce il nuovo rapporto di residenza e vigilanza con il Comune di Verona.

Dopo l’acquisizione da parte del Comune di Verona si comincia a discutere di recupero e valorizzazione dell’area ma l’intera struttura è completamente ricoperta da vegetazione infestante. Sulle mura ci sono profonde crepe e dalle torri si staccano pietre. La rocca del castello viene chiusa al pubblico perchè non sicura.

Enrico Giardino in un articolo sul quotidiano L’Arena di Verona il giorno 8 settembre 1995, scrive: ” Giuseppe Pasetto […] è il custode (incaricato dal Comune) del castello e vive, con la sua famiglia, in una casetta interna alle mura. Si dà da fare come può, e senza lamentarsi, per cercare di arginare l’avanzare della boscaglia e di rendere percorribile e sicuro qualche sentierino fra le rovine.

Ma non è facile. Bastano un po’ di sole e un po’di pioggia – quest’estate è andata così – e ciò che è tagliato rispunta subito“.

Il Comune negli anni 90 stanzia alcune somme per la pulizia e manutenzione dell’area ma solo nel 1999 arriva lo stanziamento di un miliardo e 200 milioni di lire per il primo intervento di restauro del monumento.

Negli anni 2001 – 2002 anche l’abitazione del custode viene ristrutturata e Giuseppe con la famiglia trasloca per un periodo nell’appartamento presso le scuole medie di Montorio.

Il 12 aprile 2013 alla cerimonia di inaugurazione nella rocca interna è proprio Giuseppe Pasetto che ha l’onore del taglio del nastro.

INTERVISTA A GIUSEPPE PASETTO

Ci sono novità Giuseppe qui al castello?

Si, una sola. Tra qualche giorno facciamo trasloco e liberiamo l’edificio. Sono dispiaciuto. D dovrò abbandonare anche l’oliveto che avevo piantato e le altre coltivazioni.

Quindi non c’è nessuna possibilità di un nuovo accordo con il comune di Verona?

No nessuna. Il contratto è scaduto. E’ stata fatta una proroga. Ma non sarà possibile un nuovo contatto. Una delibera della Giunta Comunale del 2012 prevede di affidare il servizio di custodia solo a personale dipendente del comune di Verona, personale AGEC o ausiliario scolastico.

E chi verrà qui come custode?

Non lo so. Nell’ultimo periodo non abbiamo più avuto contatti con gli uffici comunali e qui al castello non è venuto nessuno a fare sopralluoghi. Credo che per un periodo l’area potrebbe anche rimanere chiusa o aperta solamente durante le manifestazioni realizzate dall’Associazione Due Valli.

Qual è il compito del custode del castello?

Per contratto devo aprire, chiudere e fare manutenzione con taglio erba e innaffiatura. Ho inoltre il compito di  fare sorveglianza e vigilanza su tutto il compendio. In questo lavoro non ci sono orari: 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Inoltre devo segnalare tutto quello che accade e naturalmente quando telefonano essere qui pronto a rispondere ed aprire alle visite programmate che ci vengono comunicate dagli uffici comunali.

Quali sono i lati positivi e negativi di questo compito

Questo lavoro ha tanti lati positivi come ad esempio abitare in un posto così bello a contatto con la storia e la natura. Ma ci sono anche lati negativi. Noi non possiamo mai lasciare incustodita l’area. E’ necessaria la presenza di qualcuno anche solo per andare a fare la spesa o dal medico o da qualunque altra parte.

Inoltre sono molti i curiosi e in alcuni casi anche vandali che entrano anche al di fuori degli orari di apertura. Entrano anche alla notte scavalcando le reti o le mura. Per fortuna ci sono le luci che illuminano l’area ma sarebbe meglio avere anche delle telecamere. Non è piacevole alla notte trovarsi di fronte a gruppi di persone sconosciute che girano all’interno dell’area.

Sono capitati negli anni casi spiacevoli?

Si purtroppo capitano. Qui arrivano tanti vandali, spesso sono ragazzi giovani. Ultimamente è successo che per accedere alla rocca interna hanno divelto la rete di protezione. Una domenica ho dovuto impiegare parecchio tempo per convincere le persone, entrate abusivamente ad uscire. Ho dovuto minacciarli di chiamare i carabinieri.

Quando finalmente, con i tempi tecnici della pubblica amministrazione la rete è stata aggiustata, i vandali sono tornati a tagliarla. La ditta incaricata è dovuta ritornare per ripararla una seconda volta.

Sono successi fatti curiosi da raccontare?

Ogni tanto arrivano persone particolari con idee strane. Negli ultimi anni, ci sono tantissime persone che senza autorizzazione entrano con il metal detector per cercare reperti.

Forse uno dei fatti più curiosi è capitato qualche anno fa quando hanno autorizzato un’organizzazione ad entrare di notte nella rocca per analizzare la presenza di fantasmi nel castello.

Ha qualche segreto questo castello?

Credo che ormai gli studiosi e le analisi fatte avrebbero fatto emergere eventuali segreti. Una delle leggende più raccontate è la presenza di un cunicolo sotterraneo che dovrebbe portare fino a Verona. Non so se questo passaggio segreto esiste veramente, ma ricordo che in passato sono stati chiusa alcune gallerie sotterranee presenti all’interno della rocca.

Ci sono molte visite durante gli orari di apertura?

Dipende dai periodi. Secondo me dopo il restauro si doveva incentivare maggiormente la presenza di turisti e scolaresche e proporre un’offerta più ricca con più servizi. Durante lo scorso anno scolastico ci sono state 17 visite di scolaresche e molte altre presenze e richieste di accesso extra orario.

E’ stato fatto un buon lavoro di restauro?

Sono stati spesi tanti soldi e ottenuto un buon risultato. E’ un peccato che non si riesca ad aprire al pubblico la rocca interna per problemi di sicurezza e lasciare inutilizzata la polveriera. L’inutilizzo porta al degrado con l’aggressione della vegetazione infestante e nella polveriera delle muffe che ricoprono alcune zone delle pareti interne.

Come si potrebbe migliorare questo castello?

Con idee e passione. C’erano tante idee per sistemare e abbellire ma non è stato possibile fare niente.

Io mi ero anche offerto di sistemare alcune aree piantando fiori e sistemando il verde. Ad esempio nell’area esterna sotto le mura alle quali si affaccia il mastio. Invece tutto è rimasto fermo: hanno messo solo una rete verde dall’estetica discutibile a nascondere i massi e le erbacce e a delimitare l’area.

In questi giorni, anche se il contratto è scaduto, io continuo a tagliare l’erba, a sistemare la strada e a fare quello che ho sempre fatto perché più che un lavoro questa è una passione.

Link

Il Castello di Montorio

Come arrivare al Castello di Montorio

STORIA E PROGETTO. Per il recupero del Castello di Montorio

– 12 aprile 2013 – Cerimonia al Castello per fine lavori

Roberto Rubele


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