Pubblicato il Bando del Concorso VFP1 Esercito 2018


esercito_logoESERCITO: il Bando del Concorso VFP1 Esercito 2018 prevede la selezione di 8000 volontari con incorporamento suddiviso in quattro blocchi.

 

 

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Il Bando del Concorso Pubblico per il complessivo reclutamento di 8.000 VFP1 nell’Esercito Italiano, diviso in quattro blocchi di incorporamento, è stato pubblicato sulla Gazzetta della Repubblica Italiana. Gli 8.000 posti a Concorso sono ripartiti nei seguenti quattro blocchi di incorporamento:

2.000 posti nel 1° Blocco, con prevista incorporazione nel mese di Maggio 2018, di cui:

  • 1.960 posti per incarico/specializzazione che sarà assegnato/a dalla Forza Armata
  • 10 posti per “elettricista” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP1)
  • 10 posti per “idraulico” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP1)
  • 10 posti per “muratore” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP1)
  • 5 posti per “maniscalco” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP1)
  • 5 posti per “meccanico di automezzi” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP1)

2.000 posti nel 2° Blocco per incarico/specializzazione che sarà assegnato/a dalla Forza Armata, con prevista incorporazione nel mese di settembre 2018.
La domanda di partecipazione per il 2° Blocco può essere presentata dal 26 febbraio al 27 marzo 2018, per i nati dal 27 marzo 1993 al 27 marzo 2000.

2.000 posti nel 3° Blocco per incarico/specializzazione che sarà assegnato/a dalla Forza Armata, con prevista incorporazione nel mese di novembre 2018.
La domanda di partecipazione per il 3° Blocco può essere presentata dal 12 aprile all’11 maggio 2018, per i nati dall’11 maggio 1993 all’11 maggio 2000.

2.000 posti nel 4° Blocco per incarico/specializzazione che sarà assegnato/a dalla Forza Armata, con prevista incorporazione nel mese di febbraio 2019.
La domanda di partecipazione per il 4° Blocco può essere presentata dal 7 giugno al 6 luglio 2018, per i nati dal 6 luglio 1993 al 6 luglio 2000.

Il Concorso 8.000 VFP1 Esercito 2018 prevede le seguenti fasi di reclutamento:

  • valutazione dei titoli di merito
  • prove di efficienza fisica
  • accertamento dei requisiti di idoneità psico-fisica e attitudinale

Tutti gli altri requisiti possono essere consultati leggendo il Bando di Concorso.

CARRIERA PROFESSIONALE E BENEFICI

L’ammissione al servizio VFP1 presso l’Esercito offre diverse opportunità per i giovani che intendono intraprendere una carriera militare, a cominciare dalla possibilità di accedere alle procedure di reclutamento dei VFP4, i volontari in ferma prefissata per 4 anni.

I posti messi a concorso nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia a ordinamento militare e civile e delCorpo militare della Croce Rossa sono, inoltre, riservati ai VFP 1, ai volontari in rafferma annuale e a quelli per i quali è stato prolungato il periodo di ferma, ed i titoli di merito, il periodo di servizio svolto, le caratterizzazioni affini al posto per cui si concorre e le specializzazioni acquisite sono considerati requisiti utili al fine della formulazione delle relative graduatorie. Infine, brevetti e specializzazioni acquisiti durante il servizio militare VFP1 costituiscono titolo valutabile ai sensi delle vigenti normative di settore.

ADDESTRAMENTO

L’addestramento di base dei militari di truppa dell’Esercito Italiano è affidato al Centro Addestramento Volontari di Capua, un comando di livello brigata dipendente dalla Scuola di Fanteria di Cesano di Roma. Per svolgere la propria funzione il Centro si avvale di tre RAV – Reggimenti Addestramento Volontari: 17° RAV “Acqui” di Capua, l’85° RAV “Verona” di Montorio Veronese ed il 235° RAV “Piceno” di Ascoli Piceno.

In queste sedi il personale arruolato e vincitore del concorso per VFP1 – Volontario in Ferma Prefissata di un anno, viene accolto, incorporato, inquadrato e riceve i primi rudimenti del sapere militare: un addestramento basico individuale e di coppia, valido per qualunque incarico futuro. L’arruolamento in qualità di VFP1 con la qualifica di soldato costituisce il primo gradino obbligatorio della possibile carriera del personale di truppa dell’Esercito Italiano, la fonte unica per il successivo concorso per la ferma quadriennale, a sua volta preludio all’eventuale passaggio in servizio permanente effettivo.

Gli aspiranti VFP1 partecipano ad un concorso che prevede la compilazione e l’invio della domanda, con la formazione di un prima graduatoria basata sui titoli, l’effettuazione di alcune prove di efficienza fisica presso uno dei centri di selezione o sportivi della Forza Armata ed il superamento di accertamenti psico-fisici e attitudinali.

Le prove fisiche, che prevedono un punteggio incrementale oltre una determinata soglia minima, sono relativamente semplici (forse troppo) e comprendono 2.000 metri di corsa piana nel tempo massimo di 10 minuti, un minimo di 4 trazioni nell’arco di un minuto di un manubrio da 20 chili che riproduce l’armamento di una mitragliatrice pesante Browning, un minimo di 4 sollevamenti di una bomba da mortaio da 120 millimetri sempre in un minuto e la simulazione del trascinamento di un ferito lungo un tragitto di 20 metri e ritorno da completarsi entro 80 secondi.

I valori limite sono ridotti per il personale femminile, rispettivamente a 11 minuti nella corsa, 2 sole trazioni e 2 sollevamenti e 120 secondi al massimo per il trascinamento.

Il Corso Basico

Le reclute giungono ai RAV suddivise in quattro differenti scaglioni. Nei primi 15 giorni dall’incorporazione le reclute possono, in qualunque momento, ritirarsi dal corso senza alcuna conseguenza né formalità e senza alcuna preclusione all’eventuale partecipazione a successivi bandi di reclutamento. Il provvedimento immediato è di pertinenza del comandante di reggimento e mediamente circa il 10% del personale arruolato si avvale di questa facoltà e pone subito fine alla propria esperienza militare.

Dopo tale termine il proscioglimento, a domanda, deve essere motivato e richiede un iter formale più complesso, che esula dalla competenza del reggimento. Tali esoneri, spesso determinati dall’accoglimento di una precedente domanda di lavoro dell’interessato, sono comunque abitualmente concessi nell’arco di alcune settimane.

Il corso di addestramento basico per i VFP1 ha la durata di 10 settimane ed è suddiviso in due moduli di 5 settimane ciascuno. Le attività addestrative si svolgono dal lunedì al sabato a mezzogiorno. Nelle ora serali, al termine delle normali ore di formazione, si svolgono spesso conferenze su materie di istruzione civica, sicurezza stradale, storia ed etica militare. Il sabato mattina è normalmente dedicato all’educazione fisica.

Il corso Basico all’85° RAV di Verona

L’85° RAV che ha sede a Montorio Veronese a Verona ha una struttura classica, con un Comando, comprensivo degli Uffici Maggiorità e Personale, Addestramento, Logistico ed Amministrazione, la Compagnia Comando e Supporto Logistico, il Reparto alla Sede ed un battaglione, a sua volta costituito da 3 compagnie.

Ogni compagnia inquadra attualmente oltre 150 reclute suddivise in tre plotoni, ciascuno dei quali comprende un maresciallo comandante, un vice comandante inquadrature del ruolo sergenti e almeno quattro caporali istruttori.

 

Il primo modulo di 5 settimane del corso basico è essenzialmente destinato all’inquadramento formale della recluta, alla transizione dalla vita civile a quella militare, all’apprendimento delle norme di vita in comunità e dei primi rudimenti del sapere del soldato.

In questa fase l’addestramento è suddiviso in un totale di 230 periodi, di cui 30 notturni, nei quali si provvede alle operazioni preliminari di inquadramento delle reclute, alla loro vestizione, si impartiscono lezioni sull’organizzazione militare e le norme che la regolano, sui regolamenti disciplinari e sui principi dell’etica militare.

Oltre a questo sono programmate sedute di istruzione formale, in ordine aperto e chiuso, con e senza armi, ed una costante cura nel miglioramento della forma fisica. L’obiettivo in questo ambito è di consolidare e potenziare il livello di efficienza fisica generale dei volontari, anche sotto aspetti non toccati dalle prove di selezione, ma comunque di grande importanza nella prosecuzione della loro carriera, come gli esercizi di piegamenti sulle braccia e le flessioni addominali, non a caso inseriti tra le prove previste nel concorso per VFP-4.

Con il passare delle settimane vengono introdotti i primi insegnamenti di tipo tattico, come l’Addestramento Individuale al Combattimento – AIC, con apprendimento delle tecniche di mascheramento individuale e movimento tattico diurno e notturno, e le lezioni di Armi e Tiro, con la conoscenza delle caratteristiche del fucile AR 70/90 e l’acquisizione della capacità iniziale del suo impiego. Una certa cura è posta anche nelle lezioni di Topografia, con la conoscenza dei metodi di orientamento, l’utilizzo della carta topografica e la determinazione del punto di stazione.

Alcuni periodi sono infine dedicati alle trasmissioni, con la conoscenza delle procedure di comunicazione e l’impiego dei principali apparati radio in dotazione alle minori unità, ed all’addestramento NBC, con una prima analisi della minaccia e dei materiali protettivi in dotazione.

Tra la terza e la quarta settimana le reclute partecipano alle attività di propaganda delle Truppe Alpine e dei Paracadutisti, dove incontrano i team di reclutatori di queste specialità, verso le quali possono esprimere preferenza di impiego. Mediamente circa il 7-8% dei frequentatori esprime interesse verso le aviotruppe, mentre una percentuale più o meno doppia richiede il successivo passaggio negli Alpini. In entrambi i casi tale personale completa normalmente il corso basico al RAV e solo in seguito, per il successivo corso K, seguirà un percorso differenziato.

Il primo modulo, che si conclude con lo svolgimento della cerimonia del Giuramento, comprende inoltre una prima valutazione intermedia delle reclute e del loro rendimento sotto il profilo ginnico sportivo, con prove di corsa piana sui 2.000 metri, piegamenti sulle braccia, flessioni addominali, salto in alto e salto su telo tondo da 4 metri di altezza.

Le successive cinque settimane del secondo modulo, anch’esse suddivise in 230 periodi addestrativi di cui 30 notturni, hanno carattere più spiccatamente tattico, comprendendo esercitazioni a fuoco e continuative.

Alcune tematiche già affrontate in precedenza vengono approfondite e consolidate. E’ il caso della topografia, con la verifica della capacità di orientamento, lettura della carta e scelta di un itinerario, o della difesa NBC con l’accertamento delle capacità di protezione individuale ed autosoccorso.

Sono poi introdotti i primi elementi di istruzione sanitaria e sulle norme di primo soccorso, con l’apprendimento delle tecniche basilari di auto/mutuo soccorso.

Non può mancare ovviamente l’educazione fisica, che accompagna quotidianamente le reclute e che mira a far loro acquisire l’idoneità ad operare nei vari scenari operativi, migliorandone progressivamente le caratteristiche sia sotto l’aspetto della forza che in quello della resistenza.

A tal fine viene svolta una preparazione specifica sulle tecniche di superamento degli ostacoli del Campo Addestrativo Ginnico Sportivo Militare – CAGSM, che richiedono elasticità, forza esplosiva, resistenza allo sforzo prolungato ed agilità. Si torna poi a praticare il salto in alto e quello nel telo tondo da 4 metri di altezza e si impartiscono i primi rudimenti delle tecniche di discesa in corda doppia.

12 periodi sono dedicati ad una prima formazione elementare sulle procedure del Metodo di Combattimento Militare (MCM), una tecnica studiata per consentire al soldato completamente equipaggiato di difendersi e sopravvivere nelle varie situazioni operative senza ricorrere all’uso delle armi, perché impossibilitato ad impiegarle o perché le specifiche regole d’ingaggio della missione non lo consentono.

L’MCM sta assumendo sempre maggiore importanza nell’ambito della Forza Armata ed il relativo apprendimento proseguirà nel corso della carriera del soldato, ma è significativo che un primo approccio a tale metodologia sia stato inserito già in fase di addestramento basico.

Per quanto riguarda l’impiego delle armi si consolida la capacità di utilizzare il fucile in dotazione, al momento ancora l’AR70/90, anche munito di ottica a punto rosso Aimpoint, si acquisisce la capacità di impiegare la mitragliatrice leggera Minimi e di lanciare la bomba a mano.

Molti periodi sono destinati all’Addestramento Individuale al Combattimento (AIC), in cui si toccano i temi dello sfruttamento del terreno ai fini della copertura dall’osservazione e dal fuoco, del mascheramento e del movimento anche per coppie, in ambiente diurno e notturno. Non mancano le marce zavorrate con equipaggiamento completo su distanze crescenti.

Questa fase culmina con un’Attività Tattica Continuativa di Campagna, un addestramento esterno con movimento notturno e stazionamento del reparto in bivacco. Al termine del secondo modulo le reclute sono sottoposte alle valutazioni finali del loro rendimento in tre differenti aree tematiche: sotto l’aspetto tecnico-professionale, quello ginnico-sportivo e quello comportamentale.

Nel primo caso sono presi in considerazione i voti ottenuti nei tiri con l’arma individuale e nel lancio della bomba a mano, cui si aggiungono i giudizi ottenuti con specifici esercizi valutativi in topografia, trasmissioni, istruzione sanitaria, NBC ed AIC.

Nel secondo gli accertamenti prevedono corsa piana di 3.000 metri, flessioni addominali, piegamenti sulle braccia, percorso di guerra al CAGSM e marcia zavorrata di 10 chilometri in uniforme da combattimento su terreno vario, con zaino affardellato di 10 chili ed armamento individuale.

Queste prove sono infine accompagnate da un giudizio complessivo sul rendimento comportamentale della recluta e la sua attitudine militare: per certi aspetti forse la valutazione più importante.

L’insufficienza nella media dei voti ottenuti anche in una sola area tematica comporta la non idoneità al superamento del corso basico ed il rinvio della recluta al corso successivo, sempre che non emergano nel frattempo valutazione generali talmente negative da giustificare un proscioglimento anticipato.

Gli idonei invece, prima di essere assegnati alle sedi definitive ed ai reparti operativi, proseguono la loro formazione con il Modulo K, una fase specialistica di 8 settimane in cui viene completata la formazione individuale del combattente e fornito addestramento ad operare a livello di team e di squadra.

L’intendimento di COMFORDOT, il Comando della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito da cui dipende il Centro Addestramento Volontari, è di far svolgere il Modulo K direttamente presso i vari RAV al termine della fase basica, evitando le perdite di tempo connesse con il trasferimento del personale in sedi differenti, con relativa consegna e ridistribuzione dei materiali e degli alloggiamenti.

Purtroppo l’attuale realtà abitativa delle sedi dei RAV e la ridotta disponibilità di poligoni ed aree addestrative hanno sinora permesso al solo 17° Reggimento di attuare tali direttive.

Per le reclute provenienti dagli altri due centri di formazione iniziale il Modulo K si svolge al momento presso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Fanno eccezione, come accennato, i volontari che hanno espresso preferenza all’impiego nelle Truppe Alpine, inviati al CEALP di Aosta, e gli aspiranti paracadutisti, destinati al CAPAR di Pisa, in questa caso per un Modulo KS di 10 settimane.

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Fonte Informazioni

concorsi.difesa.it

www.analisidifesa.it

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