Il castello di Montorio tra storia e geografia


Il Castello di Montorio elemento caratterizzante il paesaggio

Quadri, mappe e stampe spesso sono rappresentazioni del territorio che offrono una percezione del contesto e un quadro urbanistico dell’epoca in cui sono state realizzate. Molte sono le vedute di Verona in varie epoche che evidenziano i principali elementi distintivi dello spazio urbano come torri, campanili e monumenti. Tra questi alcune volte sullo sfondo a completare l’ambiente si contraddistingue il castello di Montorio

Di seguito presentiamo tre vedute di Verona dal 1480 al 1850 nelle quali si intravvede come elemento che caratterizza l’area ad est della città il castello di Montorio

La carta del Bertoldi, 1479- 80 – particolare della città di Verona

Particolare da disegno a penna su pergamena con colorazioni ad acquerello (ASVe – Arch.Carità, b.36, n.2530)

Rappresentazione cartografica di Verona realizzata negli ultimi decenni del Quattrocento. Gli elementi caratterizzanti sono il fiume che spezza la città, i colli che la abbracciano e le mura fortificate con torri che si protraggono fino al colle di San Felice. Al di fuori di esse l’Adige si snoda un territorio spoglio con solo pochi elementi urbanistici

Ad oriente, in alto è delineato il castello di Montorio su un rilievo montuoso, utile a far intuire la presenza di valli e della dorsale che scende verso Porta del Vescovo.

La veduta del Ligozzi  – Verona / Città Celeberima

Incisione in rame, Paolo Ligozzi (autore), Francesco Valegio (incisore e primo editore)

La datazione del disegno si può fissare tra il 1620 e il 1630, (anni della costruzione della chiesa delle Stimmate).

Nell’angolo in alto a destra il Doge, affiancato dal Leone Marciano con il libro aperto alle parole pax ti/bi mar/ce evan/gelista / meus, riceve la dedizione di Verona (rappresentata dalla donna inginocchiata).

Nell’angolo destro in basso lo stemma della famiglia Verità con la scritta:

All’Ill.mo Sig.r e Patron mio Col.mo / il Sig.r Conte Gasparo Verità / Si come i fondamenti della città di Verona fu / rono gettati dalla Colonia vera di Toscani, così / il disegno e la figura della med.ma vien con ragione consecrata a V.S. Ill.ma il cui Cognome glorioso pen /de da quello dell’istessa Colonia. Degnisi pero / gradirla si come umilmente offerendogliela ne / supplico riuerente la sua benignità incomparabile / et intanto la nostra Città, che per la riuscita delle / sue bellezze è scrito hauer superata l’intentione / de Fondatori hora che in questo rozo disegno non / giunge al suo vero stato ne al mio pensiero de/dicandosi al Nome di V.S. Ill.ma s’auanzi nella VERITA e s’illustri nella gloria d’un principalis /simo Pronepote de proprij Autori et a V.S. Ill.ma s’inchina DI V.S. Ill.ma / Humiliss.mo e Diuot.mo Ser.re / Baldessar Andreoli

La città è racchiusa da alte mura che si estendono, nella zona est, fino al Campo Marzio con nel mezzo il Fiumicello proveniente da Montorio e a Porta Vescovo. Oltre si notano campi e le località di San Michele rappresentato da poche case e la chiesa con campanile e di Madonna di Campagna con la cupola circolare. Sul crinale il Castello di Montorio

La veduta del Guesdon. VERONE / Vue prise audessus du Castel Vecchio

Litografia, 1850 c., A Guesdon (autore), Schultz (litografo)

La veduta è databile alla metà del secolo grazie alla presenza di Palazzo Barbieri e della ferrovia, e all’assenza dell’Arsenale edificato tra il 1854 e il 1866.

Il paesaggio viene rappresentato con una vista a volo d’uccello, che anticipa le moderne foto aeree.

Nella zona est oltre le mura si nota il rettilineo della via Postumia che raggiunge l’abitato di San Michele. Anche in questo caso il castello di Montorio è raffigurato come elemento connotante il paesaggio.

 

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