#Che lingua parli? Dialetto veronese: viaggio nei modi di dire -seconda puntata


Il viaggio continua con altri modi di dire

Se il dialetto negli ultimi tempi tende sempre di più a “italianizzarsi”, i modi di dire mantengono tutto il loro colorito originale e rappresentano una benefica valvola di sfogo e libertà nei momenti dove l’espressione verbale si trova in difficoltà, insomma dove non si sa cosa dire e come dirla per rendere bene l’idea.

Butàr in vaca
Traduzione letterale: Buttare in vacche 
Usato per dire:
banalizzare, volgere un discorso che si sta facendo sul poco serio per mancanza di intelligenza o di impegno.

Origine

L’espressione deriva dalla pratica della bachicoltura (l’allevamento del baco da seta). Questo modo di dire è legato al fatto che alcuni bachi, dopo i quaranta giorni rituali della maturazione, anziché fare il bozzolo, marcivano, diventando “vacche” (nel gergo del mestiere nome dato comunemente ai bachi da seta ammalati di giallume, perché si gonfiano in modo anomalo). Dapprima l’espressione prese quindi il significato di “buttare sul marcio” poi per metafora “buttare sul banale”.

El tira su la petorina
Traduzione letterale
: (questo…) tira su la pettorina
Usato per dire: generalmente si dice di un cibo che dà ristoro.

Origine

L’espressione nacque probabilmente nel mondo femminile. La pettorina è infatti nei grembiuli, la parte superiore, più stretta, che arriva fin verso il collo; per estensione chiamata anche pettino o davantino. L’allusione è al fatto che quando ci si è ristorati si inspira “tirando su…il petto”.

Per chi vuol approfondire

Giovanni Rapelli “Si dice a Verona” Cierre Edizioni.
Dino Coltro «L’Arena» 12 Aprile 1996.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.