Banco Alimentare: ritorna la Colletta per il cibo ai bisognosi. L’aiuto con tessera-dono causa Covid


Sarà senza volontari, sacchetti e scatoloni, per rispettare le norme anti-Covid, ma la Colletta alimentare si farà anche quest’anno. E non durerà solo un giorno, bensì fino all’8 dicembre. Cambia la forma, non la sostanza.


La notizia, pubblicata su Verona Fedele di domenica 29 novembre 2020 (il giornale è in distribuzione in anticipo ogni giovedì, ndr) a firma di Adriana Vallisari, spiega che per partecipare al gesto solidaristico basta acquistare una tessera da 2, 5 o 10 euro, che verrà poi convertita in alimenti destinati alle persone in difficoltà. Le tessere multitaglio si potranno richiedere alle casse dei supermercati aderenti oppure on line, sul sito www.mygiftcard.it o con una spesa su www.amazon.it e www.esselungaacasa.it.

L’intera raccolta sarà consegnata al Banco Alimentare, che la consegnerà alle strutture caritative che seguono le persone bisognose. Da 24 anni la Colletta alimentare si tiene l’ultimo sabato di novembre, con un’apposita giornata nazionale, tuttavia a causa dell’emergenza sanitaria, che ha “colorato” differentemente le Regioni è risultato impossibile la consueta presenza in massa dei volontari nei supermercati.

«Solo a Verona ne mobilitavamo tremila – spiega Adele Biondani, Presidente del Banco Alimentare del Veneto –. Per tutelare la loro salute e quella delle persone che fanno la spesa, abbiamo studiato una nuova formula, dematerializzata, che concilia il diritto al cibo con la sicurezza sanitariaLa colletta c’è e ci ricorda –  aggiunge la Presidente – che donare fa bene prima a noi stessi e poi agli altri; ci invita a essere solidali verso chi sta male, a seconda delle possibilità di ciascuno: anche una scheda da due euro è sufficiente a far star meglio qualcuno».

Sabato 28 novembre, dunque, si vedranno sporadici volontari solo per promuovere la Giornata: al massimo 2 o 3 persone per turno in accordo con le strutture di vendita.

Il Banco alimentare afferma che ogni euro donato si trasforma in 50 euro di valore distribuito in quanto, grazie alla rete di volontariato costruita negli anni, i costi di raccolta e distribuzione dei prodotti sono limitati e permettono di moltiplicarne il valore. Quelli per la prima infanzia sono sempre i più ricercati; poi ci sono riso, legumi, latte, sughi, tonno e altro cibo in scatola non deperibile.

«Quest’anno, grazie all’intervento del Governo e dell’Unione Europea, riceviamo molti beni destinati a chi è in difficoltà, ma la domanda è in forte aumento – chiarisce Biondani –. La prima ondata della pandemia ha fatto registrare un +20% di richieste; ora stiamo facendo un secondo controllo e stimiamo che ci avvicineremo a un +40% a fine anno: ci auguriamo che sia una fase transitoria, ma la realtà è questa».

Un invito a partecipare alla raccolta arriva anche dall’Assessore ai Servizi sociali del Comune di Verona, Daniela Maellare che conferma come l’emergenza sanitaria ha aumentato in modo significativo il numero di persone e famiglie che vivono in povertà. Situazione alla quale i cittadini veronesi hanno sempre risposto in modo positivo mostrandosi generosi, collaborativi e attenti alle situazioni difficili dei più bisognosi.

Alberto Speciale

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