Lettera aperta su stufe a legna e diesel euro4


Pubblichiamo di seguito la lettera ricevuta da Carlo

La centralina ARPAV di Corso Milano ha rilevato 75 superamenti del limite di legge giornaliero del PM10, nell’anno 2020. Un fatto di cui è giusto ci preoccupiamo perché ne va della nostra salute.
Cittadini ed ambientalisti superficiali gridano all’untore individuato nel traffico e nelle auto diesel. Politici ed amministratori badano al consenso e spesso si adeguano alla opinione prevalente, piuttosto che assumersi la responsabilità di proporre politiche ambientali di ampio respiro, che potrebbero risultare impopolari.
L’acceso dibattito, scatenato dalla proroga all’utilizzo dei diesel euro4, è un esempio del marasma che di solito ne consegue.

Con spirito costruttivo propongo una rilettura di dati ARPAV pubblici, che non mi risulta siano mai stati analizzati.
Il Comune di Verona commissionò ad ARPAV nel 2016 un “Monitoraggio degli inquinanti originati dalla combustione di biomasse nel comune di Verona”.
Il monitoraggio fu effettuato con centraline mobili, attivate contemporaneamente a Quinzano, Cà di David e Montorio, nell’inverno 2016-2017. I dati delle centraline fisse di Corso Milano e Giarol furono usati per confronto. Il dispiegamento di mezzi fu quindi rilevante, rispetto alle usuali campagne di monitoraggio di ARPAV.
La relazione tecnica (1) uscì con oltre un anno di ritardo, nel giugno 2018 e nessuno si curò di illustrarla ai cittadini.
Sorge il dubbio che sia scelto di stendervi sopra un velo, per evitare l’imbarazzo di persone ed istituzioni. Negli anni recenti infatti si è passati: da promozione e incentivazione delle stufe; a sorpresa e negazione delle evidenze del pesante impatto di fumi ed esalazioni velenose; alla comunicazione distorta di oggi, con la quale si vorrebbe nascondere il problema che è esploso. Le polveri fini e gli altri veleni come il benzo(a)pirene vengono infatti attribuiti al “riscaldamento domestico” anziché alla legna e il cittadino confonde e mette sullo stesso piano la caldaia a gas a condensazione con il camino e la stufa a legna o pellet.

Tornando alla relazione, leggiamo a pag. 21 che il valore medio del levoglucosano (marcatore del fumo di legna) rilevato in Corso Milano è di 1,1 microgrammi/metro cubo, a Cà di David è di 1, a Montorio e Quinzano si ferma a 0,9 e al Giarol a 0,7.
Chi se lo sarebbe aspettato? La centralina del trafficatissimo Corso Milano ha “annusato” più fumo di legna di quelle poste a Cà di David, Quinzano e Montorio, tutti borghi dove la presenza di stufe e camini è ben rilevabile e documentata.
Corso Milano potrebbe essere affumicata dai camini delle villette della vicina via del Fortino, o dal forno a legna di qualche pizzeria nei pressi, o dai grandi fuochi agricoli spesso visibili nella zona tra il basso Garda e Bussolengo o da altro.
E’ lecito chiedersi a questo punto se la centralina in questione misuri l’inquinamento  da traffico o quello da stufe. Io sono convinto che misuri i veleni prodotti da entrambi e ARPAV potrebbe dirci quanto pesano i fumi della legna sui 75 superamenti di cui sopra; ma a chi interessa saperlo? Non certo a coloro che, indossando grandi para occhi, vedono solo il traffico e i diesel, che sono un problema, ma, pare ormai certo, non il più impattante per le poveri fini.

Questo approccio non è il più razionale per ridurre l’inquinamento dell’aria ed infatti, tornando ai diesel euro4, mentre ci si preoccupa e accalora per il loro impatto, si ignorano il gran numero di camini aperti e vecchie stufe accesi nei nostri borghi. Eppure è documentato che sono dei veri e propri inceneritori domestici capaci di rilevanti danni all’ambiente, alla salute dei proprietari e degli sventurati vicini.

Una conferma viene anche dal “Rapporto sullo stato dell’ambiente nel Veneto – anno 2020” (2) dove a pag. 32 si vede che i primi tre contributi alla produzione di PM10 totale (primario e secondario) vengono da: Emissioni residenziali (leggi combustione di legna e pellet) per il 32%; Trasporto su strada per il 24%; Agricoltura per il 20%.
Alzi la mano chi si sta fattivamente preoccupando, oltre che dei diesel euro4, anche dei camini e delle stufe a legna e pellet e delle gigantesche colonne di fumo che si innalzano dai fuochi agricoli accesi ogni giorno nei campi intorno alla città.

Carlo S.

(1)
https://www.arpa.veneto.it/arpav/chi-e-arpav/file-e-allegati/dap-verona/aria/dap-verona-campagne-di-monitoraggio-qualita-dellaria/01_2018_Relazione_FDL_Simona.pdf/view

(2)
https://www.snpambiente.it/2020/12/30/rapporto-2020-sullo-stato-dellambiente-in-veneto/

 

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