Fantasmi a Montorio 18 – Sassi e rotaie


Sassi e rotaie

Articolo pubblicato il 18 giugno 2014 – Aggiornato il 6 aprile 2021

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Passata la grande e disastrosa esondazione del Progno che devastò l’abitato in tutte le direzioni, si cominciò subito a progettare il nuovo assetto della zona dell’Olmo.
In pochi anni tutto fu spianato, livellato e costruito.
Il centro di Montorio fu invaso da un gran numero di uomini, mezzi d’opera, attrezzi, corde, scale, binari e impalcature.
Un lavoro colossale.
Avanti con i carichi di sassi, a riempire la Mandria e abbassare la Pontara.
Il nuovo Ponte dell’Olmo è quasi finito!

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La strada dell’arco di pietra
 
Di qua e di là del grande Olmo, Montorio è sempre stata divisa in due: l’abitato a monte e quello a valle del Progno.
E sulla Pontara, il punto più alto della salita dell’Olmo, Montorio si unisce e da sempre si univa.
Tutte le vie convergono al Ponte dell’Olmo, testimone immemore del transito e passaggio dei montoriesi di tutte le generazioni, nessuno escluso.
 
Il Ponte sopra Tre secoli
 
Le fondamenta del ponte originario, vecchie come Montorio, hanno sostenuto nel tempo diverse strutture, solide o precarie a seconda delle piene del Progno Squaranto.
Sopra al ponte di pietra settecentesco, fu costruita la campata di quello austriaco, che ne innalzò il livello stradale. La gobba della Pontara.
Dopo un rinforzo  e una ristrutturazione nel 1900, quando già era chiaro che il ponte andava rifatto in quanto troppo piccolo e stretto, la disastrosa piena del 1934 si portò via gli argini dalle due parti, e costrinse i montoriesi a pensare a una nuova e definitiva sistemazione.
Nel 1936 tutto l’insieme di pietre e strutture fu smantellato, il livello del terreno ribassato di un metro e mezzo. Il Progno fu allargato, raddoppiando la campata del ponte.
La distesa della Mandria venne spianata e la zona cambiò per sempre aspetto.
E oggi è la vecchia Chiesetta, rimasta al suo livello originario assieme all’Olmo, a ricordarci quanto alto passava il Ponte dei Tre secoli.

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