Inceneritore C.R.E.VEN. Srl: presentate le nostre Osservazioni. C’è tempo fino ad oggi


montorioveronese.it ha inviato ieri le proprie Osservazioni alla Direzione Ambiente della Regione Veneto relativamente al progetto della società C.R.E.VEN. Srl che intende realizzare un inceneritore in via Polveriera. C’è tempo ancora oggi per la presentazione.


Ricorderete (qui nostro articolo) che la ditta C.R.E.VEN. Srl ha presentato un progetto, ubicato nel territorio del Comune di S. Martino Buon Albergo, ma in prossimità del confine con il Comune di Verona, che prevede la realizzazione di un impianto (IPCC 5.2) che prevede l’essiccamento termico (incenerimento) di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti principalmente da fanghi civili e agroalimentari, e loro successiva valorizzazione termica (foto: rendering progetto).

L’impianto progettato tratterà materie con le seguenti caratteristiche:
• fanghi disidratati da essiccare provenienti principalmente da reflui civili e agroalimentari, a contenuto medio di Sostanza Secca compreso tra il 20 e il 25%
• i fanghi vengono essiccati a valori di Sostanza Secca nel range 75% – 90%
• l’impianto è dimensionato per trattare 100.000 t/anno di fanghi disidratati;
• l’impianto è configurato su una linea comprendente l’ essiccamento, la pellettatura, e la valorizzazione termica.

C‘è tempo fino ad oggi 9 maggio per spedire alla Commissione V.I.A. regionale le Osservazioni da parte di tutti i soggetti (Enti locali, Associazioni, Cittadini) interessati da questo progetto che prevede la nascita di un impianto di trattamento di scarti in un’ area in cui insisteva  un’attività di lavorazione dei rifiuti, che è dismessa da anni. Entro i successivi dieci (10) giorni, ovvero entro il 19 maggio, dalla scadenza del termine di conclusione della consultazione ovvero dalla data di ricevimento di eventuali integrazioni, la Regione Veneto  provvederà a convocare la Conferenza di servizi per la procedura di rilascio del provvedimento di VIA e degli ulteriori titoli abilitativi necessari alla realizzazione ed all’esercizio dell’intervento. Il termine di conclusione della conferenza di servizi è di centoventi (120) giorni decorrenti dalla data di convocazione dei lavori e la conseguente determinazione motivata di conclusione costituisce il provvedimento autorizzatorio unico regionale e comprende il provvedimento di VIA e i titoli abilitativi rilasciati per la realizzazione e l’esercizio del progetto.

Alberto Speciale

Qui il link della Regione Veneto “Area del cittadino” per presentazione Osservazioni, oppure scrivete per maggiori informazioni a montorioveronese@gmail.com. 

—–

(estratto delle nostre Osservazioni)

La richiesta della società C.R.E.VEN. Srl prevede di trattare 100.000 tonnellate all’anno di fanghi disidratati pari a circa 300 tonnellate giorno. Di questa quantità, dopo la disidratazione, se ne prevede l’incenerimento di 27.600 ton/anno pari a circa 120 ton/giorno.

Si prevede l’essiccazione dei fanghi per la produzione di combustibile in pellet derivante da scarti organici da riutilizzare all’interno dello stabilimento per alimentare i forni di essiccazione. Formalmente è inquadrato, anche in relazione al Piano Regionale dei Rifiuti della Regione Veneto, come un impianto di recupero di energia mediante incenerimento. È però richiesta la possibilità di conferire all’inceneritore non solo di fanghi civili e industriali, ma anche di incenerire altri rifiuti combustibili compresa segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci, scarti dal trattamento carta, compost fuori specifica con ben 25 codici CER.

Il progetto prevede l’abbattimento del capannone esistente, la demolizione delle vasche di raccolta delle acque, la rimozione dei silos esistenti e il baraccamento sopra i box in cemento che contenevano le filtropresse e tutti i macchinari facenti parte del vecchio impianto di recupero, rimasti all’interno del capannone esistente. I rifiuti prodotti costituiti da ceneri pesanti e scorie, ceneri leggere sono quantificati in 6.400 ton/anno pari a 30 ton/giorno.

Il progetto prevede l’abbattimento del capannone esistente, la demolizione delle vasche di raccolta delle acque, la rimozione dei silos esistenti e il baraccamento sopra i box in cemento che contenevano le filtropresse e tutti i macchinari facenti parte del vecchio impianto di recupero, rimasti all’interno del capannone esistente. I rifiuti prodotti costituiti da ceneri pesanti e scorie, ceneri leggere sono quantificati in 6.400 ton/anno pari a 30 ton/giorno.

Su via della Polveriera, strada appartenente in parte al Comune di Verona, transiteranno almeno 12 mezzi pesanti per senso di marcia (totale 24 passaggi/g), oltre a quelli in uscita per il rifiuto prodotto e traffico indotto. Traffico pesante che andrà a incrementare l’asse di Via Mattarana e quello già presente di via Polveriera diretto al rendering AIA e il parcheggio pubblico per dipendenti dello stabilimento oggetto di PUA. Si  segnala  che  il  tratto stradale  compreso  fra  l’impianto  e  l’incrocio  di via Mattarana, nei  pressi  della tangenziale,  ha  una  larghezza  molto  ridotta  e  non  idonea  alla  circolazione  di  un elevato numero autocarri e/o autoarticolati, in quanto già allo stato attuale nel momento in  cui  transita un  autocarro  incrociando  un  automobile  si  creano  difficoltà  al  passaggio, oltre  ai  pericoli  di  un  traffico  pesante  in  area  spesso  frequentata  da  ciclisti  e pedoni. I mezzi pesanti, in uscita dall’impianto, per rientrare sulla tangenziale est percorreranno via Mattarana fino alla rotonda del Supermercato Rossetto – incrocio via Monte Lessini e ritorneranno sulla stessa via fino alla tangenziale. Un percorso vizioso di circa due km non essendoci la possibilità di accedere direttamente alla tangenziale.

È poi previsto lo scarico delle acque di trattamento attraverso una condotta di 1,3 km nella Fossa Rosella che si immette a valle nel fiume Antanello utilizzato a valle per uso irriguo. Fossa Rosella è alimentata da risorgive e nel punto previsto per lo scarico c’è un laghetto. Per le condizioni ecologiche ambientali, la morfologia del suolo e l’idrologia lo scarico delle acque reflue non può essere ammesso. 

L’area presa in esame è ubicata nel comune di San Martino Buon Albergo (provincia di Verona). L’area su cui insiste l’impianto oggetto d’intervento è distinto al Nuovo Catasto Edilizio Urbano del Comune di San Martino Buon Albergo al Foglio 5 mappali numero 145 – 165 – 167 – 168. Di seguito i recettori più prossimi.

Recettori umani (abitazioni civili) individuati da progetto:

  • San Michele Extra: 0,750 km a Ovest.
  • Località Ferrazze: 0,850 km a Nord.
  • San Martino Buon Albergo: 0,600 km a Sud Est.

 Altri recettori non individuati da progetto:

  • Green Lake: 0,150 km a Sud Est.
  • Percorso della salute (Via del Comune): 0,75 km a Est.
  • Parco Musella: 1 km a Est.
  • I.S.S .Liceo Copernico-Psaoli: 0,900 km a Sud Ovest.
  • Stabilimenti AIA Spa: 0,400 km a Sud.
  • Fiume Adige: 2,3 km a Sud Ovest.
  • Affluenti idrici e di falda sparsi nel territorio.
  • Montorio: 2,0 km a Nord.

(…)

Tutto ciò premesso, si ritiene non autorizzabile il nuovo impianto, formalmente inquadrato come un impianto di recupero di energia mediante incenerimento, anche in relazione al Piano Regionale dei Rifiuti della Regione Veneto, proposto dalla ditta C.R.E.VEN. Srl in via della Polveriera, sul confine del Comune di Verona, possa essere dichiarato incompatibile per l’apporto di un ulteriore inquinamento atmosferico ed ambientale con relativo effetto cumulativo con le attività esistenti e non considerato nel progetto, per l’incremento di nuovo traffico pesante ed inoltre essendo in contrasto con le previsioni urbanistiche regionali, provinciali e del Comune di San Martino B.A.

Si richiede alle autorità competenti in materia ambientale indagini specifiche in situ al fine di escludere possibili inquinamenti della falda acquifera derivante dalla precedente attività di trattamento rifiuti e dal deposito incontrollato degli stessi dopo la chiusura dell’attività, che potrebbe anche interessare il territorio del Comune di Verona.

La localizzazione è del tutto inidonea, vietata dalle norme in vigore non derogabili, che tra l’altro andrebbe a sottrarre terreno destinato ad uso agricolo, quando nella Provincia di Verona ci sono centinaia di volumi industriali disponibili e non regge nemmeno il concetto di prossimità nel trattamento rifiuti. L’art 49 del PAQE vieta la realizzazione di nuovi impianti in aree classificate come ambiti di protezione del suolo come il caso in questione. 

(…)

Si ritengono necessarie analisi specifiche sull’effetto cumulo degli inquinanti che ha già visto gli abitanti dei quartieri limitrofi (ad esempio Montorio con la Superbeton Spa) subire forti disagi dovuti in particolar modo a traffico, rumore e emissioni odorigene oltre a indagini approfondite sull’inquinamento del suolo e acque, non eseguite da progetto.

Non è stata effettuata un’analisi di rischio salute volta ad escludere potenziali criticità derivanti dalle concentrazioni al suolo e dalla deposizione di microinquinanti. In particolare, pur essendo al di sotto di valori limite e valori obiettivo, la concentrazione al suolo e deposizione di metalli cancerogeni quali Cd, As e Ni potrebbero indurre un rischio cancerogeno > 10-6.

Non sono stati valutati gli impatti cumulativi di microinquinanti, macroinquinanti e odori, motivando che gli impianti citati non appartengono alla stessa categoria progettuale di quello di progetto (D9 e D10).

L’impianto sorgerebbe nelle immediate vicinanze di un depuratore (Comune di Verona), il cui vincolo di distanza ricade parzialmente entro il lotto in esame.

Essendo l’impianto nuovo, non sono presenti valutazioni di previsionali di impatto acustico in sede di cantiere e in condizioni operative nello stato di progetto. Tale documentazione risulta necessaria per la valutazione degli effetti sulla matrice rumore del nuovo impianto.

Il progetto prevede lo scarico delle acque di scarto nelle fosse vicine, non prevedendo allacci alla rete fognaria. Tale soluzione deve essere valutata alla luce del fatto che il lotto ricade tra le aree di ricarica degli acquiferi (Art. 52 PAQE).

È presente un corridoio ecologico a circa 0,300 km ad est del sito dell’impianto, completamente trascurato nelle relazioni agli atti.

L’ambiente dove è previsto l’insediamento del progetto pur non essendo protetto dalla rete Natura 2000, risulta essere estremamente vicino a corsi d’acqua importanti per il nostro

territorio, come dimostrato dall’attenzione posta alla fascia di ricarica degli acquiferi ma anche altri fattori, quali lo spreco energetico nell’incenerire una risorsa come i rifiuti urbani di matrice organica, i potenziali rischi dovuti ad inquinanti atmosferici, l’insediamento in un area già fortemente compromessa a livello ambientale e salutare, l’aumento del traffico e tutte le voci su indicate oltre naturalmente al PAT del Comune di San Martino Buon Albergo che non prevede la possibilità d’insediamento del progetto, rappresentano delle più che sufficienti motivazioni per schierarsi apertamente contro un’opera già vecchia e per nulla utile in un visione maggiormente ecosostenibile dell’impatto dell’attività antropica.

 Per quanto sopra si chiede alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale Regionale

  •  di esprimere parere negativo sulla richiesta C.R.E.VEN. Srl relativamente al nuovo impianto di trattamento rifiuti posto in località Bonettone, via Polveriera – Comune di San Martino Buon Albergo (VR);
  • di essere invitati in Commissione ad esporre le motivazioni della contrarietà tecnica all’autorizzazione del nuovo impianto di incenerimento rifiuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.