Variante 29, è partita la fase operativa. Quali i prossimi passaggi? 1


Prevista entro la fine di giugno l’approvazione in giunta. L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è portare avanti il processo a tappe contingentate per arrivare a primavera 2022 con l’approvazione definitiva.

Link: Petizione on-line: Area ex Sapel a Montorio. No alla speculazione travestita da “meno consumo di suolo”

La Variante 29 è ufficialmente iniziata a luglio dello scorso anno con la presentazione in Consiglio Comunale del “documento del Sindaco” ovvero l’atto ufficiale che rappresenta l’avvio del processo urbanistico. Successivamente a fine 2020 è stato approvato il documento metodologico a seguito del quale sono state presentate le manifestazioni di interesse.

Ora parte la fase operativa di questo progetto di rigenerazione del territorio urbano che pianifica interventi (ovvero circa 3 milioni e mezzo di metri quadrati) in aree dismesse, che si trovano in stato di abbandono e degrado. Aree inutilizzate ma con grandi potenzialità per il contesto in cui sono inserite. 

Nel complesso sono 189 le proposte arrivate per le quattro tipologie inserite nel bando così suddivise:

– 111 manifestazioni di riqualificazione urbana (tra le quali anche quella prevista alla ex Sapel di Montorio) attraverso interventi localizzati in ambienti degradati, anche con possibilità di trasferimenti volumetrici nel rispetto del Piano di Assetto del Territorio e della urbanizzazione consolidata (di queste 111 manifestazioni già 8 sono state scartate perché fuori dal perimetro dell’urbanizzazione consolidata);

– 12 manifestazioni per la rinaturalizzazione (tutte accolte) di aree soggette a degrado ambientale, come capannoni, per ottenere un credito edilizio da utilizzare in altre parti sempre all’interno del consolidato;

– 5 manifestazioni per il riuso temporaneo anche in deroga (tutte accolte) di edifici dismessi o inutilizzati, riattivando così luoghi, creando nuovi posti di aggregazione, coinvolgendo risorse culturali e associative, per creare nuovi spazi di vita, lavoro, studio e svago;

– 61 manifestazioni che mappano e segnalano aree di degrado.

Primo tassello della fase esecutiva è la concertazione. Nei giorni scorsi la conferenza stampa ufficiale in cui il sindaco e l’assessore Ilaria Segala hanno presentato la delibera di giunta approvata (ma non ancora pubblicata sull’albo pretorio) che contiene il documento “riassuntivo” principale composto da 19 pagine molto dense di contenuti nel quale sono descritte le manifestazioni di interesse pervenute e i criteri di valutazione tecnico amministrativa applicati. Il documento sarà ora oggetto della concertazione pubblica con le categorie economiche e gli ordini professionali, passaggio previsto per legge per il recepimento di eventuali osservazioni. Non sono obbligatori in questa fase specifici incontri di presentazione pubblici.

Le date non sono ancora definitive ma è previsto entro la fine di giugno (si ipotizza entro il 22 giugno 2021) il nuovo passaggio definitivo della variante in Giunta comunale a conclusione di questa fase di concertazione. Per questo termine saranno definiti e completati tutti gli elaborati di variante comprese le schede a norma (specifica per ogni intervento) e i masterplan (realizzati per gli interventi più corposi)

Il masterplan è un documento di indirizzo strategico che sviluppa un’ipotesi complessiva sulla programmazione di un’area: un vero e proprio nuovo livello per analizzare e verificare tutti gli aspetti di una specifica urbanizzazione. In primo luogo la viabilità, ma non solo, anche piste ciclabili e percorsi pedonali, servizi per i cittadini, il verde e l’armonia dei vari contesti.

È intenzione dell’Amministrazione integrare questi masterplan con gli altri livelli di coordinamento urbanistico indicati dalle normative di pianificazione in modo che siano tenuti in debita considerazione, come guida sia dai tecnici degli uffici del settore urbanistica ma anche da quelli del settore edilizia. Questo per creare coordinamento tra gli uffici e valutare le scelte migliori. In sostanza il masterplan è un progetto di massima che dovrebbe essere in grado di creare vincolo per le schede a norma che rappresentano il livello successivo più dettagliato di intervento.

I Masterplan saranno redatti per le manifestazioni di interesse della Croce Bianca, Verona Sud, Montorio (area ex Sapel), Basso Acquar e Chievo.

Proprio in questi giorni il consulente nominato dal Comune di Verona, il professor Paolo Galluzzi, docente di architettura e studi urbani al Politecnico di Milano, sta completando i masterplan e venerdì scorso ha eseguito uno specifico sopralluogo nell’area di Montorio.

Con il passaggio in Giunta a fine giugno parte poi il percorso amministrativo della variante con la discussione in Commissione Consiliare e nelle varie circoscrizioni. Queste ultime potranno esprimesse solo pareri non vincolanti ma molto importanti perché conoscendo dettagliatamente le criticità e le esigenze del territorio possono collaborare al miglioramento della progettualità e, in genere, l’amministrazione comunale difficilmente può non tenerne conto.

Alle circoscrizioni verranno inviate, anche le schede a norma che però, molto probabilmente, potranno essere consultabili solo dai consiglieri e non essere accessibili alla popolazione. In questa fase, non sono rese pubbliche perché sono ancora soggette a modifiche, per esempio dalla commissione urbanistica e quindi potrebbero non essere definitive.

Successivamente la variante approda in Consiglio Comunale per l’adozione e la pubblicazione (prevista per fine luglio) sul portale del Comune comprensiva di tutti gli allegati comprese le schede a norma. In questa fase finalmente tutta la documentazione è resa pubblica e finalmente sarà possibile capire cosa è previsto per le varie manifestazioni.

In seguito si apre il periodo di presentazione delle osservazioni che dovrebbe concludersi entro agosto-settembre 2021. Questa è una fase molto importante perché tutti i cittadini e gli enti possono consultare e studiare la documentazione disponibile e presentare osservazioni per evidenziare criticità o per migliorare gli interventi. L’Amministrazione comunale dovrà analizzare ogni singola osservazione e stralciarla o approvarla apportando modifiche ai progetti.

In seguito la variante viene inviata in Regione per il processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Per anticipare i tempi l’amministrazione comunale ha già iniziato i colloqui con gli uffici regionali per verificare gli interventi più importanti in modo da delineare già tutti gli aspetti più delicati.

Dopo l’approvazione della Regione è previsto il secondo passaggio della variante in Consiglio Comunale a Verona per l’approvazione definitiva che l’amministrazione ipotizza per i primi mesi del 2022.

 


     

Area Ex Sapel – NO ALLA SPECULAZIONE TRAVESTITA DA “MENO CONSUMO DI SUOLO”

massima attenzione alle istanze del territorio e dei cittadini e finalizzando le proprie azioni alla cura della qualità della vita e al rispetto delle risorse naturali, non può che rappresentare un’auspicabile risposta capace di fornire soluzioni e scelte per restituire nuove energie al territorio, in coerenza con la salvaguardia delle biodiversità e dei valori ecosistemici, della valorizzazione del Paesaggio, della tutela e sicurezza del territorio veneto.

                  Luca Zaia Presidente della Regione del Veneto Legge regionale 4 aprile 2019, n. 14 e S.M.EI.

 

Abitazioni 12.000 mq + Commerciale 2.000 mq + Uffici 5.700 mq = 20.000 mq di cemento

     Questo è quanto previsto dalla manifestazione di interesse della River Immobilia srl, depositata a dicembre 2020, nell’operazione “vuoti a rendere”, Variante 29 del Comune di Verona, presentata come la rinascita dell’area (ex Sapel) al laghetto Fontanon nei pressi del Circolo Primo maggio a Montorio.

     Se l’area risulta degradata non è solamente opera del tempo ma di una discutibile inerzia e di scelte, altrettanto, molto discutibili operate in passato sia dalla proprietà che dall’ente pubblico stesso.

Chiediamo:

1. Un cambio di progetto, alla luce della normativa denominata “Veneto 2050”, con una particolare attenzione al consumo di suolo, al rispetto dell’ambiente, alle risorse idriche, alle future generazioni, realizzando un reale cambiamento nel progettare e nel gestire il territorio improntato alla sostenibilità che si declina con l’abbattimento di edifici inutili e rigenerando, quindi, i luoghi con spazi verdi che migliorino la qualità dell’aria e della vita delle persone.

2. di essere costantemente informati e coinvolti nelle scelte progettuali attraverso la Circoscrizione e le associazioni locali.

3. che le eventuali attività di restauro dell’archeologia industriale siano improntate al recupero storico architettonico come patrimonio comune e che una parte di questi spazi venga utilizzato dalla collettività come sorta di “compensazione” dei danni provocati negli anni.

4. che si intraprenda un dialogo aperto e franco con la proprietà, l’amministrazione e le associazioni locali affinché il progetto rispetti quanto stabilito dai principi costituzionali (artt. 9, 32, 42) e dagli obiettivi della legge regionale “Veneto 2050”.

 

E’ possibile aderire alla raccolta firme anche con la sottoscrizione on line, qui link di collegamento.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Un commento su “Variante 29, è partita la fase operativa. Quali i prossimi passaggi?

  • Andrea

    si predica bene, ma si razzola male. Nemmeno i palazzinari anni 70 agivano così. Si manda in degrado una zona attraverso l’incuria per decenni e poi si “concedono” scorciatoie in nome della “riqualificazione”.. Ma finchè ottengono percentuali bulgare ad ogni elezione hanno buon gioco.