Urbanistica, Variante 29: l’impatto a Montorio e in Circoscrizione 8^. Elenco completo manifestazioni 1


Pianificazione e progettazione urbanistica, Piano degli Interventi. Variante 29. Esame ed approvazione documento di indirizzo per la consultazione/concertazione e dello schema di atto unilaterale d’obbligo da allegare alle manifestazioni d’interesse ai sensi dell’art. 6 della LR 11/2004. Elenco completo delle Manifestazioni di interesse pervenute in ATO 7, Circoscrizione 8^.


Il Comune di Verona, con Deliberazione della Giunta Comunale n. 382 del 10/11/2020 ha approvato il Bando e lo Schema di avviso per la presentazione di manifestazioni d’interesse per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana, riqualificazione edilizia ed ambientale e di riuso temporaneo del patrimonio immobiliare esistente (artt. 5, 6 e 8 della L.R. 6 giugno 2017, n. 14) . Il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse è stato da ultimo differito, con Deliberazione di Giunta comunale n. 100 del 18 marzo 2021, a sabato 03/04/2021, ore 13.00. Alla data di scadenza del bando sono state presentate n. 189 manifestazioni d’interesse, come elencate nell’allegato sub 3.
In particolare la Deliberazione n. 382/2020 ha approvato il documento: “Verona 2030_Rigenerazione urbana diffusa, riqualificazione urbana e ambientale, usi temporanei. Per un nuovo ciclo urbano a partire dalla riqualificazione urbana volto a definire gli obiettivi e le scelte strategiche della Variante 29.

La legge regionale n. 11/2004 prevede (art. 6) che i comuni, nei limiti delle competenze, possono concludere accordi con soggetti privati per assumere nella pianificazione proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico. Gli accordi sono finalizzati alla determinazione di alcune previsioni del contenuto discrezionale degli atti di pianificazione territoriale ed urbanistica, nel rispetto della legislazione e della pianificazione sovraordinata, senza pregiudizio dei diritti dei terzi. L’accordo costituisce parte integrante dello strumento di pianificazione cui accede ed è soggetto alle medesime forme di pubblicità e di partecipazione. L’accordo è recepito con il provvedimento di adozione dello strumento di pianificazione ed è condizionato alla conferma delle sue previsioni nel piano approvato. E’ stato inoltre elaborato dal professionista incaricato – arch. Paolo Galuzzi dello Studio FOA di Milano denominato: “Variante n. 29 al Piano degli Interventi Documento per la concertazione”, allegato sub 1.

L’Amministrazione si riserva, in sede di adozione della variante n. 29 al PI da parte del Consiglio Comunale, di valutare liberamente le manifestazioni d’interesse che sono state presentate, avendo ampia discrezionalità di scelta. Per le manifestazioni d’interesse ritenute compatibili con il PAT e la disciplina urbanistica vigente l’Amministrazione Comunale richiederà al soggetto proponente di presentare, entro un termine antecedente alla sottoposizione della proposta di deliberazione di adozione della Variante al Consiglio Comunale, un approfondimento progettuale con i contenuti necessari per la redazione della variante al PI.

Altresì ai sensi dell’art. 6 della L.R. n. 11/2004, le manifestazioni d’interesse, qualora di rilevante interesse pubblico per l’amministrazione, saranno recepite nel PI con il provvedimento di adozione dello strumento di pianificazione e sarà condizionato alla conferma delle sue previsioni nella variante al PI che verrà approvata.

Le manifestazioni di interesse sono state raccolte con riferimento a quattro tipologie di intervento, rispettivamente classificate come segue:

  • M1. riqualificazione urbana negli ‘Ambiti di degrado Urbano’ ai sensi dell’art. 6 della LR 14/2017;
  • M2. riqualificazione ambientali con demolizioni integrali di opere incongrue o di elementi di degrado con ripristino del suolo naturale o semi-naturale, attraverso il meccanismo dei trasferimenti volumetrici all’interno di aree dell’Ambito di urbanizzazione consolidata o della concessione di crediti edilizi da rinaturalizzazione (art. 4 LR 14/2019) ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. a) della LR 14/2017;
  • M3. riuso temporaneo di immobili esistenti dismessi o inutilizzati ai sensi dell’art. 8 LR 14/2017;
  • M4. segnalazioni finalizzate alla mappatura di episodi, fenomeni e ambiti di degrado anche dove non emergano azioni specifiche di recupero o proposte di riqualificazione e riuso di cui ai punti precedenti.

Con riferimento all’avviso pubblicato ed alle successive due proroghe, sono pervenute complessivamente 189 proposte così suddivise:

  • 111 proposte per il modulo 1 – Riqualificazione Urbana.
  •   12 proposte per il modulo 2 – Riqualificazione Ambientale.
  •     5 proposte per il modulo 3riuso Temporaneo.
  •   61 proposte per il modulo 4segnalazione episodi di degrado Modulo 1 – riqualificazione urbana (art. 6 LR 14/2017).

Riguardo al Modulo 1 – riqualificazione urbana (art. 6 della LR 14/2017) rispetto al totale di 111 proposte, 78 proposte sono pervenute nei termini previsti del 30 Dicembre 2020 e 33 pervenute in seguito alla riapertura dei termini avvenuta dal 18 Marzo 2021 al 3 Aprile 2021. Rispetto al totale delle istanze, 103 ricadono all’interno dell’Ambito di urbanizzazione consolidata o in aree a servizio, mentre le restanti 8, non ricadendo in tale ambito, non vengono valutate ai fini della Variante 29, in quanto costituirebbero nuovo consumo di suolo o consolidamento di insediamenti periurbani, non ricadenti nella disciplina della riqualificazione urbana prevista dalla LR 14/2017.

Complessivamente, le Manifestazioni di interesse pervenute possono essere inquadrate sotto il profilo delle destinazioni urbanistiche proposte, delle dimensioni dell’ambito di progetto, della geografia localizzativa, delle tipologie di intervento come riportato nei seguenti grafici e nelle successive tavole sintetiche:

Residenziale 128.272 mq – Commerciale 94.669 mq –  Direzionale 62.422 mq  – Produttivo 59.871 mq – Servizi (impianti sportivi, case di cura. istruzione) 260.900 mq.

Complessivamente, il quadro funzionale che emerge dalle proposte delle Manifestazioni di interesse appare mediamente equilibrato, con l’eccezione di una voce significativa che riguarda gli usi per servizi, privati e di interesse pubblico, che si attesta al 40%. Rispetto, invece, ad una classificazione per dimensione dell’ambito di intervento proposto, 31 manifestazioni sono di grande dimensione, 43 di dimensione media e 37 di piccole dimensioni.

Per quanto concerne la geografia localizzativa delle istanze pervenute, si può riconoscere un’omogenea distribuzione all’interno dell’Ambiti di urbanizzazione consolidata della città, con una riconoscibile concentrazione in ATO 4 – Verona Sud, dove sono localizzate 37 manifestazioni, e nella zona denominata Croce Bianca, con la localizzazione di 11 manifestazioni.

 

Con riferimento al Modulo 2 – Riqualificazione Ambientale (art. 5 della LR 14/2017), sono pervenute 12 manifestazioni di cui 11 presentate nei termini previsti del 30 Dicembre 2020 e 1 pervenuta in seguito alla riapertura dei termini. Tra le proposte arrivate, 3 prevedono una completa rinaturalizzazione attraverso il ripristino del suolo naturale, mentre le restanti prevedono demolizioni e riqualificazioni ambientali insieme alla possibilità di edificare una parte della volumetria demolita nell’ambito oggetto della rinaturalizzazione parziale. È utile evidenziare che due proposte pervenute da Associazioni riguardano ambiti relativi al Parco delle Mura e prevedono la sola demolizione di elementi incongrui e di situazioni di degrado.

Con riferimento al Modulo 3 – Riuso Temporaneo (art. 8 della LR 14/2017), sono pervenute 5 manifestazioni di cui 3 presentate nei termini previsti del 30 Dicembre 2020 e 2 pervenute in seguito alla riapertura dei termini, di cui solo una non attinente ai prerequisiti del Bando in quanto riguarda un ambito agricolo. Il riuso temporaneo rappresenta una novità per Verona con riferimento agli interventi sul patrimonio esistente, regolamentata in modo differente e contraddittorio dalla legislazione nazionale e regionale e pertanto ancora poco praticata, nonostante costituisca un importante contributo alla rigenerazione di tessuti degradati o interessati da fenomeni di abbandono. La Variante 29 procederà a consolidare e regolamentare tali pratiche di intervento anche in via ordinaria all’interno delle modifiche della disciplina per tessuti del PI regolativo.

Modulo 4 – Segnalazione ambiti di degrado, relativamente a questo modulo sono pervenute 61 manifestazioni di cui 54 presentate
nei termini previsti del 30 Dicembre 2020 e 7 pervenute in seguito alla riapertura dei termini.

La Variante n. 29 al PI del Comune di Verona si dovrà confrontare con la valutazione ambientale strategica e sarà, quindi, sottoposta ad una nuova Procedura di Verifica di Assoggettabilità a VAS, trattandosi di variante urbanistica che determina “l’uso di piccole aree a livello locale” e/o “modifiche minori” (art. 6 comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006). Formalmente il procedimento prenderà avvio dopo l’adozione in Consiglio Comunale della proposta di variante, con la trasmissione, da parte del Comune di Verona in qualità di proponente / autorità procedente, del Rapporto Ambientale Preliminare alla Regione del Veneto, in qualità di autorità competente. La Commissione Regionale VAS, acquisiti i pareri dei soggetti competenti in materia ambientale e le controdeduzioni alle osservazioni pervenute, entro novanta giorni dalla data di ricevimento del Rapporto Ambientale Preliminare, emette il provvedimento finale motivato di assoggettabilità o di esclusione dalla valutazione VAS, con le eventuali opportune prescrizioni ed indicazioni di cui l’autorità procedente dovrà tener conto nella successiva fase di approvazione definitiva della variante. Al fine di definire fin da subito la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale Preliminare della Variante n. 29, il confronto con la Regione del Veneto è già stato attivato a partire da inizio maggio 2021 e ha permesso di delineare fin da ora i criteri metodologici che la regione adotterà per effettuare l’istruttoria del rapporto ambientale preliminare e relativi allegati ai fini della Verifica di Assoggettabilità a VAS. In particolare risulta determinante, in questa fase, acquisire l’apporto collaborativo dei proponenti privati, in quanto il livello di approfondimento progettuale delle previsioni urbanistiche, integrato dalle indagini e verifiche ambientali necessarie e proporzionate all’impatto ambientale dell’intervento proposto, determinano le modalità attuative delle previsioni di trasformazione previste dalla scheda norma. In particolare:

· l’intervento di trasformazione dovrà essere approvato previa approvazione di un PUA, se il Rapporto Ambientale Preliminare conterrà, sulla base dei dati e delle informazioni fornite dal proponente privato, la sola stima preliminare dei potenziali effetti conseguenti l’attuazione delle previsioni; in tal caso la verifica di compatibilità ambientale di dettaglio è rimandata nell’ambito del procedimento di approvazione del PUA (PUA che sarà, a sua volta, sottoposto a valutazione ambientale strategica);

· l’intervento di trasformazione potrà essere assentito con titolo abilitativo diretto convenzionato qualora il Rapporto Ambientale Preliminare, redatto sulla base della documentazione e delle indagini tecniche specialistiche fornite dal proponente privato a firma di tecnici abilitati, potrà contenere una descrizione dettagliata dell’intervento (assetto localizzativo delle nuove previsioni e delle dotazioni territoriali, gli indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti piani volumetrici / sagoma di galleggiamento) e tutti gli approfondimenti ambientali necessari IN SEDE DI PI per addivenire ad un giudizio di compatibilità ambientale, in quanto – in tal caso – non sono previste ulteriori fasi della valutazione ambientale strategica.

Il Rapporto Ambientale Preliminare che conterrà per ciascuna Scheda Norma l’analisi di coerenza esterna (analisi dei rapporti con la pianificazione territoriale e settoriale), l’analisi di coerenza interna (rapporto con gli obiettivi della variante stessa), la definizione delle modalità attuative e l’analisi delle varie matrici ambientali (con stime potenziali o approfondite a seconda della forma di attuazione).

La disciplina del Piano degli Interventi prevede già per il contributo di sostenibilità di cui all’art.157 delle NTO una riduzione pari al 15% per gli interventi di “di riqualificazione urbanistica”, ossia interventi che, ricomprendendo significative porzioni del tessuto urbano, ‘ristrutturano o sostituiscono l’esistente’, prevedendone una ‘rifunzionalizzazione’ mediante l’integrale riprogettazione morfologica e tipologica”. Alcune prestazioni ambientali aggiuntive potranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi individuati dal PAESC, oltre che nell’ambito più generale degli obiettivi nazionali previsti dal Recovery plan e possono essere individuate come specifiche azioni per l’adattamento climatico. La disciplina della Variante 29 propone di articolare diversamente la semplice riduzione del 15% del contributo di sostenibilità andando ad individuare ulteriori specifiche premialità legate al miglioramento della qualità ambientale degli interventi proposti, ed operando un adeguato approfondimento per valutarne la compatibilità con gli equilibri di bilancio comunale.

La legislazione regionale veneta prevede che la demolizione delle opere incongrue, l’eliminazione degli elementi di degrado, o la realizzazione degli interventi di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica, energetica, idraulica e ambientale, e gli interventi di riordino delle zone agricole determinino un credito edilizio. La norma regionale precisa quindi che per credito edilizio si intende una capacità edificatoria riconosciuta a seguito della realizzazione degli interventi richiamati, ovvero a seguito delle compensazioni che permettano ai proprietari di aree ed edifici oggetto di vincolo preordinato all’esproprio di recuperare adeguata capacità edificatoria nella forma del credito edilizio, su altre aree e/o edifici, eventualmente di proprietà pubblica, previa cessione all’amministrazione dell’area oggetto di vincolo,

Alberto Speciale

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M1: Elenco Riqualificazione urbana negli Ambiti di Degrado Urbano nell’ATO 7 (Circoscrizione 8^) ai sensi art. 6 della LR 14/2017 – Allegato 3.

Prog.: M1-43; PG: 403652 – 29.12.2020; Localizzazione immobile: via dei Platani n.11 (pag. 19);

Descrizione degrado: Complesso di edifici composti da: chiesetta con annessa piccola canonica e campanile. La chiesetta è in stato di totale degrado il tetto a capriate in legno è completamente crollato trascinando con sé una parete, le stanze di canonica parzialmente ristrutturate negli anni 90 hanno subito la stessa sorte di degrado mantenendo però la copertura. Lo stato di pericolo di crollo ha determinato la chiusura della strada pubblica esistente che circonda la chiesa denominata via dei Platani collegata a via delle Rose. La strada non esiste più come percorso pavimentato poiché nei lunghi anni di chiusura i rovi e l’erba hanno preso il sopravvento. Descrizione proposta: Centro aggregazione, sala ginnastica, sala lettura, ecc..per anziani. Ripristino del percorso con adeguamento alle norme dell’accessibilità per persone con ridotte capacità motorie ed estrema cura e attenzione al ripristino e messa in sicurezza della
sorgente e dei due fossi Zenobria e Madonnina. Fossi derivati dalla sorgente della Madonnina le cui acque sono suddivise equamente da
una vasca riparitore da restaurare anch’essa.

     Prog.: M1-48;  PG: 403712 – 29.12.2020; Localizzazione immobile: via Lanificio 84 (pag. 20);

Descrizione degrado: Un edificio incompiuto troneggia in mezzo ad un verde prato sulle sponde del laghetto Fontanon …e non è di certo un elemento coerente con l’ambiente, anzi è avulso ed inutilizzato dal 2003 anno della sua incompleta costruzione…

Descrizione proposta: Trasformazione sia funzionale che edilizia dell’edificio incompiuto in centro sociale e spazio espositivo del patrimonio delle acque di Montorio, ristrutturazione in edificio con tecniche di giardino verticale e tetto verde.

     Prog.: M1-61;  PG: 404518 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: via Lanificio 84 (pag. 25);

Descrizione degrado: (nessuna) *******************************************************

Descrizione proposta: La proposta di riqualificazione prevede, la demolizione del fabbricato produttivo recente risalente agli anni 80, posizionato a sud dell’area, e la riconversione di questa parte di ambito con destinazioni residenziali, oltre all’inserimento di funzioni commerciali e direzionali negli edifici facenti parte dell’impianto industriale originario, recuperando i fabbricati o le parti di essi in stato di degrado. In particolare, negli edifici esistenti, oltre alle funzioni direzionali, si propone l’inserimento di una media struttura di vendita compresa entro 1500 mq di superficie di vendita e la rimozione del grado di protezione di quelle parti superfetative degli edifici del complesso industriale storico non facenti parte dell’impianto originario che potranno essere eventualmente demoliti. L’area residenziale al contempo sarà progettata con un basso impatto ambientale con aree verdi e spazio dedicato alla mobilità dolce. Gli edifici saranno progettati con un profilo medio-basso per integrarsi al meglio nel paesaggio.

Prog.: M1-66;  PG: 404902 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: via Stelio Fenzo 1 (pag. 26);

Descrizione degrado: Le situazioni di degrado relative all’ambito in oggetto acquisiscono ancor più significato di quello oggettivo nel momento in cui si considera il pregio dell’area dai punti di vista ambientale, materiale e storico. Infatti, in origine, il lotto costituiva parte del giardino della Villa Beretta, posta a sud rispetto al lotto. Nella seconda metà dell’800 la Villa e le sue pertinenze vennero suddivise in lotti e venduti a singoli acquirenti. Negli anni Settanta del Novecento sono stati realizzati immobili superfetativi che hanno compromesso le qualità ambientali e storiche dell’ambito e in alcuni casi hanno completamente occultato manufatti ed elementi di pregio esistenti. La situazione di degrado nello specifico é rappresentata dall’incongrua ed aneddotica costruzione dei seguenti immobili: – una tettoia diroccata posta sul confine sud ovest della proprietà; – una cantina interrata con prese d’aria affioranti rispetto alla quota del terreno del giardino; – un’unità abitativa ricavata all’interno di quella che in origine era una vasca di raccolta dell’acqua che ne impedisce nettamente la lettura; – un piccolo fabbricato per il ricovero attrezzi di pertinenza alla residenza costruito a ridosso di un muro in pietra di remota origine. Queste costruzioni si trovano tutte nella parte sud del lotto caratterizzata da una fitta vegetazione costituita da importanti ed imponenti alberature secolari, quando invece, la parte a nord del lotto, sede del progetto conseguente alla presente manifestazione d’interesse, é costituita da un esteso prato e non presenta alberature.

Descrizione proposta:  A fronte una specifica istanza proposta dalla proprietà in fase di composizione dell’originario PAT, è stata ACCOLTA, PROMOSSA ED APPROVATA una indicazione puntuale riportata sul Piano degli Interventi la quale ha previsto che a credito della demolizione di opere incongrue e/o di elementi di degrado presenti all’interno della proprietà e di altri e conseguenti interventi di miglioramento della qualità paesaggistica, comunque sempre finalizzati a obiettivi di tutela e valorizzazione, possa essere realizzato un fabbricato in una posizione puntuale del lotto, il quale presenta una superficie di mq 4500 circa. L’indicazione del Piano degli Interventi che ne è derivata ha prodotto una indicazione (Repertorio Normativo Sezione 4 centri Storici Minori – unità edilizia n° 19020009) dove si è prevista una “Demolizione e ricostruzione, secondo sedime indicato, con tipologie consone al contesto” . L’indicazione del PI determina che per una quantità di SUL/SUV in demolizione ne venga costruita una superficie analoga nel sedime indicato planimetricamente sul PI. La superficie determinata incongrua dal PI, derivante da immobili costruiti originariamente senza titolo edilizio ma successivamente sanati (non dall’attuale proprietà) attraverso il primo condono edilizio L46/85, risulta pari ad una SUL di mq 80.54 (SUV mq 63.43). Nel mantenere vitale e florida una così vasta ed interessante superficie del lotto in aggiunta alla grande qualità della flora esistente, necessita l’impiego di energia oltre che di continui e costanti investimenti finanziari per il suo mantenimento. Tale entità merita conseguentemente di essere sorretta da una proprietà la quale sul posto possa avere a disposizione mezzi e spazi necessari al suo mantenimento. Si determina che la ricostruzione di soli 80.54 mq di Sul siano insufficienti per poter istaurare sul sito una dimora che preveda gli spazi ideali di vita e di mezzi per una famiglia che debba mantenere vitale e rigoglioso un patrimonio ambientale di questa entità e qualità. Si ritiene pertanto che una superficie ideale per un edificio unifamiliare da istaurarsi sul sito nel sedime indicato possa essere equamente identificato in 180 mq si SUL. Conseguentemente ne deriva che oltre ai mq 84 esistenti ed ottenibili dalla demolizione delle superfetazioni legittime ne vengano aggiunti ulteriori 100 mq di SUL.

Prog.: M1-73;  PG: 405092 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: via del Vegron 6 (pag. 30);

Descrizione degrado: L’area in oggetto è inserita all’interno di una Corte Rurale nella quale è presente anche il complesso di “Villa Bernini Turco”, che comprende: la villa, i relativi annessi rustici e le corti di pertinenza. Gli immobili tutti assieme formano la Corte Rurale, definita dal P.I. con codice n. L/018, circondata da un canale che sui quattro lati ne delimita il confine. La corte contiene alcuni fabbricati identificati ma non classificati dal P.I. e che, come da N.T.O. art. 75, rientrano quindi nella Categoria Edilizia B1; proprio questi sono gli immobili che definiscono il principale degrado della corte stessa Entrando quindi nel merito della descrizione dei fabbricati ubicati all’interno dell’ambito oggetto di valutazione, possiamo così descrivere i fabbricati presenti. Il primo, non oggetto di degrado, risale ad un’epoca di poco posteriore a quella della formazione della villa e dei suoi annessi. Esso è formato da un corpo unico costituito probabilmente per fasi successive dove coesistono più funzioni ed in particolare la residenza e l’annesso rustico, tutti catalogati in Categoria d’Intervento A4. Appoggiato a nord-est del blocco sopra descritto, lungo il confine di proprietà e che si sviluppa sull’asse est-ovest, troviamo gli immobili oggetto di segnalazione. Si tratta di manufatti dismessi da molto tempo e non più utilizzabili perché quasi completamente crollati ma costituenti quelli che erano capannoni avicoli e loro pertinenze. Quello che oggi è rimasto di questi edifici è quasi solo una traccia del loro perimetro e il reticolo strutturale in legno che in alcuni casi troviamo riverso sul terreno, troviamo inoltre un muro in sasso e parte della copertura sopra il capannone principale Questi edifici, in questo stato e per loro destinazione originaria, mal si collocano all’interno della corte e pertanto sono da considerare elementi di degrado che riducono il valore storico testimoniale della corte stessa.

Descrizione proposta: La proposta che si intende avanzare prevede l’eliminazione degli immobili degradati presenti all’interno della Corte Rurale al fine di valorizzarla anche attraverso la ricostruzione di parte degli immobili oggetto di degrado in posizione consona rispetto l’intero complesso per la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale. Tale ricostruzione pari ad almeno 600 mq di SUL determinerà la possibilità di costituire un credito edilizio per la rimanente superficie non ricostruita. La ricostruzione di un nuovo volume determinerà la necessità/opportunità di risistemare tutto l’ambito di intervento.

Prog.: M1-75;  PG: 405096 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: via Antonio da Legnago (pag. 31);

Descrizione degrado: NON E’ PRESENTE DEGRADO EDILIZIO

Descrizione proposta: SI VUOLE CHIEDERE IL CAMBIO D’USO DELL’AREA E PORTARE L’EDIFICIO A RESIDENZIALE

Prog.: M1-80;  PG: 100221 – 24.03.2021; Localizzazione immobile: Strada della Giara (pag. 33);

Descrizione degrado: Edifici produttivi dismessi ed abbandonati da più di 10 anni, con annessi uffici e due residenze.
I capannoni sono in buona parte privi di copertura ed attualmente inutilizzabili.

Descrizione proposta: La proposta prevede, previa demolizione di tutti gli edifici esistenti e sistemazione delle aree esterne produttive, quanto segue: -ricostruzione con incremento dell’attuale superficie coperta fino ad un massimo di mq. 32.000 anche in corpi di fabbrica distinti; -valorizzazione dell’area con progettazione di ampie aree verdi; -previsione di aree a parcheggio in numero adeguato; -destinazione a produttivo UT3/1 – UT3/2 – UT3/2.1 con adeguato numero di residenze in cohousing per famiglie impiegate nell’attività produttiva (anche in parte), in modo da creare un gruppo sistemico circolare; -progetto viabilità interna ed esterna con spostamento dell’attuale strada via Segorte, ed idoneo studio degli incroci su Strada della Giara e strada vicinale. -tempistica di attuazione di 2 o 3 anni dall’efficacia della Variante 29 al P.I. Tale richiesta è sostenibile poiché: -rispetta il dimensionamento del PAT. -l’area interessata alla presente domanda ricade in attività produttiva “fuori zona” e rientra nella tavola di urbanizzazione consolidata -la zona ATO 7 in cui l’area ricade, risulta oggi avere disponibilità di una notevole quantità di nuova superficie produttiva da utilizzare.

Prog.: M1-95;  PG: 110892 – 01.04.2021; Localizzazione immobile: Via Carbonare 14 (pag. 38);

Descrizione degrado: Capannone in cattivo stato di conservazione.

Descrizione proposta: Ristrutturazione completa per ricavare una unità immobiliare residenziale mantenendo tipologia, superficie e volume.

Prog.: M1-96;  PG: 110945 – 01.04.2021; Localizzazione immobile: via Antonio da Legnago 9d (pag. 38);

Descrizione degrado: Il fabbricato oggetto di intervento non presenta caratteri architettonici di rilievo e visto l’anno di costruzione (circa 1965) richiede interventi di ristrutturazione. Ha struttura realizzata in blocchi di cemento con gran parte della copertura in fibrocemento contenente amianto che dovrà essere oggetto di bonifica. E’ realizzato a confine con altra proprietà. Gli ampi piazzali in calcestruzzo presentano segni di cedimento e fessurazione.

Descrizione proposta: L’intervento prevede il cambio di destinazione d’uso di fabbricato produttivo artigianale (A) in un fabbricato a destinazione residenziale. L’attuale fabbricato risulta datato, con tipologia e materiali (copertura completamente in fibrocemento contenente amianto) non idonei al contesto precollinare in cui si trovano. All’interno del lotto sono presenti: l’alloggio del custode (C) che non sarà oggetto di intervento e un fabbricato residenziale (B) sviluppato su due piani (SUL mq 78 x 2 piani) che sarà inglobato nell’intervento di ricomposiziona volumetrica complessiva. Si chiede il cambio di destinazione d’uso della SUL esistente produttiva in SUL residenziale. La proposta di progetto prevederà la riqualficazione dell’intero lotto con demolizione e ricostruzione di un unico nuovo fabbricato residenziale sviluppato su due piani fuori terra.

Prog.: M1-103;  PG: 112257 – 02.04.2021; Localizzazione immobile: via Str. della Giara, 11 (pag. 40);

Descrizione degrado: non ci sono zone di degrado chiediamo la possibilità di eliminare il fuori zona e diventare tessuto.

Descrizione proposta: si chiede di passare a tessuto ed eliminare il fiori zona.

 

M2: Riqualificazione ambientali con demolizioni integrali di opere incongrue o di elementi di degrado ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. a) della LR 14/2017 – Allegato 3.

Prog.: M2-4;  PG: 398960 – 23.12.2020; Localizzazione immobile: via Valpantena 61c e 61d (pag. 1);

Breve descrizione del degrado e della relativa proposta di intervento: Demolizione dei fabbricati non congruenti all’attività produttiva con ricostruzione mediante accorpamento ed ampliamento. L’intervento proposto prevede la realizzazione di un nuovo fabbricato avente destinazione artigianale/industriale in aggiunta a quello esistente di circa 1054,15 mq da adibire in parte a magazzino ed in parte a lavorazione artigianale/industriale con il conseguente riordino ambientale dell’area

 

M3: Riuso temporaneo di immobili esistenti dismessi o inutilizzati ai sensi dell’art. 8 LR 14/2017 – Allegato 3 – NESSUNA

 

M4: Segnalazioni finalizzate alla mappatura di episodi, fenomeni e ambiti di degrado – Allegato 3.

Prog.: M4-3;  PG: 395240 – 21.12.2020; Localizzazione immobile: via Ponte Florio (pag. 1);

Tipo di degrado presente nell’ambito segnalato: Degrado edilizio.

Breve descrizione delle situazioni di degrado relative all’ambito segnalato: Attualmente trattasi si fabbricato non funzionale al fondo agricolo riconosciuto dal P.I. ai sensi dell’art.151, ricompreso nel vincolo di inedificabilità (residenziale) generato da un allevamento intensivo limitrofo, che non consente la realizzazione di unità abitative. L’immobile si caratterizza in una situazione di degrado generale, si ravvede pertanto di caratterizzare tale immobile in una situazione di degrado edilizio, riferito alla presenza di un patrimonio architettonico di scarsa qualità, inadeguato sotto il profilo energetico, ambientale. Si chiede di poter ammettere l’uso artigianale consentendo un intervento migliorativo per quanto riguarda la componente paesaggistica-ambientale (mediante mascheramento con barriere vegetali e tinteggiatura del fabbricato) ed energetico attraverso il rifacimento della copertura con installazione di un impianto fotovoltaico integrato. Si evidenzia inoltre che l’intervento non comporta nuovo carico urbanistico e che a confine sono già presenti delle attività artigianali.

Prog.: M4-27;  PG: 404895 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: via Stelio Fenzo, 1 (pag. 5);

Tipo di degrado presente nell’ambito segnalato: Degrado edilizio, degrado ambientale.

Breve descrizione delle situazioni di degrado relative all’ambito segnalato: Le situazioni di degrado relative all’ambito in oggetto acquisiscono ancor più significato di quello oggettivo nel momento in cui si considera il pregio dell’area dai punti di vista ambientale, materiale e storico. Infatti, in origine, il lotto costituiva parte del giardino della Villa Beretta, posta a sud rispetto al lotto. Nella seconda metà dell’800 la Villa e le sue pertinenze vennero suddivise in lotti e venduti a singoli acquirenti. Negli anni Settanta del Novecento sono stati realizzati immobili superfetativi che hanno compromesso le qualità ambientali e storiche dell’ambito e in alcuni casi hanno completamente occultato manufatti ed elementi di pregio esistenti. La situazione di degrado nello specifico é rappresentata dall’incongrua ed aneddotica costruzione dei seguenti immobili: una tettoia diroccata posta sul confine sud ovest della proprietà; una cantina interrata con prese d’aria affioranti rispetto alla quota del terreno del giardino; un’unità abitativa ricavata all’interno di quella che in origine era una vasca di raccolta dell’acqua che ne impedisce nettamente la lettura; un piccolo fabbricato per il ricovero attrezzi di pertinenza alla residenza costruito a ridosso di un muro in pietra di remota origine. Queste costruzioni si trovano tutte nella parte sud del lotto caratterizzata da una fitta vegetazione costituita da importanti ed imponenti alberature secolari, quando invece, la parte a nord del lotto, sede del progetto conseguente alla presente manifestazione d’interesse, é costituita da un esteso prato e non presenta alberature.

Prog.: M4-32;  PG: 405080 – 30.12.2020; Localizzazione immobile: Del Vegron, 6 (pag. 7);

Tipo di degrado presente nell’ambito segnalato: Degrado edilizio, degrado ambientale.

Breve descrizione delle situazioni di degrado relative all’ambito segnalato: L’area in oggetto è inserita all’interno di una Corte Rurale nella quale è presente anche il complesso di “Villa Bernini Turco”, che comprende: la villa, i relativi annessi rustici e le corti di pertinenza. Gli immobili tutti assieme formano la Corte Rurale, definita dal P.I. con codice n. L/018, circondata da un canale che sui quattro lati ne delimita il confine. La corte contiene alcuni fabbricati identificati ma non classificati dal P.I. e che, come da N.T.O. art. 75, rientrano quindi nella Categoria Edilizia B1; proprio questi sono gli immobili che definiscono il principale degrado della corte stessa Entrando quindi nel merito della descrizione dei fabbricati ubicati all’interno dell’ambito oggetto di valutazione, possiamo così descrivere i fabbricati presenti. Il primo, non oggetto di valutazione, risale ad un’epoca di poco posteriore a quella della formazione della villa e dei suoi annessi. Esso è formato da un corpo unico costituito probabilmente per fasi successive dove coesistono più funzioni ed in particolare la residenza e l’annesso rustico, tutti catalogati in Categoria d’Intervento A4. Appoggiato a nord-est del blocco sopra descritto, lungo il confine di proprietà e che si sviluppa sull’asse est-ovest, troviamo gli immobili oggetto di segnalazione. Si tratta manufatti dismessi da molto tempo e non più utilizzabili perché quasi completamente crollati ma costituenti quelli che erano capannoni avicoli e loro pertinenze. Quello che oggi è rimasto di questi edifici è quasi solo una traccia del loro perimetro e il reticolo strutturale in legno che in alcuni casi troviamo riverso sul terreno, troviamo inoltre un muro in sasso e parte della copertura sopra il capannone principale Questi edifici, in questo stato e per loro destinazione originaria, mal si collocano all’interno della corte e pertanto sono da considerare elementi di degrado che riducono il valore storico testimoniale della corte stessa.

 

 


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