La Giunta comunale adotta la Variante 29.


Ora il dibattito pubblico.
Lunedì l’assessore Segala a Montorio

La Giunta comunale ha adottato ieri mattina la Variante 29, il documento che, partendo da precise scelte politiche di questa Amministrazione, detta le linee dello sviluppo urbanistico da qui al 2030 e che trova nel recupero e nel minor consumo del suolo i suoi principi cardine.

Una nuova visione della città pubblica che, per la prima volta, pianifica una parte del tessuto già consolidato, quei 3 milioni e mezzo di metro quadrati di aree dismesse, che oggi si trova in stato di abbandono e degrado, aree inutilizzate ma con grandi potenzialità per il contesto in cui sono inserite.

Il documento è il frutto di mesi di intenso lavoro e della concertazione con i soggetti pubblici e privati e i principali stake holders cittadini, interessati a intraprendere interventi di riqualificazione urbana, ambientale ed edilizia o azioni di riuso temporaneo.

Ben 189 le manifestazioni di interesse arrivate per le quattro tipologie di bando, un numero ben oltre le aspettative, segno di un tessuto che ha risposto in modo più che positivo ai nuovi stimoli sul fronte urbanistico e che ne condivide i principi di fondo.

Di queste, sono 50 le schede inserite nella Variante 29, scelte dalla Giunta in quanto coerenti con le linee guida del documento urbanistico. Qualche esempio: l’ex stabilimento industriale in lungadige Attiraglio verrà trasferito per fare posto a nuove residenze e a verde pubblico; al Pestrino verrà recuperato il forte Santa Caterina; la rigenerazione dell’ex Tiberghien sarà la molla per rivitalizzare il quartiere circostante; in Basso Acquar nascerà una nuova residenza per anziani.
Delle rimanenti proposte, solo una piccola quota è stata esclusa, in quanto non conformi ai requisiti della Variante. Per altre proposte, gli uffici tecnici hanno individuato invece percorsi amministrativi diversi, più idonei alla tipologia di intervento richiesto. E’ il caso dell’ex carcere Campone e dell’ex sede della Camera di Commercio in piazza Erbe, la Domus Mercatorum, che seguiranno l’iter in variante ordinaria. Altre proposte saranno realizzate utilizzando il titolo edilizio, un iter più breve perché non necessita dello strumento di variante. Nelle ultime fasi dell’istruttoria alcune proponenti si sono ritirati. Nel complesso, le risposte accolte positivamente sono l’80 per cento di quelle complessivamente arrivate.

Ad arricchire il documento, ci sono dieci Masterplan guida, ovvero livelli superiori di pianificazione in cui sono definiti le indicazioni e principi che dovranno essere recepiti in fase di progettazione. Veri e propri telai che saranno la base dei futuri interventi, in particolare per quelli più complessi o per le aree dove ce ne sono di più. In questo modo si rende omogeneo per servizi e infrastrutture la zona interessata.

Tra le caratteristiche principali della Variante 29, c’è una visione completamente nuova di trasformazione urbanistica, che si basa sul coordinamento tra i vari interventi. Non ci sono progetti a spot senza un disegno omogeneo intorno. La Variante 29 disegna infatti il territorio in base alle diverse caratteristiche e necessità, alla ricerca di un’armonia dei vari contesti e di coerenza rispetto all’intero tessuto urbano. Per gli stessi Masterplan, sono state esaminate e valutate diverse componenti tra cui la viabilità, la presenza di piste ciclabili e ciclopedonali, il verde, i servizi ai cittadini.

Meno commerciale, più servizi e residenziale. Gli interventi che partiranno nei prossimi mesi porteranno maggiori servizi su tutto il territorio, da quelli sportivi a quelli per la persona; aumenta l’offerta di residenziale di qualità, trovano spazio nuove forme di abitare come le senior housing e gli studentati ma anche il co-working in risposta alla pandemia. Tutti progetti che miglioreranno notevolmente la qualità della vita dei quartieri. Davvero irrisoria l’incidenza della proposte legate al commerciale, che rappresentano solo il 15 per cento del totale.

Ora parte il dibattito pubblico, con l’iter amministrativo già programmato per vedere l’avvio dei cantieri il prima possibile.

Lunedì prossimo 28 giugno alle ore 21.00 l’Assessore Ilaria Segala (deleghe Urbanistica, Programmazione interventi per abbattimento barriere architettoniche e Ambiente) sarà presente a Montorio al Circolo I° Maggio per illustrare il masterplan sull’area Ex Sapel.

Martedì 29 saranno consegnate sempre all’Assessore Ilaria Segala, le firme raccolte nel mese di maggio ai fini della sensibilizzazione della manifestazione di interesse presentata da River Immobilia Srl per l’area Ex SAPEL.

Tempistica. Già lunedì la variante 29 inizierà l’esame in commissione Urbanistica, da cui dovrà essere licenziata per il Consiglio comunale. Nel frattempo il documento arriverà a tutte le Circoscrizioni, dove sono anche previste assemblee pubbliche rivolte alla cittadinanza. Si parte il 28 giugno in ottava Circoscrizione, dove sarà presente anche il professore Paolo Galluzzi del Politecnico di Milano, che ha collaborato con gli uffici per la stesura della variante, il 1° luglio in terza Circoscrizione, il 12 in quinta e il 14 luglio in settima.

L’obiettivo è l’approvazione da parte del Consiglio comunale entro luglio, prima della sospensione estiva, per arrivare in autunno con la Vas regionale, l’esame delle osservazioni e l’approvazione definitiva nuovamente nell’aula consiliare.

Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa oggi dal sindaco Federico Sboarina e dall’assessore alla Pianificazione Urbanistica Ilaria Segala, che hanno fatto il punto sul documento approvato e sui futuri passaggi. Presente anche il presidente della commissione urbanistica Matteo De Marzi.

“Questa è la Variante del riscatto delle aree degradate e abbandonate – ha detto il sindaco -, che tornano a vivere rigenerando intere zone e quartieri cittadini. Ma è anche la Variante del coraggio, quello di un’Amministrazione che porta avanti le proprie scelte e non si è fermata nemmeno in un periodo particolare e difficile come quello dell’emergenza Covid. Ora può davvero partire uno sviluppo coerente del territorio, la cui regia e controllo sono sempre in capo all’Amministrazione, perché la rigenerazione che vogliamo deve inserirsi correttamente e in modo armonioso nel contesto, senza generare alcun impatto negativo. Prende forma la nostra visione di città, dal Central Park scendendo dalla fiera, per arrivare ad una Zai completamente nuova, viva e riqualificata”.

“E’ stato fatto un lavoro davvero importante, il cui merito va in gran parte ai nostri uffici che hanno lavorato a ritmo serrato nonostante le condizioni più difficili dettate dalla pandemia – ha detto Segala-. Siamo molto soddisfatti, è la prima Variante urbanistica che pianifica il consolidato, lasciando intatte le aree verdi e intervenendo solo sul costruito esistente. Ora parte il confronto pubblico nelle circoscrizioni e nelle assemblee cittadine, vogliamo che i veronesi sappiano come i propri quartieri cambieranno in meglio nei prossimi anni. Tante infatti le proposte di privati che porteranno nuovi sevizi in tutti i territori”.

 

Link: Petizione on-line: Area ex Sapel a Montorio. No alla speculazione travestita da “meno consumo di suolo”

 


     

Area Ex Sapel – NO ALLA SPECULAZIONE TRAVESTITA DA “MENO CONSUMO DI SUOLO”

massima attenzione alle istanze del territorio e dei cittadini e finalizzando le proprie azioni alla cura della qualità della vita e al rispetto delle risorse naturali, non può che rappresentare un’auspicabile risposta capace di fornire soluzioni e scelte per restituire nuove energie al territorio, in coerenza con la salvaguardia delle biodiversità e dei valori ecosistemici, della valorizzazione del Paesaggio, della tutela e sicurezza del territorio veneto.

                  Luca Zaia Presidente della Regione del Veneto Legge regionale 4 aprile 2019, n. 14 e S.M.EI.

 

Abitazioni 12.000 mq + Commerciale 2.000 mq + Uffici 5.700 mq = 20.000 mq di cemento

     Questo è quanto previsto dalla manifestazione di interesse della River Immobilia srl, depositata a dicembre 2020, nell’operazione “vuoti a rendere”, Variante 29 del Comune di Verona, presentata come la rinascita dell’area (ex Sapel) al laghetto Fontanon nei pressi del Circolo Primo maggio a Montorio.

     Se l’area risulta degradata non è solamente opera del tempo ma di una discutibile inerzia e di scelte, altrettanto, molto discutibili operate in passato sia dalla proprietà che dall’ente pubblico stesso.

Chiediamo:

1. Un cambio di progetto, alla luce della normativa denominata “Veneto 2050”, con una particolare attenzione al consumo di suolo, al rispetto dell’ambiente, alle risorse idriche, alle future generazioni, realizzando un reale cambiamento nel progettare e nel gestire il territorio improntato alla sostenibilità che si declina con l’abbattimento di edifici inutili e rigenerando, quindi, i luoghi con spazi verdi che migliorino la qualità dell’aria e della vita delle persone.

2. di essere costantemente informati e coinvolti nelle scelte progettuali attraverso la Circoscrizione e le associazioni locali.

3. che le eventuali attività di restauro dell’archeologia industriale siano improntate al recupero storico architettonico come patrimonio comune e che una parte di questi spazi venga utilizzato dalla collettività come sorta di “compensazione” dei danni provocati negli anni.

4. che si intraprenda un dialogo aperto e franco con la proprietà, l’amministrazione e le associazioni locali affinché il progetto rispetti quanto stabilito dai principi costituzionali (artt. 9, 32, 42) e dagli obiettivi della legge regionale “Veneto 2050”.

 

E’ possibile aderire alla raccolta firme anche con la sottoscrizione on line, qui link di collegamento.

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