“Veronesi per sempre”: un libro, un viaggio emozionale nel cuore di Verona


Venti autori, fra cui alcuni Montoriesi, raccontano la città scaligera e i suoi abitanti,
                                                   tra vizi privati e pubbliche virtù

 

                                                 

 

Dal 15 settembre 2021 è disponibile nelle librerie l’antologia “Veronesi per sempre”, un volume che si aggiunge alla già nutrita collana “Antologica” di Edizioni della Sera.

Crocevia di strade da tempo immemore, Verona è incastonata fra il Veneto e la Lombardia, a pochi passi dal Trentino: cugina di tutti, sorella a nessuno. Punto fermo per i melomani, perché nella vita almeno uno spettacolo in Arena bisogna vederlo per capirne la magia, e meta di tutti gli innamorati, attratti dalla luccicante leggenda del celebre amore tanto breve quanto sfortunato. Come distorta dal vetro di una palla con la neve, la città vista da dentro è tutt’altra cosa: i veronesi sono concreti, legati al loro territorio e alle tradizioni, poco inclini a plateali dimostrazioni d’affetto e tuttavia sempre pronti ad aiutarsi l’un l’altro, senza nemmeno bisogno di chiedere. Dalle antiche leggende ai miti del calcio, dalla cultura del vino alle differenze di classe, “Veronesi per sempre” vi racconta perché siamo un popolo eternamente diviso e unito per sempre.

Erna Corsi (curatrice)

Ho selezionato venti autori per altrettanti racconti nei quali luoghi e tradizioni della città si mescolano alle caratteristiche peculiari dei veronesi, andando ben oltre i luoghi comuni. Fra loro vi sono scrittori affermati, giornalisti, registi ma anche talentuosi scrittori emergenti, perché la nostra città sa riconoscere e premiare chi se lo merita, offrendo sempre nuove opportunità. Durante la stesura del libro, ho scoperto che alcuni di loro sono montoriesi come me: qualcuno per nascita altri per scelta. Ho chiesto loro di parlarvi della loro esperienza e, naturalmente, del loro racconto.

Barbara Salazer

Partecipare all’antologia è stato emozionante. Non è la mia prima volta nel mondo dell’editoria ma questo progetto riguarda la città che amo di più al mondo (e di mondo ne ho visto tantissimo). Ho scelto il tema della disabilità perché penso che Verona non stia facendo abbastanza per diventare davvero inclusiva, manca uno slancio verso l’integrazione. Racconto una storia d’amore nella città dell’amore ma, a differenza di quella molto famosa, io racconto un amore difficile ma possibile. Lo faccio con un linguaggio scarno, arrabbiato, in cui la poesia si nasconde bene nei dettagli. Spero che la mia storia d’amore e di speranza diventi quella di Verona per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.

Bepo Merlin

Amo scrivere racconti brevi, su personaggi che hanno attraversato la mia vita rendendola più interessante. Amo anche, in maniera particolare, scrivere i ricordi della mia infanzia e giovinezza, che si sono consumate nella Bassa Veronese, dove ho abitato prima di arrivare a Montorio. Quando Erna mi ha proposto di partecipare a questa antologia e ha precisato che il racconto era a tema libero, non ho avuto più alcuna remora. Era la rivincita sul mio professore di liceo che odiava i temi che non trattavano di letteratura. Così, per descrivere i veronesi a modo mio, collegandomi al famoso motto “veronesi tuti mati”, ho raccontato l’origine del detto “farghene come Nineta” in uso in gran parte della Provincia, almeno fino a qualche decennio fa. Nineta, che ovviamente non ho conosciuto personalmente ma solo attraverso le parole degli anziani, era uno dei briganti che infestavano le strade e le case della Bassa nella prima metà dell’Ottocento. Raccontare, con un po’ di fantasia, la sua storia, può aiutare anche i veronesi di oggi a capire il loro carattere un po’ “vivace”.

Elisa Bonomi

L’occasione di partecipare all’antologia è arrivata perché già conoscevo Erna, e mi sono lasciata trascinare.  Il racconto che ho scritto è stato ispirato dalle mie origini. Quando andavo alle superiori, i miei compagni di classe che arrivavano dalla provincia mi dicevano che ero “cittadina” perché abitavo a Montorio. Eppure a me pareva di vivere fuori dalla città. Il paese dove sono cresciuta è molto particolare e sono convinta che, chi non c’è nato, faccia fatica a comprendere la magia di chi non ha molto, eppure ha tutto. Partendo da questa idea ho voluto raccontare la periferia, ciò che sta fuori dalle belle Mura, eppure rimane legato in ciò che i veronesi in realtà sono: persone che, nonostante le loro molteplici chiusure e pregiudizi, hanno molto da dare e sono pronti ad aiutare. Da Verona vorrei portare il messaggio che, in fin dei conti, nella città dell’amore di questo sentimento ce n’è tanto. Lo si ritrova nelle contrade, nelle viuzze, nei palazzi dove ci si conosce tutti, nei quartieri popolari. È lì che bisogna guardare per trovare l’altra faccia della nera Verona.

Giacomo Bastianello

Ci si abitua a tutto: alle scarpe con la taglia sbagliata, a quattro gocce sulla testa in una giornata d’estate, a un partner che abbiamo conosciuto slanciato e atletico che poi si è fatto meno slanciato e meno atletico e così via. L’adattamento insieme al pollice opponibile sembra essere una delle nostre carte vincenti, ciò che ci fa umani. Ma ci si adatta proprio a tutto, anche al bello. Ogni veronese conosce l’Arena; è un simbolo, quasi un marchio di fabbrica della nostra città. Quante volte ognuno di noi è passato davanti all’anfiteatro prima di una “vasca” in via Mazzini? Così tante volte che da monumento unico al mondo per integrità e funzionalità e bellezza… vabbè piccolo scivolone campanilistico. Dicevamo, l’abbiamo visto così tante volte che è diventato un oggetto comune, banale, di tutti i giorni. Ci si adatta anche alla bellezza. Quando mi è stato proposto di partecipare alla stesura di una antologia su Verona, ho pensato di scrivere un racconto dove l’Arena fungesse da perno temporale alla città. La speranza è di averla cavata dalla nebbia della routine capace di trasformare in ordinario qualcosa di straordinario.

Gli altri autori: Lara Berardo, Alessia Bottone, Federica Carteri, Angelo d’Andrea, Cristian Dall’Ora, Lorenzo Fabiano, Paola Gradi, Cinzia Inguanta, Roberto Leopardi, Paola Lorenzetti, Giorgio Massignan, Eva Serena Pavan, Giovanna Righetti, Renzo Segala, Gloria Wardlow, Matteo Zonca. Prefazione di Michele Bauli.

 

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