I QUADERNI DELLA DORSALE: CONOSCIAMO I NUOVI AUTORI – PAOLA TACCHELLA


La terza edizione de I Quaderni della Dorsale riserva anche quest’anno molteplici  sorprese, che vale la pena di conoscere direttamente dalla voce degli autori, che grazie al loro prezioso impegno e alla loro competenza hanno permesso la realizzazione di questa pubblicazione. Un gruppo che nel corso di questi tre anni è cresciuto e ha saputo condividere con entusiasmo e fiducia questo progetto. Ringraziamo di cuore gli autori già presenti nelle scorse edizioni: Stefano Magrella, Giorgio Chelidonio, Gianmaria Varanini, Gabriele Alloro, Alessandra Scolari, Ornella Ambrosi, Gianluca Franchi, Antonella Fiori e presentiamo con molto orgoglio i nuovi arrivati. Un ricordo e ringraziamento particolare a Luigi Alloro, che rimarrà per sempre un autore dei nostri Quaderni!

 

COSI’ VICINO, COSI’ LONTANO.
SULLA SCUOLA, SUL CARCERE, D’INTORNO
Di Paola Tacchella

Che strade hai percorso nella tua vita?
Strade di montagna, per star in metafora, spesso solitarie, non lineari si sa, di quelle che ad ogni giro di volta ti cambiano la prospettiva. Ho spaziato nelle mie esperienze lavorative e di vita in campi molto diversi per poi approdare al carcere dove insegno da trent’anni e dove sono presente come impegno sociale nella conduzione di un laboratorio culturale.

Perché ti piace scrivere o perché senti l’esigenza di farlo?
Chi ama la scrittura lo sa, esce di getto, per una urgenza interiore a volte, e inaspettata anche nel suo riversarsi. Poi invece si addomestica rispondendo a diverse funzioni. Ma sempre la scrittura sostiene di poterla ripercorrere, e nel suo ritmarsi affina il pensiero, nel silenzio accoglie le parole sussurrando forme nuove.

Che cosa racconti in questa edizione de I Quaderni?
Un pezzo di mondo invisibile agli occhi, la vita compressa in un delimitato confine, per restituire alla comunità una tessera del puzzle, un “pizzino” di storia del nostro carcere visto attraverso le stanze dove si fa scuola.

Una frase che ti rappresenta?
Ci devono essere molte vie. Ce ne devono essere varie per ogni persona, perché vari sono i tempi; e non mi riferisco solamente alle circostanze, ma al modo di vivere il tempo e al modo di patirlo.

Da: MarÍa Zambrano Le parole del ritorno – Città Aperta Edizioni ©copyright 2003

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